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Tanka /2

lunedì 3 giugno 2013

Parole scritte
fitte come la pioggia
su fogli bianchi
mie amiche nemiche
leggo vive nei libri

(1998)

Anobii /2

martedì 28 maggio 2013

Cari 34 lettori,

la mia mania di catalogazione ha trovato compimento. I libri in casa sono circa 720. Dico circa perché alcuni volumi sono troppo vecchi, non hanno isbn e ne esistono decine di edizioni, tipo gli atlanti geografici e le Divine Commedie. Poi ci sarebbero i fumetti, ma qui ci vorrebbe un post a parte. E infine mancano i libri de Lacomizietta. Il loro rapido cambiamento e la loro divisione su due case ne rende difficile la catalogazione. Poi ci sarebbero i libri che ho scelto io e letto a volte solo io, ma che non abitano da me. Sono a casa dei miei e non sono in elenco. Anche qui ho scoperto doppioni inutili. Gli ebook sono presenti solo se acquistati (per ora sono due). Gli ebook offerti magnanimamente “a gratis” dall’autore non sono inseriti (e non hanno, spesso, nemmeno isbn).

La cosa che mi stupisce è che ho un sacco di libri non letti e che non ricordavo di avere. Le Memorie di Adriano che sto leggendo lo stavo per comprare su suggerimento di un amico. Per fortuna mi sono fermato in tempo.

Una osservazione sugli utenti di Anobii: molti hanno iniziato a catalogare i propri libri e poi hanno smesso, o hanno un discreto numero di volumi nascosti al pubblico. Propendo per la prima ipotesi.

Problema mio: le mie capacità di lettura sono notevolmente inferiori alla mia capacità (e voglia!) di accumulo di carta stampata. Questo non toglie che la mia lista dei desideri sia ben nutrita e in continua espansione.

La bomba a neutroni per le biblioteche

martedì 21 maggio 2013

La bomba a neutroni per le biblioteche: rimangono in piedi i muri e gli scaffali, ma sarà impossibile trovare un libro. Nessun editore ha nulla da dire? Nessun politico?

Il paese dei matti lascia morire l’OPAC-SBN. Fate girare!!1!

(Via .mau. che ci spiega cos’è l’opac-sbn.)

[libro] Straniero in terra straniera

venerdì 19 ottobre 2012

Autore: Robert A. Heinlein
Titolo: Straniero in terra straniera
Editore: Fanucci (collana Tif extra)
Genere: Fantascienza
Altro: Aprile 2012, ISBN: 9788834718216, p. 721, Traduzione di Marco Pinna, edizione integrale

Voto personale: 9/10

Anche in questo caso bisognerebbe parlare di fantateologia, ma forse sarebbe riduttivo, perché qui si porta il messaggio religioso alle sue estreme conseguenze (noi siamo Dio) e il tema diventa decisamente filosofico e per nulla fantastico.

Il romanzo racconta della prima missione umana su Marte, dove l’unico superstite è un neonato: Valentine Michael Smith. La successiva missione umana scopre il sopravvissuto e una nuova forma di vita: i marziani che hanno allevato Michael. Riportato sulla Terra, Michael è di fatto un alieno in un corpo umano. La sua presenza sulla Terra crea non pochi problemi fra le autorità terrestri: motivi scientifici, politici e legali (si dibatte a lungo se lui sia legalmente il padrone di Marte e di tutte le sue ricchezze) muoveranno molti personaggi, ma una semplice infermiera (Jill) un giornalista (Ben) e un anziano avvocato-medico-scrittore (Jubal) riusciranno nell’impresa di toglierlo dalle sgrinfie del potere politico militare del Governo Mondiale che lo aveva in custodia. Con loro Michael si inserirà nella cultura umana, riuscendo nel difficile intento di integrare la cultura marziana con le peculiarità umane. In questo senso l’opera è un romanzo di formazione. E qui viene il bello: i marziani sono capaci di cose miracolose agli occhi degli umani: telecinesi, telepatia, controllo assoluto del proprio corpo e della propria anima. Sono dei veri e propri dei. Inoltre la visione marziana del mondo è notevolmente ingenua, secondo gli standard umani. Michael sa da dove derivano questi poteri e la sua ingenuità e il suo amore per la vita e il mondo lo portano a insegnare alle persone che ama questi poteri. Ogni essere vivente sulla terra è Dio e Michael rende quanto mai concreta questa possibilità. Ma il potere porta con sé grandi responsabilità e molti, sulla Terra, non sono ancora pronti al grande salto.

Mi fermo qui nel rivelare la trama. Spero di aver scritto solo il minimo necessario per incuriosirvi.

La lettura scorre veloce, ma le parti filosoficamente più interessanti sono alla fine.

Due piccole note:

Nel romanzo è coniato un neologismo, to grok in inglese, tradotto in italiano con groccare. Usato solo fra pochi intimi, non credo lo troviate sulla Treccani. Indica la comprensione intima di un concetto o di una situazione. Questa comprensione, però, non è solo intellettuale; ha dei risvolti pratici. Nel romanzo, per fare un esempio, groccare le leggi fisiche consente la telecinesi.

