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F-35: parliamone

mercoledì 17 ottobre 2012

Dice Piovono rane di Alessandro Gilioli:

F-35: Bersani pilota, Renzi copilota

Il governo annuncia un aumento di spesa di tre miliardi e 200 milioni sul già carissimo e insensato acquisto di nuovi aerei da guerra, e non se ne accorgono né Bersani né Renzi.

Mi rendo conto che il problema è complesso e forse non basta dire No agli F35. Però se ne potrebbe parlare, no? Valutare i pro e i contro di questa spesa, ascoltare cosa ne pensano i cittadini e infine, magari, prendere una posizione su questo tema. Magari non proprio spalmata sugli interessi dell’industria militare. Cioè si potrebbe fare politica, pensare al futuro, spostare l’asticella delle cose possibili un poco più in là, osare. Se ne potrebbe parlare non solo a sinistra, visto che si sta parlando di miliardi di euro, soldi nostri.

(Millesimo post!)

Ombre

giovedì 17 maggio 2012

Cosa vedete nella foto qui sopra? Dei fiori su una tavola apparecchiata? Le ombre non vi dicono nulla? Avete poca fantasia.

Lacomizietta: Papi, in quelle ombre vedo un cacciatore che si esercita a sparare agli animali e ci sono una giraffa e un pappagallo. [Sui quali immaginiamo si stia esercitando il cacciatore.] E c’è un pupazzetto che ride fatto apposta per far esercitare il cacciatore a colpire le persone, ma solo quando c’è bisogno.
Papi: Ma non credo ci sia bisogno di sparare alle persone.
Lacomizietta: Ma sì, Papi, per esempio durante una guerra.
Papi: Infatti della guerra non ne abbiamo proprio bisogno.
Lacomizietta: Sì, Papi, ma lì ci sono queste cose.

F35, perché sì e perché no

venerdì 16 dicembre 2011

Qui ci sono alcune info sul nostro acquisto di F35:

Una domanda all’on. Donadi
di sandro brusco

Ragioniamo sull’F-35
di andrea gilli

Rimane una domanda in sospeso: cosa succederebbe se facessimo gli scorretti e non mantenessimo gli impegni internazionali sulle spese militari? Certo, bisognerebbe rivedere completamente il ruolo della difesa del nostro territorio. Cioè dovrebbe esserci un piano politico di ampio respiro, molto coraggioso e molto pacifista. Ok, fantapolitica.

Un successone

venerdì 16 dicembre 2011

I numeri dell’Iraq
By Lorenzo Declich

Mi sembra evidente che i pochi risultati ottenuti siano stati pagati a caro prezzo, sia in termini di vite umane che di dollari buttati al vento. Siamo sicuri sicuri che non si potesse fare meglio?

Scegliete voi

domenica 5 giugno 2011

Da peacereporter:
Cristiano Congiu: parla il ragazzo afgano che il carabiniere ha ferito
Una testimonianza e due agenzie a confronto. Rimane da capire cosa ci facesse il carabiniere Congiu nel Panjshir
di Maso Notarianni

Una buona notizia

sabato 21 maggio 2011

Da Peacereporter:

Italia, cluster bomb al bando
Il nostro Paese ha ratificato in Parlamento la Convenzione di Oslo, che vieta l’uso, la produzione e il possesso delle bombe a grappolo
di Chiara Panzeri

Dateci uno psichiatra

lunedì 9 maggio 2011

“Nervoso com’ero, l’unica cosa cosa che mi impediva di dormire era la possibilità di eliminare Bin Laden. Giustizia è fatta. E chiunque metta in discussione che l’autore di stragi su suolo americano non meritasse quello che avuto, deve farsi esaminare il cervello“, ha detto Obama.

Eravamo più di uno al lavoro che avevamo bisogno di uno psichiatra. Per fortuna.

Deliri

venerdì 29 aprile 2011

Sui nostri rapporti con la Libia: per chi ha fretta legga Spinoza:

L’Italia bombarderà la Libia. Forse ci voleva un verbo più comprensibile di “ripudia”. [batduccio]
Gli Usa bombarderanno la Libia servendosi di un piccolo mezzo senza pilota: l’Italia. [cani & porci]

Per chi vuole avere dei riferimenti più precisi legga peacereporter:
Mamma, ho perso la bussola
Il delirio della “politica” italiana sulla guerra in Libia. L’unica cosa che si capisce, è che a nessuno interessa la vita delle persone.

Per chi ama le infografiche si faccia un giro su linkiesta:
Il Gheddafometro: tutte le giravolte dell’Italia sul Raìs
A cura di Carlo Manzo e Paolo Stefanini

Per chi non l’avesse mai letta, un piccolo promemoria:
Art. 11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Imbarazzante

mercoledì 23 febbraio 2011

Da unimondo.org:

Italia primo fornitore europeo di armi alla Libia
di Giorgio Beretta

(via peacereporter)

Due notizie più una

mercoledì 16 febbraio 2011

Tre articoli, due di bit e uno di carta:

da ilpost.it:
Le armi di distruzione di massa erano una bugia
L’ingegnere iracheno il cui racconto fu usato dagli USA confessa al Guardian di avere mentito

Dove si racconta che la storia della armi di distruzione di massa dell’Iraq, tirata fuori per giustificare la guerra contro l’Iraq, era falsa. Lo dice al Guardian chi ha messo in circolazione la notizia: Rafid Ahmed Alwan al-Janabi. Perché lo ha fatto? Perché, secondo lui, non c’era altro modo per terminare la dittatura in Iraq. Dire che c’erano armi di distruzione di massa quando non c’erano, era l’unico modo per convincere gli USA ad iniziare la guerra contro l’Iraq.

Personalmente penso che non solo non era l’unico modo per convincere gli USA, visto che i suoi governanti lo avevano già deciso e aspettavano solo una scusa qualsiasi per iniziare, ma che per liberare l’Iraq esistessero modi meno cruenti.

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da linkiesta (ottimo sito di info on line):
I costi della missione in Libia crescono del 400%
di Marco Sarti

Le missioni militari italiane all’estero sono 33 (!) e ci costeranno 754,3 milioni di euro (!!) per i prossimi 6 mesi (!!!).

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Nel numero di gennaio 2011 di peacereporter (anno 5, numero 1), a pagina 30, vi è questo articolo:

Un esercito a metà
di Luca Marco Comellini
(ex marescallo dell’Areonautica, fondatore del Partito dei Militari)

Dove si racconta che i soldi per la difesa, in Italia, non vengono usati per tutelare le persone in divisa, ma per acquistare costosi macchinari (=armi) che rischieranno di rimanere nei magazzini perché non ci sarà nessuno che li saprà usare o perché non ci saranno soldi per la loro manutenzione. Comellini ci racconta che la cosa è già accaduta nel recentissimo passato; che i militari sono frustrati per come vengono trattati e alcuni di loro si suicidano; che la situazione sta peggiorando velocemente; che il Ministero fa finta di nulla.

Comellini, stanco di fare carne da cannone, come si dice, si è dimesso da militare e ha fondato il PDM. E’ decisamente fuori moda, anzi è un pericoloso rivoluzionario eversivo: crede nei valori della nostra Costituzione, ha elaborato proposte per tutelare la dignità delle persone in divisa, per aumentare la loro efficienza e diminuire i costi per la società. Nel portale del partito si dà risalto a tutte le iniziative politiche che incidono nel settore.

Buona lettura e buona riflessione.


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