Lavorare 60 ora alla settiamana

Giovedì 12 Giugno 2008 by ilcomizietto

Segnalo su Peacereporter:

Sessantacinque ore a settimana
Una direttiva iperliberista. Intervista a Walter Cerfeda

“Per il momento è una proposta. [...] Si dovrà discutere e approvare un testo che prevede l’ampliamento della giornata lavorativa fino a sessanta, sessantacinque ore settimanali. Non è ideologia, ma sono i fatti ormai a presentare quella che molti osservatori definiscono la spinta iperliberista anche nel quadro delle economie europee. [...] Cerfeda: [...] Ci troviamo di fronte a una spinta iperliberista, che cerca di trascinare l’Europa verso mercati quali gli Stati Uniti o il Giappone, con logiche che rischiano di cancellare la stessa identità storica, politica e dei diritti che abbiamo in Europa”.”

Poiché ad oggi le aziende non si sono certo preoccupate di mantenere l’occupazione in Europa, questa fregola delle 60 ore penso interessi solo marginalmente le aziende e comunque non per motivi economici.

C’è invece da osservare che il lavoratore con 60 ora a settimana non avrà tanta voglia di darsi alla politica (in senso lato), finito l’orario di lavoro. Penserà solo a mangiare, dormire e rilassarsi. Sarà una specie di bestia da soma, facilmente manovrabile, molto più utile alla dittatura piduistica.

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Si può fare

Giovedì 12 Giugno 2008 by ilcomizietto

Con calma

Giovedì 12 Giugno 2008 by ilcomizietto

Il caso di per sé è banale e comune: un cliente si sente trattato poco bene dall’azienda X e lo scrive sul suo blog. L’azienda si sente diffamata e querela con tanto di richiesta (esosa) di danni. Risultato: blog chiuso o post oscurato (quando va bene).

Chiunque abbia avuto a che fare con i blogger sa che questo modo di procedere è puro suicidio commerciale.

Ma i blogger non sono tutti cattivi. Ce ne sono di pazienti che provano a illustrare le dinamiche reputazionali all’interno della Rete all’Ufficio Marketing dell’azienda X:

I blogger chiedono a Mosaico Arredamenti di ritirare la denuncia

Dovrebbe essere l’introduzione di ogni libro di marketing.

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Reverie

Martedì 10 Giugno 2008 by ilcomizietto

Segnalo la presentazione di un nuovo CD dei Reverie. Che ci hanno anche un blog. Conosco la cantante, quindi occhio a quello che dite. :-)

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Principesse al lavoro

Lunedì 9 Giugno 2008 by ilcomizietto

Lacomizietta è in camera sua a cantare, da sola. Ad un certo punto va dalla mamma in cucina con dei lacrimoni che le scendono sulle guance. Cosa è successo?

F: [singhiozzando] Stavo cantando una canzona e mi sono … mossa.
M: Commossa?
F: Sì!
M: E cosa stavi cantando?
F: Che c’erano due principesse. Che una va al lavoro e non lo dice all’altra.
M: E quindi l’altra si sentiva sola?
F: Sì!
M: Ma poi la principessa torna dal lavoro, vero?
F: Sì. E poi le chiede scusa. Che non si va al lavoro senza dire nulla!

Per il soggetto e la sceneggiatura:
(C) 2008 Lacomizietta - Tutti i diritti riservati.

Reboot? [Yes | No]

Lunedì 9 Giugno 2008 by ilcomizietto

Segnalo su P.I. di oggi:

Nucleare, una patch software e la centrale s’allarma
di Alfonso Maruccia

“Può l’installazione di un banale aggiornamento software provocare una crisi nucleare in pieno suolo americano? Probabilmente no, ma di certo l’eventualità che un update finisca per far scattare misure di sicurezza inappropriate non è solo teorica, è già successo e per la precisione il 7 marzo scorso nell’impianto Edwin I. Hatch presso Baxley, Georgia.”

Visto come viene trattata l’informatica in Italia, da noi la patch avrebbe avviavo la procedura di autodistruzione. :-)

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Intervista a J. Rifkin

Lunedì 9 Giugno 2008 by ilcomizietto

Segnalo, anche se in ritardo, l’intervista di Repubblica a Rifkin sul tema dell’energia (nucleare) in Italia:

Le centrali sono una “soluzione di retroguardia” e non risolveranno il problema
Dopo l’incidente di Krsko il guru dell’economia all’idrogeno spiega perché l’Italia sbaglia

Rifkin, l’energia fai-da-te
così ci salveremo dal nucleare
di RICCARDO STAGLIANÒ

Riassunto per chi ha molta fretta: l’energia nucleare è una cagata pazzesca.

Riassunto per chi ha fretta: non è vero che l’energia nucleare ci salverà dall’effetto serra, non è vero che il numero di impianti è in espansione, è vero che l’urano costerà sempre di più, non è stato risolto il problema delle scorie nonostante gli investimenti massicci (USA), ci sono alternative più facili, economiche e sicure.

Aggiungo:

1) Fa tenerezza l’ingenuità tutta americana:

D: A questo punto solo un pazzo potrebbe scegliere un’altra strada. Eppure non è solo Roma ad aver riconsiderato il nucleare. Perché?

R: Credo che abbia molto a che fare con un gap generazionale. E ve lo dice uno che ha 63 anni. I vecchi politici, cresciuti con la sindrome del controllo, si sentono più a loro agio in un mondo in cui anche l’energia è somministrata da un’entità superiore.”

In realtà con il sistema “centrale” (nucleare) è possibile distribuire soldi pubblici ai propri (pochi) amici (è avvenuto, avverrà ancora). Con il sistema decentrato ciò non è possibile. Questo è il vero motivo.

