Consigli per proteggere la propria mail

domenica 5 maggio 2013

Sono il primo a non seguire pedissequamente tutti i consigli che darò, ma se uno diventa deputato o senatore dovrebbe iniziare da qui:
1) Separare la vita privata dal lavoro. Un indirizzo per gli affari propri e una per il lavoro e/o la vita pubblica. Io ho anche un account da dare in pasto allo spam, quando qualche sito mi chiede di registrarmi e so già che non lo rifrequenterò mai più.
2) Evitare di lasciare tutta la posta nel web. Usate un mailer, scaricate in locale la vostra posta, fatene un backup periodico. Se avete bisogno di lasciare la posta sul web mettete dei limiti, magari 180 giorni, che è sempre meglio di 5 anni. Usate il tablet o il furbofono solo per una consultazione rapida nel breve periodo.
3) Quella diavolo di password fatela complessa, almeno 10 caratteri, meglio 12, metteteci dentro MAIUSCOLE, minuscole, ?!^ e 1234567890. Pluto2013 è una pessima password. Tutte le date di nascita, scritte in qualsiasi modo sono pessime password. Qualsiasi numero, nome, soprannome, codice, data o sigla che vi riguardi è una pessima password. pef0?3DSE2!^ è una buona password, se non vi chiamate Pefoedse.
4) Non usate la stessa password per faccialibro, twitter, skype, la banca, le altre caselle di posta, e ogni altra cosa che abbia una password. Se per qualche motivo uno vi indovina una password gli avrete dato la chiave di tutta la vostra vita digitale e anche i vostri soldi. Poi non lamentatevi.
5) Le domande di riserva di alcune webmail sono un punto debole. Usate come risposte delle password anche lì. Segnatevi le risposte.
6) Per memorizzare tante password fatevi aiutare da chi se ne intende. Keepass va bene. Password safe anche. Software proprietari a sorgente chiuso lasciateli stare.
7) Non ve lo ha detto mai nessuno, ma le mail in rete viaggiano in chiaro. Uno si mette in un punto di passaggio e vi legge tutto quello che scrivete. Non bisogna essere hacker per farlo. Basta aver letto qualche manuale, senza troppo impegno. Le mail sono cartoline postali scritte a matita. Fatevene una ragione. Ne consegue che le cose importanti vanno criptate prima di essere spedite. Solo pochi maniaci usano la crittografia per proteggere la propria privacy. Iniziate a diventare maniaci. Nessuno dei vostri interlocutori vorrà usare la crittografia. Insistete, almeno per le cose importanti. Informatevi.
8) Non aprite tutti gli allegati che vi spediscono. Quelli che non vi aspettate, quelli che non servono alla vostra attività (gattini e umanità nuda in primis) vanno cestinati. Se proprio volete vederli, contate fino a mille e fateli scandire da un antivirus aggiornato. Se non sai cosa sia un antivirus aggiornato non usare il pc. Se uno vi spedisce documenti “sensazionali – segretissimi – che solo voi – salviamo l’umanità” in chiaro via mail è un imbroglione. Cestinatelo.
9) Chiedo troppo: evitate di lasciare tutti gli indirizzi memorizzati nella rubrica della webmail.

E per finire, anche se non direttamente collegato al tema “mail”:

10) Il bakup, questo sconosciuto. Chi perde l’unica copia dei propri dati non ha diritto di lamentarsi.
11) Chi perde i propri dati non crittogafati non ha diritto di lamentarsi se vengono pubblicati.

Aaahh, mi sono sfogato…

Domande esistenziali /9

giovedì 2 maggio 2013

Io non sono un purista della lingua.

Però…

Perché usare parole straniere quando esistono parole italiane comprensibili e comunemente usate?

Perché dire “panel” e non “tavola rotonda” o “conferenza”? Fa schifo dire “conferenza”?

L’indispensabile /28 – Perseguitati!

lunedì 29 aprile 2013

Se volessi essere perseguitato seguito dalle immagini del tablet, mi farei impiantare direttamente un chip nel cervello.

Da ZeusNews:
Da LG il display che segue lo sguardo dell’utente
Non è più necessario tenere gli occhi fissi sul televisore: grazie all’idea di LG i contenuti seguono l’utente restando sempre nel suo campo visivo.

Politica, questa sconosciuta

lunedì 29 aprile 2013

Ieri ho sentito parlare Stefano Rodotà nella trasmissione di Fazio. (Qui per chi vuole toccare con mano.)

