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[film] Lincoln

lunedì 4 febbraio 2013

Titolo originale: Lincoln (wikipedia in inglese è molto più completa)
Regia: Steven Spielberg
Soggetto: Doris Kearns Goodwin (libro Team of Rivals: The Political Genius of Abraham Lincoln)
Sceneggiatura: Tony Kushner
Genere: biografico, storico, drammatico
Altro: Stati Uniti d’America – India, 2012, 150 min
Interprete personaggio principale: Daniel Day-Lewis: Abraham Lincoln

Voto: 7/10

Un consiglio: prima di andare a vedere il film, fatevi un breve ripasso di storia statunitense di metà ’800. Wikipedia è sufficiente, se non avete un interesse specifico. Le voci da consultare sono Abramo Lincoln, partito democratico e partito repubblicano. Qui scoprirete che le categorie europee attuali di classificazione dei partiti non si possono usare. Gli abolizionisti della schiavitù sono i repubblicani. I motivi dell’abolizione sono prevalentemente economici e politici, più che “umanitari”, ma di fatto il coraggio di questo rivoluzione la compì il primo presidente repubblicano: Licoln.

Altra curiosità che emerge dal film: dal punto di vista comunicativo, Lincol potrebbe essere paragonato ad Obama.

Il film è ambientato nel gennaio del 1865. Lincoln è stato rieletto presidente degli Stati Uniti nel 1864, in piena guerra civile. La guerra sta per essere vinta dai nordisti, ma Lincoln, prima della fine della guerra, vuole a tutti i costi far passare il 13esimo emendamento alla Costituzione della federazione: vuole obbligare tutti gli stati ad abolire la schiavitù. Già nel 1863 c’era stata la Proclamazione dell’emancipazione, ma era una misura dettata dai poteri che Lincoln si era preso durante la guerra. Non avrebbe retto, giuridicamente, alla fine del conflitto. Il nostro eroe riuscirà ovviamente nell’impresa, ma è interessante sapere come. Dopo pochi mesi da questa impresa, a guerra finita, Lincoln viene assassinato in un attentato.

Se dal punto di vista storico non ci sono sorprese, la descrizione dell’uomo e della sua impresa nel film appare verosimile, anche se non so quanto aderente ai documenti storici.

Buona visione!

Aggiornamento 18/02/2013:

Da il Post:
Il Mississippi ha abolito la schiavitù
Lo ha fatto ufficialmente 10 giorni fa, 150 anni dopo lo storico voto del Congresso: anche stavolta per merito di Lincoln, ma stavolta parliamo del film

In realtà lo stato lo aveva fatto nel 1995. Poi il Segretario di Stato si era dimenticato di rendere ufficiale la cosa. Ora è tutto a posto.

[film] Django Unchained

domenica 27 gennaio 2013

Titolo originale: Django Unchained
Regia, soggetto e sceneggiatura: Quentin Tarantino
Musiche:
Mary Ramos
Genere: azione, western, drammatico
Altro: USA, 2012, 165 min
Interpreti e personaggi

Jamie Foxx: Django Freeman
Christoph Waltz: Dr. King Schultz
Leonardo DiCaprio: Calvin Candie

Voto: 8/10
(Consigliato ai maggiorenni per scene di violenza.)

Ammetto la mia mancanza: non avevo mai visto un film di Tarantino, nemmeno Pulp fiction. Dovrò recuperare il tempo perduto.

La storia, senza dare troppi particolari: Siamo negli USA, Texas, nel 1858, e Django è uno schiavo nero che viene comprato e reso libero dal Dr. Schultz, un dentista-cacciatore di taglie di origine tedesca. Schultz ha biosogno di Django per trovare alcuni ricercati. In questa prima impresa nascerà fra di loro una forte intesa e quando Schultz scoprirà che Django ha una moglie, Schultz lo aiuterà a liberarla. Riusciranno i nostri eroi a liberare la “principessa” dai cattivi? (Qui il trailer, che dice di più di quello che dico io…)

I personaggi sono ben caratterizzati. Il dottore tedesco è a tratti molto divertente con i suoi modi raffinati in un mondo di bifolchi e ignoranti. Django, avendo una moglie da salvare, diventa subito il protagonista “buono” della storia. Candie (Di Caprio) è invece il “cattivissimo” della storia e nonostante sia bianco e ricchissimo non dimostra di essere particolarmente sveglio, come del resto sono molto stupidi tutti i cattivi del film.

