DDL anti blog /2

Levi ha ritirato il suo DDL anti blog. Che granchio! Levi dice di aver tolto la parte riguardante internet dal suo DDL!! Dice che noi blogger ci siamo preoccupati per nulla, che le nostre erano solo fantasie. Anche a me ha risposto così, sebbene gli avessi chiesto semplicemente di ritirare il DDL, senza dare motivazioni. Mi avrà letto nel pensiero.

Invece il DDL l’ho letto e di motivazioni per cestinarlo (TUTTO) ce ne sono parecchie. Accantonando la questione “anti-blog”, sulla quale altri hanno scritto cose interessanti, ne cito solo tre:

1) Il metodo. Con quella legge si vanno a toccare temi delicatissimi: la libertà di espressione e la libertà di impresa. (Ricordiamo il titolo del DDL: “Nuova disciplina del settore dell’editoria e delega al Governo per l’emanazione di un testo unico delle disposizioni legislative in materia di editoria”) Voi avete assistito ad un dibattito politico su questi temi? Non dico dibattiti televisivi, ma una discussione in qualche partito, in qualche giornale? Avete visto Levi fare il giro degli editori, dei blogger, dei cittadini? Mi auguro di sbagliarmi, ma noi comuni mortali non siamo stati interpellati su cosa sarebbe stato meglio fare in questo campo. Levi ha fatto tutto da solo riproponendo un DDL già tanto contestato un anno fa. Vi sembra il modo di procedere, questo?

2) I contributi statali all’editoria (art. 17 – 27). Bisogna essere pazzi per riproporli, dopo la campagna grillesca. Tuttavia potrebbero avere un senso se servissero ad avviare una nuova attività editoriale. Invece, secondo questo DDL, a meno di non essere politici o minoranze linguistiche, bisogna avere 5 anni di attività alle spalle (art. 18). Se un’attività editoriale ha superato 5 anni di mercato, cosa le impedisce di superare anche i prossimi 5? Secondo voi ha bisogno di soldi statali?

3) Rassegna stampa e diritti d’autore (art. 4). Secondo Levi chi fa una rassegna stampa dovrebbe pagare un quid ai detentori del diritto d’autore su quanto citato o raccolto. Anche se la rassegna stampa è per uso interno. Non è un’idea geniale? Uno ti cita e ti fa pubblicità gratuita e ti deve anche pagare! Ritornando al punto 1, se Levi avesse chiesto in giro qualche idea nuova, qualcuno gliela avrebbe data.

Ultima nota: protestare, a volte, serve. Ricordiamocelo.

ilcomiziante

PS: altri motivi per ritirare questo DDL (da millionportalbay.wordpress.com):
blog.it: l’oscena proposta di legge… per i portali di partito
di frap1964

Puntata precedente:
DDL anti blog

Puntata successiva:
DDL anti blob /3

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3 Risposte a “DDL anti blog /2”

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