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[libro] Il gioco delle tre carte

mercoledì 6 marzo 2013

Autore: Marco Malvaldi
Titolo: Il gioco delle tre carte
Editore: Sellerio Editore Palermo (collana La memoria)
Altro: Ottobre 2008, ISBN: 9788838923340. p. 208, Giallo, 12,00 €

Voto: 7/10

Ho sempre detestato l’espressione “romanzo/libro d’evasione”, come se esistessero romanzi non d’evasione. Se voglio la realtà mi leggo un manuale di storia, non mi leggo Guerra e pace. Ma qui siamo nel classico giallo da vacanza. Breve, leggero, gradevolissimo, divertente. Divertente soprattutto la caratterizzazione dei personaggi: Massimo, il barista quarantenne, divorziato, carriera accademica interrotta, indagatore e risolutore suo malgrado di misteri; Tiziana, giovane aiutante al bar, e poi la sezione INPS, come la chiama la voce narrante, composta da cinque anziani clienti fissi del BarLume. Siamo a Pineta, in Toscana. Durante un convegno internazionale di Chimica viene trovato morto un anziano e illustre cattedratico giapponese. Sembra un incidente, ma poi si scoprirà che è stato ucciso e Massimo, con le sue conoscenze informatiche e il suo intuito, unita a tanta fortuna, riuscirà a trovare il colpevole. Il BarLume, ovviamente, sarà il luogo in cui verrà discusso il caso.

Buona lettura!

[libro] Forte come l’onda è il mio amore

mercoledì 6 febbraio 2013

Autore: Francesco Zingoni
Titolo: Forte come l’onda è il mio amore
Editore: Fazi
Altro: Novembre 2012, ISBN: 9788864115849, p. 607, 17,50 €, anche versione ebook a 5 €

Voto: 8/10

Non è facile fare una recensione di questo romanzo. Prima di tutto mi hanno detto che l’autore si considera un sandonatese anche se vive a Milano, e qui il mio spirito campanilista inizia a lavorare. Poi sono andato a sentire la presentazione il 18 gennaio scorso in un posto che sembrava un luogo di ritrovo per carbonari, in quel di Rogoredo. Nell’occasione ho conosciuto l’autore, che, devo confessarvi, mi ha colpito molto. Tenace come il protagonista del libro.

La genesi del libro è questa: qualche anno fa Francesco ha avuto l’idea per il romanzo, l’ha scritto, impiegandoci due anni, e quando ha iniziato a farlo leggere agli amici e parenti tutti hanno iniziato a dirgli “che bello, pubblicalo”. Inutile dire che nessuna casa editrice l’ha considerato. E lui allora che fa? Si inventa una casa editrice, si stampa il romanzo e va a convincere i librai milanesi che vale la pena metterlo in esposizione e venderlo. Non ci crederete, ma la cosa ha funzionato. Il libro è piaciuto. E’ attraverso altre numerose peripezie che il romanzo arriva all’editore Fazi che decide di pubblicarlo, non prima di una cura dimagrante. Altre presentazioni, altro successo. Ora lo vogliono persino pubblicare in Germania. Ecco, già questo non sembra straordinario?

Del romanzo, quindi esistono due versioni. La prima, più lunga, e la seconda pubblicata da Fazi. Io ho letto la seconda, ovviamente. Il nuovo editore ha voluto cambiare il titolo al romanzo. Ecco, a me il nuovo titolo non piace per nulla. E’ troppo melenso e troppo lungo. E anche la copertina non mi piace affatto, preferivo la prima.

Poi il tema trattato: è un romanzo d’amore. Tanto amore. E’ il racconto di una perdita e di un ritrovamento. Lui si ritrova sperduto su un’isola del Pacifico senza memoria e senza riuscire a parlare. Ha dimenticato tutto. Un sogno, il sogno di Lei, riuscirà a fargli riacquistare la parola e i pensieri. Da questo posto sperduto nel mare Lui inizia la ricerca della sua identità, dei suoi ricordi e di Lei. Non sarà facile. Lui non si fermerà fino a quando tutto non sarà chiaro, fino a quando non riavrà tutti i suoi ricordi e la sua amata. Il lettore lo seguirà per tutte le sue peripezie.

Il finale, ovviamente, non posso svelarvelo e voi non avete speranza di indovinarlo. Posso solo dirvi che nella parte finale ho avuto difficoltà a seguire tutti gli eventi, ma insomma, si arriva alla fine che il cuore batte forte.

E’ un romanzo che pone domande esistenziali: come affrontare una perdita? Che significato hanno i legami d’amore? Cosa è possibile aspettarsi dal proprio amato? (A saperle, le risposte…) E’ un romanzo onirico: i sogni avranno un ruolo importante in tutte le vicende del romanzo. E’ un romanzo pieno di poesia, le poesie di Dylan Thomas.