Per chi è pratico di Tarantino la violenza di alcune scene e le
innumerevoli citazioni ad altri film sono cose normali. La mia vasta
ignoranza in fatto di cinema mi ha permesso di cogliere si e no un paio
di citazioni.

Per i precisini, il link a wikipedia segnala alcuni anacronismi. Tipo: la dinamite nel 1858 ancora non c’era, ma nella storia viene usata.

Buona visione!

Aggiornamento 05/02/2013: Alcuni link su Il Post sul film.

[film] Vita di Pi

martedì 1 gennaio 2013

Titolo originale: Vita di Pi (Life of Pi)
Regia: Ang Lee
Soggetto: Yann Martel (romanzo Vita di Pi)
Sceneggiatura: David Magee
Fotografia: Claudio Miranda
Musiche: Mychael Danna
Scenografia: David Gropman
Altro: Stati Uniti d’America, 2012, 120 min
Interpreti e personaggi:
Suraj Sharma: Pi
Irrfan Khan: vecchio Pi

Voto: 8/10

Il Time, e altri si sono accodati, l’ha definito il nuovo Avatar. E uno pensa: di Avatar, per quanto bello, ne basta uno solo. Poi ho visto il film e ho capito che Corliss si deve essere sbagliato: ha visto qualche animaletto bioluminescente e gli sembrava di essere ancora su Pandora. Siamo sulla Terra, invece, in pieno Oceano Pacifico.

Non voglio raccontarvi nulla della trama, già sapete che Pi si ritroverà naufrago su una scialuppa di salvataggio con una tigre. Sopravviverà 277 giorni in mare aperto con lei. Il protagonista ha un curioso rapporto con la religione; ne segue tre: l’induismo, il cristianesimo e l’islam. La storia dovrebbe indurre l’ascoltatore a credere in Dio, come dice il protagonista all’inizio della storia, ma in realtà, qui, più che Dio io ho visto una grande senso della Fede. Fede in che cosa? In Dio forse o una tigre, ma sinceramente non ha importanza, come lo stesso protagonista rivela seguendo tre religioni tanto diverse. La Fede è quel qualcosa che ci tiene assieme quando ci abbandoniamo ad un mondo più forte di noi. Il lieto fine non è scontato e nemmeno sempre si avvera, ma la vera Fede ci rende forti, ci dà speranza, quando tutto intorno a noi sembra vacillare; fa miracoli quando meno ce lo aspettiamo. Dio, in quanto essere metafisico, è ottimo allo scopo. Non si sposta. Ma una qualsiasi altro oggetto o concetto può andare bene, purché sia sufficientemente stabile.

Fotografia ottima, degna di un capolavoro. Scegliete sale con un grande schermo. Sconsiglio vivamente la versione 3D. Per tre quarti del film sarete in mare aperto con una barca che ondeggia. Viene il mal di mare a vederlo in 2D, figuriamoci in 3D.

Due curiosità: il progetto del film è iniziato nel 2003 ed è passato in mano a tre registi prima di approdare a Lee nel 2009. Il protagonista, Pi naufrago (Suraj Sharma), è al suo primo film. Complimenti.

Buona visione!

[film] Ernest et Célestine

sabato 29 dicembre 2012

Titolo originale: Ernest et Célestine
Regia: Benjamin Renner, Stéphane Aubier, Vincent Patar
Sceneggiatura: Daniel Pennac, Stéphane Aubier
Musiche: Goran Bregovic
Altro: 2012,  Francia, Sacher Distribuzione,  79 min, animazione

Voto: 8/10

Nel mondo degli orsi i topolini sono degli esseri ripugnanti e fastidiosi. I topolini, invece, hanno come missione quella di raccogliere i denti caduti agli orsi e vivono nelle fogne sotterranee. Ernest, orso destinato a diventare giudice, ha invece un’anima artistica e per vivere fa il pagliaccio e il musico di strada. A Célestine, topolina orfana, è stato assegnato come obiettivo quello di diventare “dentista”, ma coltiva la sua passione per il disegno. Entrambi paria della società saranno destinati ad incontrarsi per vivere le loro avventure e le loro passioni.

