Posts contrassegnato dai tag ‘censura’

Silenzio, e basta!

giovedì 10 gennaio 2013

Ci segnala Mantellini questo simpatico sito:

Osservatorio sulla censura di Internet in Italia

Non ricordo se furono prima i siti pedofili o quelli che non pagavano le tasse sul gioco d’azzardo ad essere censurati. In ogni caso nel tempo si sono trovati sempre nuovi cattivi da aggiungere alla lista. La cosa triste è che questa censura non funziona. Chi vuol vedere continuerà a vedere e chi vuole fare cose illecite continuerà a farle. E’ come mettere la testa sotto la sabbia.

L’altra cosa triste è che queste censure possono oscurare interessi legittimi e legali: filtrando un indirizzo, infatti, si possono oscurare più siti web che nulla hanno a che fare con l’oggetto della censura.

E no, la censura non funziona nemmeno se rispetta la Costituzione e a ordinare la censura è la Magistratura. Negli altri casi, oltre a non funzionare, la censura puzza di fascismo.

Buona non visione!

Anonimato in rete

lunedì 22 febbraio 2010

Molti pensano che l’anonimato in Rete sia generatore di vigliaccherie e follie. Queste sono altre opinioni:

Schneier e la sua bit sweet symphony
Identificazione e attribuzione non possono funzionare su Internet: i bit sono anonimi. Ed è meglio che il mondo, soprattutto quella della politica, se ne faccia una ragione
di Claudio Tamburrino

Anonymity and the Internet
di B. Schneier

De paura

lunedì 8 febbraio 2010

Leggo su Repubblica.it:

Appello al ministro Bondi dalla presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia
“Attacchi di panico e problemi psicologici fra i giovani che hanno visto il film”
“Paranormal” fa troppa paura
Mussolini: “Va vietato ai minori”
Il Codacons: “Allo studio azioni legali, possibile risarcimento danni”
Il film, uscito nel weekend, ha già scalzato “Avatar” dalle classifiche d’incasso

Poiché di film per tutti che dovrebbero essere vietati (*) ai minorenni per varie ragioni ce ne sono eccome, desumo che il criterio di censura sia del tutto aleatorio. O forse no, dipende da chi lancia l’allarme, ovvero da chi ha visto il film, e da quanti soldi ha da investire il produttore in Italia. Per dire: non credo che Avatar possa essere ragionevolmente vietato ai minori. Si assiste ad un tentativo di distruzione di un’intera popolazione e forse di un satellite extrasolare, ma dopo tutto la popolazione è quanto mai extracomunitaria (=debole) e il satellite ha grandi ricchezze e il tentativo di depredarlo è quanto mai normale. E poi i buoni vincono e quindi il minore, immagino, non rimarrà turbato. Dico bene?

L’altra cosa incredibile è che ci sono genitori che si fidano dell’etichetta film per tutti.

(Nel caso in cui il ragazzo sia andato a vedere il film a discapito dei divieti genitoriali, il ragazzo dovrebbe aver paura del genitore, non del film. :-) )

(*) Non credo che vietare sia sano, specialmente nel campo culturale. Sarebbe meglio suggerire un’età per la visione e sarebbe meglio suggerire secondo criteri meno commerciali.

I cattivi fanno i cattivi, ma i buoni che fanno?

martedì 26 gennaio 2010

Qui i riferimenti sull’attacco cinese a Google (in inglese):

Me on Chinese Hacking and Enabling Surveillance
di B. Schneier

Qui un rapido riassunto in italiano su Punto Informatico:

Schneier: la minaccia viene dall’ovest

Il guru della cybersicurezza punta il dito sui Governi democratici occidentali. Mentre la Cina ribadisce di non aver avuto ruolo nell’attacco a Google
di Claudio Tamburrino

Riassunto per chi ha fretta:
Avete presente quando vi dicono che per combattere i supercattivi (terroristi e pedofili di solito) la polizia ha bisogno dei superpoteri? Succede che i superpoteri li usano tutti per fare di tutto: i cattivi (gli hacker cinesi) e quelli che dovrebbero essere i buoni (la polizia delle democrazie occidentali). Sapevatevelo.