Per essere un esordiente Francesco Zingoni di carne al fuoco ne ha messa parecchia. Speriamo che abbia un’altra idea per un altro romanzo e che sia bello almeno come questo.

Buona lettura!

[libro] Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere

martedì 1 gennaio 2013

Autore: John Gray
Titolo: Gli uomini vengono da Marte, le donne da Venere
Editore: Rizzoli
Varie: Traduttore: Piccioli M. B., Maggio 2008, ISBN: 9788817023061, p. 279, 15,00 €

Voto: 7/10

Il saggio parla delle relazioni di coppia e di cosa, di solito, le deteriora; dà alcuni suggerimenti per evitare malumori, litigi e separazioni.

Prima di tutto le avvertenze per il lettore.
1) E’ un manuale di auto aiuto americano. E’ importante saperlo, perché se vi aspettate un saggio alla Galimberti evitate. Significa che le situazioni sono molto semplificate, così come i suggerimenti. Inoltre è parecchio ripetitivo. Leggete le avvertenze dell’introduzione.
2) Non c’è bibliografia.
3) Se cercate l’autore su internet potreste farvi una cattiva idea.

Detto questo la tesi principale del saggio è che nelle relazioni di coppia, passata la prima fase dell’innamoramento, le crisi sono molto facili e quasi sempre hanno origine da una cattiva comunicazione. Escludendo il dolo, il motivo principale delle incomprensioni è collegato alle diverse esigenze dell’universo maschile e femminile e al diverso modo di esprimersi. Riconoscendo le esigenze dell’altro e conoscendo le giuste leve da tirare per farsi ascoltare la coppia può ritrovare l’affiatamento che aveva all’inizio.

L’esempio classico riportato dal manuale è Lui che ritorna dal lavoro e si spalma sul divano a guardare la TV e Lei che vorrebbe raccontargli la sua giornata e vorrebbe essere aiutata nelle incombenze domestiche. Lui @#! maschilista e Lei rompiscatole? Non esattamente. Con il giusto approccio entrambi possono avere quello che desiderano.

Sapendo adeguare i suggerimenti al giusto contesto, il saggio si rivela utile anche per ripensare le relazioni fra amici, colleghi e parenti.

Buona lettura e soprattutto buona fortuna.

[libro] L’albergo delle donne tristi

sabato 29 settembre 2012

Autrice: Marcela Serrano
Titolo: L’albergo delle donne tristi
Editore: Feltrinelli Editore
Altro: ottobre 2010, ISBN: 9788807945113, Pagine: 271

Voto personale: 7/10

Elena, psichiatra e donna della resistenza cilena, ha ereditato dal padre un albergo situato nell’arcipelago di Chloé, nel Sud del Cile. Il suo spirito altruistico e una vita sentimentale travagliata la portano a creare, con questa eredità, un rifugio per tutte le donne che hanno vissuto storie d’amore travagliate. Le donne ospiti di Elena restano nell’albergo per tre mesi e devono seguire una serie di regole, non troppo rigide a dire il vero. Floreana è la protagonista del romanzo: storica del Cile antico, reduce da delusioni amorose e dalla morte della sorella, cerca di ritrovare un nuovo equilibrio e la voglia di vivere nuovi amori. Qui incontrerà, oltre alle altre donne dell’albergo, Flavian, il medico del paese, e Pedro, suo nipote. Le storie sentimentali dei protagonisti si intrecceranno per arrivare ad un finale inaspettato e al tempo stesso pieno di incognite.

Il tema centrale del romanzo è la paura. Paura delle donne, prima di tutto. Paura atavica e ancestrale: quella di non essere viste e amate dagli uomini. Quella di avere sentimenti forti e non corrisposti dall’altro sesso. Gli uomini non esprimono i loro sentimenti, si trattengono, hanno paura delle donne emancipate e indipendenti.: questi i temi ricorrenti delle donne dell’albergo. Da questa paura discende la sensazione che le relazioni amorose siano in realtà delle relazioni di potere e di controllo delle emozioni. Alcune donne trovano nella castità e nel controllo dei sentimenti un modo per non provare più paura. In altre il sesso è vissuto come esercizio del proprio potere; in altre il desiderio sessuale maschile è vissuto come minaccia ai propri sentimenti.

La cosa singolare è che anche Flavian, il protagonista maschile, vive paure analoghe. Anche lui ha paura di non essere amato e di essere ancora ferito dall’amore di una donna. Anche Flavian evita di innamorarsi per non soffrire ancora.

Accade però che Flavian e Floreana si innamorano e per loro sarà molto problematico superare le rispettive paure, così profonde e apparentemente insuperabili.