2) La ricerca, questa sconosciuta. Avevamo in casa la possibilità di rivoluzionare il mondo, ma fu insabbiata. Rischiavamo di farcela.

Troppo bello per essere vero.
Intervista di M. Gabanelli al Prof. G. Preparata del 24-09-1997

Ma non disperiamo: altri hanno preso il nostro posto.

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Come dire no al nucleare

Venerdì 6 Giugno 2008 by ilcomizietto

Ogni volta che sento parlare di “energia verde” o “energia pulita” mi viene l’orticaria. L’unica energia pulita che conosco è quella non prodotta.

C’è l’energia da fonti rinnovabili e quella da fonti non rinnovabili, c’è quella che inquina un po’ di più e quella che lo fa un poco di meno. Tutto si può fare, purché si sappia cosa si sta facendo e ci si assuma la responsabilità delle relative conseguenze. Ovviamente le fonti di energia rinnovabili sono fra quelle che inquinano un poco di meno e soprattutto non si pagano a nessuno. Forse vale la pena investirci un po’ di soldi e di intelligenza. La politica spesso non lo fa, forse lo possiamo fare noi. Come? Utilizzando il mercato.

Dal 1 luglio 2007, in Italia, il mercato dell’energia è libero. Possiamo acquistare elettricità e gas da chi vogliamo a prezzi di mercato. Molti operatori pubblicizzano la vendita di energia da fonti rinnovabili, certificata RECS. Persino l’ENEL, che ha in programma di far rinascere il nucleare in Italia, si propone di vendere energia da fonti rinnovabili. Ebbene: non resta che scegliersi un fornitore che ci venda solo energia elettrica certificata RECS e acquistarla. Se saremo in tanti, forse potremmo creare le basi per rendere economicamente svantaggioso il nucleare.

Idee, osservazioni e commenti sul tema sono graditi.

ilcomiziante

Giornali (e) spazzatura

Venerdì 6 Giugno 2008 by ilcomizietto

Ancora Milano - Bologna - Milano per lavoro e ancora leggo La Repubblica (cartacea). Tanto per farmi male e tanto per ricordarmi che faccio bene a non comprarla.

A parte gli articoli “allarme nucleare” di ieri (forse ne riparlerò) che meriterebbero un’attenta analisi per aver saputo vendere con la paura e, al contempo, per aver fatto pubblicità alla nuova politica nuclearista berlusconiana, Corrado Augias, pubblicando una lettera, è riuscito a dare spazio a qualche considerazione sensata sulla spazzatura napoletana e a insultare tutti i campani nello stesso tempo.

Dice la lettera:
“Gent.mo dott. Augias, lei afferma che noi campani non ci siamo accorti che era “un’ assurdità o stupida o criminale” gridare no alle discariche e no agli inceneritori. Dimentica che in Campania il 100% dei rifiuti è finito in discarica [...] I cittadini campani onesti non ne possono più di politici e amministratori che da 20 anni propongono discariche e inceneritori per uscire dall’ emergenza senza organizzare un corretto ciclo dei rifiuti [...]” Firmato:
Dott. Pio Russo Krauss Responsabile Centro Ricerca su Ambiente e Salute”

Ma evidentemente i cittadini campani onesti sono la minoranza, e, in ogni caso, è meglio che stiano zitti, che tanto non si può fare nulla. Risponde infatti Augias:

Ho scritto giorni fa che addossare l’ intera colpa solo sugli amministratori è ingiusto.

Infatti è colpa di una certa mentalità fatalista italico campana:

“Lo scrittore Raffaele La Capria sembra condividere quando (sul ‘ Corsera’ ) descrive una ‘mentalità‘ che si è stratificata lentamente sulla base di miti, superstizioni, tradizioni. Se le cose stanno così, solo con altrettanta lentezza (se mai avverrà) si potrà arrivare ad un modo di convivere più adatto ai tempi. Per il momento constato che nemmeno questo disastro è servito a far prendere coscienza e che si continua ad addossare la colpa agli altri [...]. “

Conclude con un “non è più come non è mai stato”:

“Da Napoli viene però anche un segnale supplementare [...] In pochi anni sono venuti meno la maggior parte dei centri d’ aggregazione, gli strumenti, come partiti, associazioni, parrocchie, capaci di suscitare appartenenza, condivisione, cittadinanza. Lo scopo era di sentirsi più liberi, il risultato è che ognuno è più solo.”

Poi uno segue qualche blog (ok, lasciamo da parte quello di Grillo), fa qualche ricerca e inizia a seguire i link proposti. In poco tempo scopre che i campani non sono tutti una massa di pecoroni che non sanno cosa fare e cosa dire oltre a gridare “non la discarica nel mio giardino”. Scopre che la mentalità dei campani (tanti?) è già pronta per risolvere i problemi, manca qualcuno che le dia peso e forza. E chi dovrebbe farlo? La politica e l’informazione, ovviamente. Ma non è così: è che non ci sono più gli oratori di una volta, siamo tutti soli, la mentalità, è colpa di tutti, della società… e mi fanno male le mutande… Ma non è SOLO colpa degli amministratori locali, e …. non si può, non si deve, non sta bene.

Aspetto il prossimo articolo sull’antipolitica fatta dai campani stufi di essere presi in giro.

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Blog Rudi Matematici

Martedì 3 Giugno 2008 by ilcomizietto

Segnalo che i Rudi Matematici si sono allargati. Ora hanno una rubrica fissa su Le Scienze (versione cartacea) e un blog sul sito dell’editore di Le Scienze.

Ne consiglio la lettura (intendo: rivista, mensile e blog) a tutti, grandi e piccini, super esperti di matematica, ex finti-esperti di matematica (io), aspiranti esperti di matematica o semplici curiosi di cose matematiche.

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