Google e la Cina

mercoledì 13 gennaio 2010

Da punto informatico:

Google: la Cina è lontana
L’ennesima intrusione nei suoi sistemi non è andata giù ai capi del Googleplex. Che ora minacciano: basta filtri o ce ne andiamo
di Giorgio Pontico

La notizia è ripresa da molti altri. Spero che a nessuno venga in mente che ciò abbia a che fare con lo spirito buono di Google. Hanno fatto i loro conti di potere, immagine e soldi e hanno tirato le loro conclusioni. La Cina farà altrettanto. La libertà di espressione, se ci sarà, sarà un prodotto di scarto del processo, da usare per far vedere quanto sono bravi.

La proposta Cassinelli

giovedì 1 ottobre 2009

Segnalo un articolo di Zeus:

La riforma del diritto d’autore secondo Cassinelli
Digitalizzazione delle opere presenti nelle biblioteche, liberalizzazione dell’uso per finalità didattiche e valorizzazione del Web 2.0 sono il cuore della proposta di legge avanzata dal deputato.

Dove trovate i necessari link alla sua iniziativa (che non ho ancora guardato).

(Non vorrei, alle prossime elezioni, dover votare qualcuno del PD+L per salvarmi dal torpore del PD-L e da Sua Maestà. Sarebbe troppo.)

DDL anti blog /6 – Perseverare è diabolico

venerdì 18 settembre 2009

Da P.I.:

C’era una volta la libertà di informazione in Rete
Una proposta di legge per sottoporre alla disciplina sulla stampa tutti i siti Internet che abbiano natura editoriale. Qualsiasi cosa ciò significhi.
di Guido Scorza

Ovvero si ripresenta lo stesso tema, quello affrontato dal DDL Levi per primo e, se non ricordo male, dal DDL Carlucci per ultimo: come rendere difficoltosa la circolazione delle idee in Rete.

Il lato oscuro

mercoledì 9 settembre 2009

Dopo aver letto questo articolo su Punto Informatico:

Il lato oscuro del parental control
Un’azienda del settore sedotta dal fascino del marketing. Venderebbe al business stralci di conversazioni online tra ragazzi
di Mauro Vecchio

dico che se Lacomizietta finisse su qualche sito porno o violento o splatter, anche oggi, alla tenerissima età di 4 anni e mezzo, io lo preferirei mille a uno a qualsiasi forma di prostituzione occulta che è il parental control markettaro. Perché se la prostituzione, la pornografia, la violenza o qualsiasi altra cosa moralmente discutibile è palese, contestualizzata, in qualche modo volontaria (è difficile finire per caso su un sito porno e in ogni caso nessuno ti obbliga a rimanerci), io sono libero di decidere cosa fare e nel caso di minori ho la possibilità di spiegare, di creare un contesto, una “storia” direbbe Lacomizietta. Ma che potere avrei di fronte alla cessione occulta dei suoi dati, della sua navigazione, delle sue conversazioni? Cosa potrei dire a mia figlia? Che idea potrebbe farsi, lei, del mondo che le sta attorno? Come potrebbe imparare a scegliere?

I cattivi della Rete

giovedì 19 marzo 2009

Da Punto Informatico:

Cassandra Crossing/ I veri nemici della Rete
di Marco Calamar

Dove si racconta che fra poco saremo anche noi al primo posto.

Passando anche per di qui:

Anoressia, una proposta per chiudere 300mila siti
di Gaia Bottà

Ancora sui filtri australiani

mercoledì 18 marzo 2009

Segnalo su Punto Informatico:

L’Australia censura Wikileaks. E multa chi linka
di Gaia Bottà

Dove si racconta che in Australia vogliono proteggere i naviganti dai cattivi della Rete e dove questa materna (o paterna?) preoccupazione comincia a diventare un poco sospetta. Come sempre, del resto.


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