Dal Corriere Monti dice:
«I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E’ bello cambiare e accettare delle sfide»
Penso ci sia una lievissima differenza fra poter cambiare e dover cambiare. La prima possibilità piacerebbe a tutti, la seconda forse no.
Aggiornamento:
Posto fisso monotono o precarietà necessaria?
di A. Bisin
Etichette: economia, lavoro, politica, precariato
giovedì 2 febbraio 2012 alle 22:13
Non è curioso che gli unici a demonizzare il posto fisso sono coloro che hanno una pensione d’oro assicurata dopo una sola legislatura?
Direi che questo post rientra nella categoria “con il culo degli altri”
venerdì 3 febbraio 2012 alle 6:46
In effetti potrebbe. :-) Però penso che Monti abbia semplicemente fatto uno scivolone comunicativo. Bisin porta delle argomentazioni. Io non concordo molto con Bisin per il semplice fatto che dovrebbe essere il lavoro a misura d’uomo, e non viceversa, ovvero l’uomo che insegue le necessità del mercato. Lo so, vorrei un mondo ideale, ma se smettiamo anche di sognarlo, saremo sembra in balia di altro.