La censura in Rete

Ho spesso scritto che la Rete è il mezzo che ci può salvare dalla malattia dei vecchi media di informazione: la censura. Censura che viene applicata per le più svariate ragioni, ma che nelle democrazie è attuata per preservare il potere di pochi. Conflitti di interesse, poteri economici o politici sono i motori che alimentano il silenzio su alcuni temi e su alcuni fatti. La rete può rompere questo silenzio, anche se l’abbondanza di informazione e l’affidabilità delle fonti sono due problemi che in Rete è fondamentale affrontare.Capite le potenzialità della Rete, il potere non è stato a guardare. Nelle democrazie occidentali si trovano numerose scuse per iniziare e ampliare la censura: la lotta al terrorismo e alla pedopornografia sono i cavalli di troia preferiti per insidiare la libertà di parola. Sono finalità ideali, perché non si possono non condividere, ma molti non sanno i retroscena. Primo: i filtri sono quasi sempre aggirabili e quindi i “cattivi” continueranno a fare i cattivi e voi a non vedere cose che potrebbero interessarvi. Secondo: introdotto il filtro lo si allarga silenziosamente ad altro, che nulla a che fare con l’intento originale. Voi pensate di essere protetti e invece siete tagliati fuori da una discussione scomoda. Con i filtri il danno - la mancanza di libertà - è peggiore del male che si vorrebbe combattere e che di fatto non si combatte. (Alcuni esempi di quello che dico si possono reperire su Punto-Informatico)

Per avere uno sguardo mondiale del problema, segnalo, per chi fosse interessato, un articolo di Schneier:

Internet Censorship

Una recensione di “Access Denied”, a cura di Ronald Deibert, John Palfrey, Rafal Rohozinski e Jonathan Zittrain, MIT Press: 2008.

[Articolo reperibile in italiano su Communication Valley (pag. 16-18)]

Cito la conclusione dell’articolo:

“Nessuna serie di misure di censura in Internet è perfetta. Spesso è facile trovare le stesse informazioni su URL non censurati, ed è abbastanza semplice aggirare i meccanismi di filtraggio e visitare pagine Web proibite se si sa quel che si sta facendo. Ma molte persone non hanno le capacità informatiche per aggirare i controlli, e in un paese in cui ciò è punibile con il carcere, o peggio, pochi hanno voglia di correre il rischio. Per cui anche quei tentativi di censura permeabile e poco efficace possono rivelarsi molto validi socialmente e politicamente.

Nel 1996 Barlow disse: “State cercando di respingere il virus della libertà costruendo torri di guardia alle frontiere del cyberspazio. Queste potranno tenere a bada il contagio per un certo tempo, ma non avranno effetto in un mondo che presto sarà dominato dai media basati sui bit”.

Parole coraggiose, ma premature. Sicuramente oggi vi sono molte più informazioni accessibili da molte più persone rispetto alla realtà del 1996. Ma Internet è fatta di computer e connessioni fisiche che esistono all’interno di confini nazionali. L’Internet di oggi continua ad avere frontiere e i vari paesi vogliono controllare sempre di più quel che passa attraverso tali frontiere. Nel documentare questo controllo, l’ONI ha fornito un servizio assai prezioso.”

La situazione europea sulla censura in Rete, documentata dall’organismo citato, l’ONI, è consultabile qui.

ilcomiziante

Aggiornamento 30/04/2008:

Punto-Informatico:
Censura, gli azionisti di Google dicono no
di Gaia Bottà

Repubblica.it:
Google, consigli agli azionisti “Non votate contro la censura”
Ma la direzione sconsiglia vivamente di votare a favore
di FRANCESCO OGGIANO

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