Leggo oggi su larepubblica.it:
Monti: “Se il Paese non è pronto il governo potrebbe non restare”
Io proporrei di rivoltare la frase:
Monti: “Se non sono in grado di governare ottenendo il consenso dai partiti e dai cittadini, lascio il posto a chi è più bravo.”
Perché altrimenti sembra che Monti sia una specie di Sacerdote della Salvezza e noi dei poveri credenti che dovremmo seguirlo, pena il suo abbandono nella Nostra Valle di Lacrime. Non è così: è Monti che deve servire noi, non il contrario.
martedì 27 marzo 2012 alle 10:50 |
ma quella è l’interpretazione di Repubblica, il discorso di Monti è ben più articolato
martedì 27 marzo 2012 alle 11:20 |
Qui e qui Monti dice:
“Se il Paese, attraverso le sue forze sociali e politiche, non si sente pronto a quello che secondo noi è un buon lavoro – aggiunge – non chiederemo certo di continuare per arrivare a una certa data”.
Quindi la frase l’ha detta così, immagino.
Certo, ha detto anche altre cose. Questo è stato un lapsus? :-)
martedì 27 marzo 2012 alle 17:21 |
Ho pensato per tutta la mattina quello che tu hai scritto. Poi sono tornato a casa, ho visto le dichiarazioni per intero e un po’ mi è passata, la rabbia. Perché il senso, obiettivamente, è un po’ diverso. Anche qui: http://www.francescocosta.net/2012/03/27/sete-di-showdown/
martedì 27 marzo 2012 alle 20:09 |
@scorfano
Sono un po’ testardo. A me il senso continua ad apparire uguale. Ci dormo su.
martedì 27 marzo 2012 alle 21:49 |
In effetti Monti pensa di essere necessario e Repubblica ne cura l’agiografia. Ma temo che abbia ragione a pensare che l’Italia in mano ai partiti finisca come la Grecia. Insomma, il male è chiaro, lui è la cura… omeopatica. Letteralmente.