Mi chiedevo nei giorni scorsi perché il PD non volesse votare Rodotà e ieri ho avuto la risposta. Questo signore di 80 anni è prefessore emerito di Diritto Civile, parla di politica, quella vera, non i giochini di palazzo, di diritti delle persone, della dignità dell’uomo che viene prima dell’economia e di tutto il resto, non si zerbina. E’ lungimirante, non si abbandona a disfattismi, cerca di vedere il buono dovunque si annidi. Oso un paragone: mi ricorda molto Pertini.

Può uno così fare il Presidente della Repubblica? No, dai, senza ridere. Vi pare possibile? Li avrebbe sciampati tutti i giorni, i suoi elettori in Parlamento.

Era meglio morire da piccoli

sabato 27 aprile 2013

Io capisco il momento difficile, ma se volevo vedere Alfano Ministro dell’Interno votavo direttamente Silvio, no? Se proprio ci si doveva mettere a 90 gradi, almeno farlo con il M5S, che ha tanti difetti ma almeno è stato votato anche in chiave anti Silvio.

Il mio è solo un pensiero.. eh… così, tanto per dire.

Impazzire al lavoro

lunedì 22 aprile 2013

In questo periodo il mio lavoro consiste nel programmare un noto (solo agli addetti ai lavori) prodotto software di reportistica per produrre dei file pdf con sopra tante tabelle, grafici e note.
Il committente di questo lavoro è una società di gestioni fondi, quelle cose astruse finanziarie che tolgono i soldi ai ricchi per darli alle banche.

Fra questi grafici ce n’è uno che contiene due linee, una blu e una rossa.

Ora concentratevi e non perdete il filo.

Dopo mesi di prove, quasi alla fine (a Dio piacendo) del progetto (doveva finire a febbraio), il committente si accorge che la linea blu e la linea rossa, se stampate in bianco e nero, non si distinguono bene.

Mi chiedono di mettere dei trattini alla linea rossa.

Metto i trattini, ma non si vedono nella stampa. Il grafico è troppo piccolo e la linea troppo arzigogolata.

Mi chiedono di mettere un altro colore, purché si veda diverso, in bianco e nero, dal blu.

Metto un rosa pallido.

Il rosa pallido non va bene. Non fa alta finanza. Chiedono un giallo ocra.

Metto un ocra. Si vede bene, si distingue bene, fa anche alta finanza.

Oggi mi chiedono di rimettere il rosso. Sì, il rosso. Quello che non si distingue in bianco e nero dal blu.

Moltiplicate questo balletto per 15 layout con 50 e passa oggetti da sistemare che generano 50 file per un totale di 100 pagine e potrete capire il mio stato d’animo in questi giorni e perché siamo a fine aprile e non si vede la fine del progetto.

Ah! Per complicare le cose il prodotto di reportistica in modalità client usa tranquillamente il font arial. E io i report li ho fatti tutti col font arial. Poi abbiamo fatto girare il report in modalità server e l’arial è stato sostituito con il font andale in modo del tutto arbitrario. Il produttore, di calibro mondiale, mica il pizzicagnolo sotto casa, dice che questo è un problema noto da qualche anno, ma che è impossibile (!) correggere. Non riescono a far usare il font arial al software che hanno scritto loro. Per dirci questo il produttore del software ha impiegato un mese. E visto che siamo nell’impossibile: il committente vuole nei suoi report solo il font arial. Altri font sono proibiti dal Dio Markètting.

Una gara a chi delira di più.

Auto elettriche

sabato 20 aprile 2013

Da ZeusNews:

Marchionne: produrre auto elettriche è masochismo
Considerati lo scarso successo e i costi elevati, per l’AD di FIAT e Chrysler non vale la pena produrre auto elettriche su larga scala.

Le microbatterie che si ricaricano in pochi secondi
Sviluppate nuove batterie che forniscono potenze elevate e riducono i tempi di ricarica di 1.000 volte.

[libro] La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo

giovedì 18 aprile 2013

Autrice: Audrey Niffenegger
Titolo: La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo
Editore: Mondadori (collana Oscar bestsellers)
Altro: ISBN: 9788804551669, p. 503, fantascienza

Voto: 8/10

Immaginate di sparire improvvisamente da dove siete e di ritrovarvi nudi in un posto più o meno conosciuto, nel passato o nel futuro. Immaginate che sia possibile incontrare voi stessi o i vostri cari in questi altri tempi. Immaginate quante possibilità strane vi possono accadere. E in questa storia accadono molte cose strane e singolari a causa di una alterazione genetica del protagonista, Henry, che gli consente di fare involontari viaggi nel tempo. In questi continui salti di calendario si snoda la storia d’amore di Henry e Clare. Una storia d’amore fatta di attese, perché Henry non può decidere nulla sui suoi viaggi nel tempo. Una storia d’amore fatta di passione e determinazione, di pazienza certosina, di paure da superare e difficoltà sovrumane. La coppia ha l’aria di essere come tante altre coppie, nonostante la particolarità di Henry, perché le difficoltà, le paure che ne derivano sono forse diverse dalle nostre, ma sono superate con lo stesso spirito e la stessa determinazione di ogni coppia che si ama.