Un piccolo accenno merita la genesi del romanzo, raccontata dalla moglie di Heinlein nella prefazione. Nato da un’idea della moglie nel 1948 il romanzo rimarrà in incubazione per una decina di anni. Completato nel 1960, l’editore pretese di censurare le parti che parlavano di sesso. Nel 1961 uscì l’edizione epurata: circa un terzo del romanzo fu tagliato. Alla morte dell’autore, nel 1988, la moglie recuperò l’opera originale e nel 1991 uscì l’edizione integrale. Quali scene erotiche vi sono raccontate, tali da far scattare la censura? Nulla che possa far minimamente imbarazzare un ragazzino dei giorni nostri. Semmai nel 1960 poteva sembrare eversiva la filosofia del sesso libero fra persone che si amano, senza vincoli di esclusività. Per fortuna i tempi sono cambiati e ancora una volta la fantascienza si è rivelata incubatrice di immaginari alternativi che sono entrati nella nostra vita quotidiana. (Nel senso che nessuno oggi si scandalizza di questa visione. Che poi siam qui gelosissimi del nostro amore è un’altra faccenda.)

Buona lettura!

Politica dei prezzi

mercoledì 8 agosto 2012

Mi sono imbattuto per caso nella pubblicità del ciclo di San Simmons I canti di Hyperion e sono andato a vedere il sito della Fanucci editore per informarmi sui prezzi e sui formati dei volumi dell’opera. Ho scoperto che il primo romanzo, Hyperion, in formato cartaceo costa 4.90 euro e il formato elettronico ne costa 5.00. I successivi romanzi del ciclo costano 9,90 in formato cartaceo e sempre 5.00 in formato elettronico. Ho guardato gli altri volumi di fantascienza. Il prezzo della versione cartacea è variabile, quello della versione elettronica, dove presente, sempre 5.00 euro.

Che il prezzo della versione cartacea sia variabile uno se lo aspetta: 1200 pagine non possono costare come 200. O magari un autore ha preteso più soldi di un altro. Però no: sia il ciclo di Dune sia il ciclo di Hyperion iniziano con il primo volume a 4,90 e continuano con i successivi a 9,90. Nel caso di Dune il primo tomo è il più spesso. Quindi no, la carta non c’entra e forse nemmeno il diritto d’autore. Forse il primo volume è in offerta speciale e viene venduto senza margini di guadagno. Non ci credo.

Ok, avranno una politica loro. Magari nessuno è disposto a pagare 20 euro per Dune e quindi bisogna abbassare il prezzo. Non c’è domanda.

Io però li ho informati che presentarsi con la versione cartacea più economica di quella digitale non va bene. Mi sento leggermente preso in giro.

Perché farsi del male così, senza nessun motivo?

Aggiornamento 9/8/2012: Ho comprato Hyperion in libreria alla Feltrinelli. E’ in promozione con il 25% di sconto. In questo modo la versione cartacea costa il 26% in meno della versione elettronica. Non è fantastico?

Gentile editore…

mercoledì 11 luglio 2012

…continua qui.

(di Franca B. via Disagiati)

L’indispensabile /13

venerdì 20 aprile 2012

Potrebbe essere il mio nuovo profumo per l’ereader (dalla colonna morbosa di repubblica.it):

Geza, “il naso” tedesco prepara il profumo che sa di libri

[recensione] SpotPolitik. Perché la «casta» non sa comunicare

lunedì 5 marzo 2012

Autrice: Giovanna Cosenza
Titolo: SpotPolitik. Perché la casta non sa comunicare
Editore: Laterza (1 marzo 2012)
Brossura: 215 pagine
ISBN-13: 978-8842099109

Voto personale: 8
Avvertenza: Il Comizietto è stato citato fra i ringraziamenti. Non ho fatto nulla di particolare, se non comiziare nel blog di Giovanna, fra i commenti. La mia capacità di critica si è un poco annebbiata… :-)

Io: Il libro parla di comunicazione politica…
Lui: Ma che coraggio hai… non è una palla?!
Io: No, assolutamente. E’ chiarissimo, discorsivo, fila via liscio fino alla fine.
Lui: E di che parla precisamente?
Io: Si analizza la comunicazione politica degli ultimi anni e si evidenziano gli errori…
Lui: Una cosa tecnica, quindi.
Io: Sì, ma non ci sono concetti e paroloni incomprensibili. Ci sono esempi concreti e alternative comprensibili, sono descritti gesti e modi che capiamo tutti. Li capiamo sicuramente, visto che spesso certa comunicazione politica ci deprime, ma la Cosenza li porta anche alla nostra coscienza con estrema semplicità.
Lui: E che conclusioni trae?
Io: Che è necessario riempire di contenuti e di valori la politica e di investire nel modo di comunicare.
Lui: Cosa c’entrano i contenuti con il modo di comunicare?
Io: Se non hai idee, hai voglia a provare tecniche di persuasione! Chi persuadi con il nulla?
Lui: Quindi le cose sono intrecciate…
Io: Certo! Ma ci vuole anche una certa umiltà per capire che se uno ha cose interessanti da dire, deve investire tempo e soldi per dirle al meglio. Anche questo manca in Italia.
Lui: La cosa si sta già complicando. Sei sicuro che non sia una palla, il libro? Non ho voglia di cose difficili…
Io: Senti, se il tema non ti interessa, vivi felice senza il libro. Se invece vuoi capire perché ti viene l’orticaria appena vedi in TV XY, allora questo libro ti sarà utile senza farti venire il mal di testa.
Lui: Ok, magari gli do una sbirciata in libreria.