Elena e Pedro e le donne dell’albergo svolgeranno la loro funzione terapeutica e Floreana riuscirà a rifiorire.

***

La paura dei propri e altrui sentimenti d’amore è un tema antico, ma nel passato, nel bene e nel male, i ruoli sessuali codificati, le regole sociali e forse una maggiore coesione familiare rendevano da un lato il conflitto meno evidente e dall’altro offrivano un riparo e una sicurezza che oggi non esistono più. Non solo le donne, ma anche gli uomini vogliono riappropriarsi delle loro parti lasciate per lungo tempo inespresse. Le donne vogliono essere indipendenti e gli uomini vogliono esprimere la loro parte femminile e nessuno vuole sentirsi schiacciato da ruoli e convenzioni che non sente proprie. Ma in questo riappropriarsi del proprio io più profondo gli uomini e le donne sono abbandonati a se stessi. La società non ha ruoli alternativi da proporre e non ha regole e abitudini che favoriscono il dialogo fra i sessi. La nostra società si divide fra schemi arcaici e nuove strutture ancora acerbe; i cambiamenti avvengono lentamente e a volte non hanno un segno positivo.

E possibile superare queste paure verso l’altro sesso? Il romanzo traccia un percorso terapeutico individuale: presa di coscienza della propria paura attraverso lo scambio di esperienze e presa di coscienza dei propri desideri e delle proprie necessità. Dopo aver compiuto questi passi è possibile vedere meglio l’altro e lasciarsi andare con maggiore spontaneità, rendendosi di fatto irresistibili. La paura di non essere amati di solito si riverbera nella coppia e ferisce entrambi. A volte la sicurezza di uno può aiutare l’altro a superare le proprie paure.

Romanzo intenso e che potrebbe non piacere a tutti, specie se l’argomento non interessa.

Buona lettura.

[libro] Due figlie e altri animali feroci

mercoledì 26 settembre 2012

Autore: Leo Ortolani
Titolo: Due figlie e altri animali feroci. Diario di un’adozione internazionale
Editore: Sperling & Kupfer
Altro: Settembre 2011, ISBN: 9788820051297, p. 183

Voto personale: 8/10

Il titolo spiega il tema. Io posso solo dirvi che Ortolani è stato magistrale nel racconto della sua adozione. La lettura scorre veloce, in alcuni punti ci si piega in due dal ridere e il messaggio è chiaro: diventare genitori è un’avventura. Senza via di fuga.

La differenza fra i genitori naturali e quelli adottivi infatti non sta nel dopo, ma nel prima. Una differenza minima però: perché ad un certo punto una coppia desidera un figlio e si mette in moto per averlo. A qualunque costo. Gli aspiranti genitori non sanno però che questa scelta è irreversibile e saranno genitori 24 ore su 24, sette giorni su sette, fino alla morte. Non ci sono ferie, dimissioni o ripensamenti. (Le eccezioni ci sono, ovviamente, ma sono tutte drammatiche.) E non serve a nulla spiegare loro questo fatto, che una volta genitori dovranno occuparsi del figlio fino a 18 anni e poi dovranno cambiare il loro rapporto con questo figlio che ora è un uomo indipendente, e forse toccherà loro diventare nonni e che questo comporterà fatica, dolore e cambiamenti. Non è vero: gli aspiranti genitori sanno benissimo cosa li aspetta. Ma niente da fare: sono ciechi e sordi di fronte a questo mare di difficoltà. Ed è un bene, perché altrimenti nessun essere vivente sano di mente farebbe figli e la vita sulla terra non ci sarebbe proprio. Se volete sapere cosa permette di superare tutti questi ostacoli quando si è genitori, leggete il libro di Ortolani, ma se avete almeno un figlio (o una figlia) sapete già la risposta.

Opera incompiuta

domenica 1 maggio 2011

Lacomizietta, un pomeriggio, voleva scrivere un libro. Ha iniziato:

Poi sono intervenuti altri eventi che l’hanno distratta e l’opera è rimasta incompiuta.

Papi: “Ma tu sai come sono fatti i cipressi?”
Figlia: “No.”

(C)2011 Lacomizietta – Tutti i diritti sono riservati.

Formaggio

mercoledì 25 febbraio 2009

Dalle stelle alle stalle, in senso letterale:

Titolo: Formaggio fai da te. Istruzioni per produrre in casa un buon formaggio
Autori: Calandrelli Matilde, Nicastro Donato
Editore: Caseus  (collana L’antro di Polifemo)
Dettagli: ISBN: 9788890063114, anno 2002,  p. 144, 18 euro

Titolo: Dizionario enciclopedico dei formaggi
Curatore: Insor (Istituto Nazionale Sociologia Rurale)
Editore: Mondadori  (collana Mondadori DOC)
Dettagli: ISBN: 9788804575634, anno 2008, p. 1213, 30 euro

Voto personale per entrambi: 8/10

Il primo serve se vuoi fare il formaggio in casa, il secondo se vuoi sapere tutto sui formaggi italiani. Se non avete una cantina come si deve col primo potrete giusto fare lo stracchino e poco più, ma vi assicuro che è molto divertente. Solo facendo il formaggio si scopre come sia possibile con solo tre ingredienti (latte, sale e caglio) avere centinaia di formaggi diversi.