Il romanzo è a due voci, Clare ed Henry, e assomiglia ad un diario, anche se non lo è veramente; i protagonisti descrivono i fatti che accadono dai loro punti di vista. Ogni capitolo ha una data precisa dove vengono indicate le età dei protagonisti, visto che Henry può essere avanti o indietro nel tempo avendo età diverse. Vengono descritti eventi drammatici e singolari, ma anche la vita di tutti i giorni, le paure e le difficoltà della coppia. A volte gli eventi mi sono sembrati familiari, persino, sebbene non abbia in famiglia viaggiatori del tempo.

Noioso in alcuni punti, un piccolo filo rosso tiene alta l’attenzione consentendo di arrivare fino alla fine con facilità. Il romanzo, infatti, rende conto della vita di Henry e Clare, e le sorprese non mancano.

Sebbene molti cataloghino il romanzo fra i romanzi d’amore, io lo metto a pieno diritto nello scaffale della fantascienza.

Nota a margine: ho notato alcune incongruenze fra i continui salti temporali, ma nulla che guasti il gusto e il senso della storia.

Stavo per dimenticare: dal romanzo ne è stato tratto un film: Un amore all’improvviso

Buona lettura e attenti a non sbirciare il finale!

La dittatura dell’incompetenza

mercoledì 17 aprile 2013

La dittatura dell’incompetenza
di A. Balbi

Buona lettura!

Sconti telefonici

mercoledì 17 aprile 2013

In questa storia io sono cliente della compagnia telefonica A. Il mio collega F, anche lui cliente di A, sono anni che mi dice che rompendo le scatole al servizio clienti è possibile ottenere degli sconti. Io odio mercanteggiare e fino ad ora ho fatto la pecora e ho sempre pagato tutto il dovuto. Ora però le esigenze sono cambiate, ho visto offerte alternative, mi sono fatto coraggio e ho telefonato.

La compagnia telefonica B mi offre più o meno le stesse cose di A a 30 euro/mese, servizi che A mi fa pagare 40 euro. Forte di questo dato dico al servizio clienti di A che se non abbassano il prezzo da 40 a 30 euro passo a B. A mi fa il panegirico dei loro servizi e dei loro standard di qualità (veri, mi trovo molto bene con A) e inizia a parlare male di B (“Guardi, anche io ho B e non mi trovo bene.” Cioè un operatore di A che dice di avere a casa B?!). Non mi faccio commuovere: dico che mio padre ha B e si trova benissimo, dico che le esigenze sono cambiate, le entrate sono diminuite e quindi non c’è trippa per gatti. O 30 euro/mese o passo a B. A prende tempo.

Il giorno dopo, stranamente, inizio a ricevere telefonate da B. La cosa è strana perché il mio numero è fuori da ogni elenco e sto molto attento a dare consensi indesiderati. Praticamente non ricevo mai telefonate commerciali. Non li mando al diavolo e inizio a blandirli e a prendere informazioni, ma senza promettere nulla. Anzi, dico che se A passa da 40 a 30 euro resto con A.

A mi richiama dopo due giorni e dopo qualche minuto di resistenza, giusto per ricordarmi quanto sono bravi e le qualità dei loro servizi, mi propone di abbassare il canone da 40 a 30,05 (sì, anche i 5 centesimi che proprio non si potevano togliere, sic!). Accetto. Ora ho tutto esattamente come prima a 30,05 euro/mese. Uno sconto di quasi il 25% solo per averli minacciati di passare ad altro operatore.

Ci ho preso gusto. Sono andato a curiosare le offerte per il cellulare. Ho visto che quasi tutti facevano meglio del mio operatore Alfa. Ho rotto le scatole e sono passato da 15 euro/mese a 10. 33% di risparmio.

Idem con l’operatore B, che dai miei è misteriosamente sui 40 euro/mese. Solo telefonando al servizio clienti si può passare a 30 (scritto in piccolo sul loro portale). E’ difficile, perché la resistenza è tanta, ma si può fare.

Morale: non paghiamo quanto costa il servizio. Paghiamo quanto siamo disposti a pagare. E se il servizio costa 10 e noi siamo disposti a pagare 20 noi pagheremo 20. I prezzi sono sempre più sganciati dal processo produttivo.

Sapevatevelo.


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