Film adatto a tutti, bimbi in particolare, con ottima musica e disegni in acquerello, fuori dai ritmi incalzanti dell’animazione americana.

[film] Tutto tutto niente niente

sabato 29 dicembre 2012

Titolo: Tutto tutto niente niente
Regia: Giulio Manfredonia
Sceneggiatura: Antonio Albanese, Piero Guerrera
Attore protagonista: Antonio Albanese come Cetto La Qualunque/Rodolfo Favaretto/Frengo Stoppato
Altro: Italia, 2012, 96 min

Voto: 6/10

Questo film è la continuazione di Qualunquemente, ma con toni ancora più grotteschi e surreali. Tre poco di buono, fra cui Cetto, si ritrovano miracolosamente eletti in Parlamento. Dovrebbero solo essere degli yes man, ma sono troppo intraprendenti e la cosa non può funzionare.

Oltre l’ormai famoso Cetto, Albanese inventa e interpreta Favaretto, veneto, secessionista e razzista e recupera Stoppato, tossico pugliese.

Alcune scene sono azzeccate, ma la realtà è ormai fuori controllo e per quanto gli autori e il regista si siano impegnati per rendere il film grottesco, nell’immaginario di molti spettatori la trama è solo cronaca con qualche battuta e colore in più. Non fa ridere.

Sono tempi duri per fare satira sociale o politica.

[film] Prometheus

domenica 16 settembre 2012

Titolo originale: Prometheus
Paese, anno: Stati Uniti d’America, 2012
Durata: 124 min
Genere: fantascienza, azione, horror
Regia: Ridley Scott
Sceneggiatura: Jon Spaihts, Damon Lindelof

Voto personale: 4/10

Per chi ha visto i film del ciclo di Alien o Predator la trama non riserva nessuna suspance. Sceneggiatura piena di assurdità, dove l’astronave aliena che riparte, perfettamente funzionante, dopo 2000 anni è la cosa più credibile che ci sia. Grandi effetti speciali.

Aggiornamento 19/09/2012:

Matteo Bordone spiega il problema della trama inconcludente in maniera più discutosa:

Fantascienza, non Fantaghirò ovvero Come LOST e le sue minchiate hanno contagiato Prometheus

[film] Source Code

venerdì 31 agosto 2012

Titolo originale: Source Code
Paese, anno: Stati Uniti, 2011
Durata: 93 min
Genere: drammatico, fantascienza, thriller
Regia e soggetto: Duncan Jones
Sceneggiatura: Ben Ripley
Interpreti: Jake Gyllenhaal, Michelle Monaghan

Voto personale: 7/10

Dopo aver visto Moon, devo dire che questo regista mi piace molto e spero continui a fare film di fantascienza. L’idea, quella di rivivere un evento passato per modificare il futuro, è già stata usata almeno in un altro film, Déjà vu. Però devo dire che l’effetto già visto qui non si ha; anzi, la storia appare originale e convincente, piena di ritmo e azione.

Il capitano Stevens si trova a rivevere più volte gli ultimi 8 minuti di vita di Sean Fentress, morto in un attentato su un treno. Il suo compito è trovare l’attentore per sventurare un secondo attacco terroristico alla città di Chicago. Ci riuscirà? Quali saranno le conseguenze di questa nuova possibilità di replay?

Storia d’amore inclusa nel biglietto.

Attori bravissimi.

Buona visione.

[film] Cena tra amici

sabato 28 luglio 2012

Titolo originale: Le Prènom
Paese, anno: Francia, Belgio,   2012
Durata: 109 minuti
Genere: Commedia
Regia: Alexandre de La Patellière, Matthieu Delaporte
Soggetto: Matthieu Delaporte
Sceneggiatura: Matthieu Delaporte

Voto personale: 6

Chiarisco subito: il film è stato gradevolissimo e divertente. Il voto basso deriva dal fatto che difficilmente entrerà nella storia del cinema. (Tenendo conto che io mi intendo di cinema come un cane si intende di coltivazione di insalata, potete prendere le misure su quello che dico.)