Siccome sono pigro e sicuramente meno bravo di lui, aspetto un post di Bressanini dedicato esclusivamente al formaggio.

Buona cagliata!

In culo oggi no (libro)

mercoledì 25 febbraio 2009

Titolo: In culo oggi no
Autore: Cerná Jana
Editore: E/O (collana Tascabili e/o)
Traduttore: Cobianchi A.
Dettagli: ISBN 9788876411397, anno 1992, p. 112, 7,23 euro

(Fuori commercio, forse lo trovate come rimasuglio in qualche libreria.)

Voto personale: 7/10

Comprai questo libricino nel 1997, attratto, manco a dirlo, dal titolo. L’editore italiano non si è fatto scrupoli quando ha visto una poesia nell’originale che iniziava in quel modo, buttando alle ortiche il titolo originale (Clarissa a jiné texty).

Segnalo questo libercolo non perché sia interessato all’autrice o alle sue poesie, ma perché contiene la più bella lettera d’amore che abbia mai letto (esclusi gli scritti privati e personali, ovviamente). Il fatto di aver letto, in letteratura, solo una lettera d’amore (proprio quella in questo libricino) potrebbe farvi pensare che la mia opinione non sia obiettiva. Beh, vi sbagliate!

(Per i curiosi: la lettera è lunga e parla di religione, filosofia, letteratura, sesso e amore. Che poi, a pensarci bene, è tutta la stessa cosa: vita.)

Astenersi dalla lettura: bacchettoni e anime sensibili, pseudoalternativi e cercatori di cose scandalose.

Alza la testa!

giovedì 11 dicembre 2008

Piero Ricca con Franz Baraggino, Diego Fabricio, Elia Mariano hanno partorito Alza la testa!, un libro + DVD che ripropone una selezione delle incursioni di Piero ai potenti di turno. Mentre il DVD contiene i filmati delle incursioni (ovviamente), il libro ci racconta alcuni retroscena interessanti.

Chi segue da tempo il blog di Piero non ha certo bisogno dell’opera, se non per sostenerne la sua opera giornaliera di guastafeste.

Piero Ricca è quel rompiscatole che quando il potente appare in un luogo pubblico per farsi bello, si arma di megafono, videocamera e amici e va a ricordare urbi et orbi che il re è nudo. Oppure, se non lo è ancora del tutto, va a fare domande scomode. Non risparmia nessuno: destra, sinistra, nord, sud, alto e basso. Per questo gli hanno dato del comunista, fascista e via dicendo, per cercare di dimenticare la loro nudità. L’opera, insomma, è un utile esercizio della memoria e delle dignità.

L’obiettivo del libro e delle incursioni di Piero, oltre che togliersi delle belle soddisfazioni, è  “incoraggiare i lettori a mettersi in gioco in prima persona, per rompere gli schemi, per non subire in silenzio.” Ora, su questo punto ho dei dubbi e precisamente questi:
1) Piero non è proprio il primo degli sprovveduti. Quando colpisce, prima si documenta e pesa bene le sue parole, sebbene non sembri. Che io sappia, non ha ancora perso una causa per diffamazione. Il suo è un lavoro non proprio a portata di passante.
2) Ecco, chi ha dei soldi da parte per far fronte ad una causa, sebbene pretestuosa? Caro Piero, a volte è vigliacchieria, a volte sono scelte diverse, a volte manca proprio il “pane”.
3) Ma siamo sicuri che urlando e sbraitando si riesce ad ottenere l’appoggio degli altri? Perché dai video mi sembra che spesso ci si poteva fermare un passo prima, che tanto la nudità del re era già messa in evidenza. Il punto è forse questo e andrebbe esplicitato: per fare come Piero non c’è bisogno di fare come Piero. In altre parole, la domanda scomoda, il ricordare i fatti e agire di conseguenza, non piegare sempre la testa, ecco, tutto ciò è possibile farlo anche nella nostra vita quotidiana, senza megafoni e telecamere.

Chiudo con la motivazione di questa recensione: Piero fa comizi dal balcone di casa di un suo amico. E’ un’esigenza espressiva forte, che nasce da dentro ed è incontenibile. Lo capisco bene. Questo blog nasce, anche nel nome, dalla sua stessa esigenza. Potevo non recensire un comiziante?

ilcomiziante

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