Sugli ebook

venerdì 2 marzo 2012

Come saprete dal post precedente sono un felice acquirente di un lettore di ebook da pochi giorni. Già prima dell’acquisto dicevo la mia sui libri elettronici, figuratevi ora!

Prima cosa da chiarire una volta per tutte: un ebook non è un libro, come non lo è un’iscrizione sulla pietra, come non lo è un rotolo manoscritto di pergamena. Un libro stampato ed un ebook sono due cose concettualmente e fisicamente diverse. L’uso dell’oggetto libro e dell’oggetto ebook possono sovrapporsi, nel senso che un libro di carta si può convertire in un libro elettronico, o viceversa, ma i due oggetti rimarranno diversi, si useranno in modo diverso e si scriveranno in modo diverso.

Per apprezzare appieno la differenza, però, non basta leggere un ebook (o un file contente testo) sul monitor di un pc. Non si può leggere un’opera di un certo respiro sul monitor di un pc, a meno di non spaccarsi gli occhi. Ci vuole un ereader (i nomi inglesi fanno schifo, ma li userò lo stesso, abbiate pazienza) e, sì, ci vuole anche un pc e una connessione a internet. Ecco, ora avete tutto l’occorrente per provare la differenza.

Dico cose ovvie, ma le cose che abbiamo sotto gli occhi spesso non le vediamo:

1) i file degli ebook non pesano. (Ve lo dice uno che ha spostato qualche quintale di libri per il trasloco.) Occupano forse dello spazio nel vostro hard disk, ma un file di testo ormai è una goccia d’acqua nell’oceano che abbiamo a disposizione in ogni dispositivo elettronico. Potreste portarvi dietro la biblioteca di quartiere in pochi grammi di peso.

2) gli ebook sono facilmente copiabili (alla faccia dei DRM).

3) gli ebook sono facilmente pubblicabili in rete (da qui la necessità di un pc o altro dispositivo collegabile in rete. Alcuni ereader fanno tutto da soli!). Ovvero chiunque può scrivere qualcosa e crearsi il suo ebook e convincere qualcuno a leggerlo. Questo pone già il primo problema: la qualità del testo non è garantita da nessuno. E la prima buona notizia: è più facile esprimersi e far sapere al mondo quello che si vuole dire.

4) gli ereader consentono di ricercare velocemente una parola nel testo dell’ebook, di tradurla e di fare una veloce ricerca in rete (l’indice analitico non ha, forse, più senso).

5) se l’ebook è fatto bene, si può saltare in vari punti dell’opera attraverso link appropriati. (v. bibliografia, note, sommario.)

6) l’ebook può essere aggiornato, corretto e sostituito a prezzi irrisori.

7) gli ebook sono molto sensibili all’evoluzione tecnologica. Secondo problema: fra 100 anni i nostri ebook saranno ancora leggibili? E fra 1000?

8) senza energia elettrica e mezzi per la lettura (ereader) gli ebook non sono leggibili.

Queste sono le principali differenze fra un ebook e un libro. Le differenze fra libro ed ebook influenzano la lettura, il modo di scrivere e i contenuti. Ma questa affermazione non l’argomenterò oltre, non oggi. Comprate un lettore, scaricatevi alcuni ebook e vedrete da voi. Modifica, questa differenza, anche il modo di percepire il testo scritto: sempre accessibile, manipolabile, copiabile e consultabile.

Conseguenza di quanto sopra, chi afferma che “per la letteratura [...] il supporto è secondario” (Nicola Lagioia) dimostra di non aver capito bene la differenza fra un ebook e un libro.

Il fatto che in un presente prossimo venturo leggeremo la Divina Commedia su un ereader non significa che questa lettura fosse quella immaginata da Dante. Dante ha pensato e scritto l’opera per usarla in altro modo e noi stiamo, in qualche modo, tradendo l’idea originale. Potremmo leggerla su un manoscritto? No, ovviamente. Da molti anni ci siamo abituati a leggerla su un libro stampato e non potremmo fare diversamente, come domani non potremo fare a meno di leggerla su un ereader, ma i lettori la percepiranno in modo diverso. Questa cosa è inevitabile.

Sulla lettura e sull’editoria elettronica

giovedì 1 marzo 2012

Segnalo alcune idee che altri hanno espresso prima di me e meglio di come avrei fatto io (e mi hanno risparmiato un paio di comizi). Tratto dal blog di Luca Calcinai:

Battere la pirateria editoriale?
ovvero 6 semplici cose per diventare editori di ebook.

Leggere? Sembra facile…
ovvero ci sono 3 modi di leggere un testo.

Lettura?
ovvero per ogni tipo di lettura ci vuole lo strumento giusto.


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