E’ una commedia divertente e brillante basata sugli equivoci, sul carattere pessimo dei protagonisti, sulle confessioni più intime che escono nel momento sbagliato, sugli scherzi stupidi, sull’amicizia. Il tutto mescolato con sapienza e ritmo; ci sono anche degli spunti di riflessione interessanti, validi forse più per i francesi che per noi. Noi difficilmente ci prendiamo tanto sul serio. Ovvero: vale la pena discutere così tanto per un nome di battesimo? E qui non dico altro per non rovinarvi la sorpresa.

Buona visione.

[film] C’era una volta in Anatolia

lunedì 23 luglio 2012

Titolo: C’era una volta in Anatolia
Paese, anno: Turchia, Bosnia, 2011
Durata: 150 min
Genere: drammatico
Regia: Nuri Bilge Ceylan
Sceneggiatura: Nuri Bilge Ceylan, Ebru Ceylan e Ercan Kesal
Montaggio: Bora Gökşingöl e Nuri Bilge Ceylan
Scenografia: Çagri Erdogan e Dilek Yapkuöz Ayaztuna
Premi: Festival di Cannes 2011: Grand Prix Speciale della Giuria

Voto personale: 7

Un’avvertenza doverosa: se il vostro cinema preferito è quello holliwoodiano, dove succedono cose e ci sono finali che lasciano più o meno soddisfatti, allora questo film non è per voi. Il film dura due ore e mezza, è senza colonna sonora e tutto si svolge con tutta calma, senza effetti speciali e inquadrature movimentate.

La storia è semplice e il suo racconto non pregiudica la visione del film: un assassino reo confesso deve condurre la polizia sul luogo dove è stato seppellito il cadavere. Solo che l’assassino non ricorda esattamente il luogo della sepoltura. Era ubriaco, i luoghi sono effettivamente molto simili, la ricerca inizia di sera e continua di notte. O forse l’assassino vuole temporeggiare o prendere in giro la polizia. E questo è il primo tempo. Nel secondo tempo si trova il cadavere e si fa l’autopsia. Fine della storia.

Interessanti invece i temi trattati nel film: la morte e la sua assurdità il tema centrale. Ma anche la famiglia, con i suoi drammi; la politica turca, con il desiderio di entrare in Europa e i problemi dei piccoli comuni; il senso religioso della morale e della vita (Allah è ben presente nel film); la pietà e l’umanità del medico che eseguirà l’autopsia. E’ da notare che questi temi sono tutti visti da un’angolazione maschile. Le donne sono praticamente assenti dal film. Tranne in un caso: il procuratore che segue le indagini e che vaga assieme al commissario di polizia e al medico per le campagne dell’Anatolia alla ricerca del cadavere racconta a quest’ultimo un caso strano: la morte di una donna. E’ questo racconto, in realtà, la portante narrativa del film, quel qualcosa che vi permetterà di stare seduti per due ore e mezza al cinema.

Buona visione.

[film] Lotte in Italia

giovedì 17 maggio 2012

Era una notte di tanti anni fa e all’epoca Enrico Ghezzi sceglieva per rai tre film decisamente strani. Mi ritrovai nel mezzo di Lotte in Italia di Godard, film del 1971. Avviai subito la registrazione su videocassetta, ma ormai ero a circa metà. Il film è decisamente assurdo, incomprensibile, oggi ancora più di ieri. E’ come fare un film su un trattato filosofico economico, come fare un film su Il Capitale di Marx. Che film fai? Ecco, appunto, una cosa simile a questa.

Ma proprio perché assurdo e incomprensibile cominciai a rivederne alcuni passaggi e a cercare di capire. Il fascino aumentava e alcuni dialoghi li trascrissi sul mio diario (no pc!). Erano tempi, allora, in cui l’educazione ideologica non si nascondeva dietro “la facilità”, effetti speciali e tette in vista. Per capire il film bisognava sudare e soffrire, tanto che quando Lui e Lei discutono di filosofia marxista dopo aver fatto l’amore l’unica cosa che puoi fare e sorridere (capiterà solo a me, immagino).

Non vi tedio oltre. San YouTube ce lo propone qui. Buona visione.


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