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Modelli da non seguire

mercoledì 28 novembre 2012

Da L’unità:

«Tv trash»? La Bbc si difende: «Guardate un po’ quella italiana»
Lord Patten, presidente del Trust che governa la Bbc, non s’è tenuto più: «Chiunque ci tratti come spazzatura – ha sbottato – dovrebbe essere obbligato a guardare la tv italiana…».

Siamo un punto di riferimento, non c’è che dire.

La fine del mondo è vicina /2 – The apprentice

mercoledì 19 settembre 2012

Da ilfattoquotidiano:

Mezzi flop, inchieste, radiazioni: ma Briatore in tv insegna successo e etica
L’ex manager di Formula Uno conduce su Cielo The Apprentice, reality talent nel quale indica a un gruppo di giovani i segreti del business sotto lo slogan “Vincerà l’etica”. Ma dagli inizi al ristorante “Tribula” alle disavventure nell’automobilismo il percorso di Flavio non è sempre stato lineare
di D. Naso

Ieri ho ne ho visto un pezzo, il finale. Inquietante. Se il modello della nostra classe imprenditoriale è questo non vedo nessun futuro. L’obiettivo di Briatore è saper gestire il potere. Per lui vendere pesce o diamanti, automobili o matite è la stessa cosa: si compra a poco e si vende a tanto. Punto. Chi fallisce in questo è una merda. Ripunto. Esplicito, diretto. In questo caso l’etica è funzionale all’obiettivo. Se compri pesce avariato non riesci a venderlo e fallisci. E poi sei una merda.

Dal punto di vista relazionale il programma mette in scena una contraddizione insanabile: il gruppo deve collaborare per l’obiettivo del giorno, ma i componenti sono in competizione fra loro perché uno di loro sarà espulso dal gioco. Gioco? Sì, il vincitore ha come premio un contratto di un anno con Briatore. Lavorerà con lui. Lo scopo è dimostrare di essere cazzuti (sic!). Ma si può dimostrare di essere cazzuti facendo parte di una squadra che ha in competizione i suoi componenti? E’ veramente la stessa cosa vendere pesce o diamanti? Si possono dimostrare le proprie capacità in una giornata di gioco?

Insomma, la trasmissione è consigliata ai forti di stomaco. Buona visione.

323 giorni

sabato 12 maggio 2012

Dopo 323 giorni la famiglia Comizietti ha ricollegato la propria TV all’antenna condominiale.

Lo so che fa tanto snob, ma ho già subito voglia di scollegarla.

(Sì, ogni tanto qualcosa che ci interessa c’è alla TV.)

610 in 2D

giovedì 3 marzo 2011

La vita di tutti i giorni vista con ironia e acume:

In TV, Rai 5, Giovedì 3 marzo alle 21.00
610 in 2D

Per chi non ha la TV, cliccare qui o qui.
Non mancate.

Il centro e il primo cerchio di un problema

venerdì 3 dicembre 2010

Ieri alla TV, nella trasmissione Geo&Geo, hanno trasmesso un documentario su una popolazione primitiva della Nuova Guinea. Si parlava del rito di iniziazione all’età adulta. Era una cosa un poco forte, a quanto racconta la Moglie (io non l’ho vista): ai ragazzi venivano praticati dei tagli in vari parti del corpo, per vedere se sapevano resistere alla sofferenza che provocava il rito. Alla visione ha assistito anche Lacomizietta, che ovviamente, affascinata e disgustata dalla cosa, ha voluto vedere e capire tutto. A cena la Mami cerca di spiegare:

Mami: In quella popolazione fanno così perché è il loro modo di iniziare i ragazzi all’età adulta, come da noi si va a scuola a imparare a leggere e a scrivere.
Figlia: Sì, Mami, ho capito, ma perché si devono tagliare a quel modo?
Mami: Ma perché loro fanno così… Cosa vuoi sapere di preciso?
Figlia: Mami, mi sa che non sei andata al centro del problema. Io voglio sapere perché lo fanno!
Papi: Io lo so il perché! Nel posto dove vivono non serve saper leggere e scrivere, ma serve imparare a sopportare il dolore di una ferita. Quando si è a caccia nella foresta o nella prateria chi è ferito e si spaventa, o si lascia scoraggiare, può avere grandi difficoltà. Essere adulti, nel loro mondo, è saper resistere al dolore fisico. Per questo fanno quella prova così dolorosa. Da noi, per fortuna, queste prove non servono. Ne servono altre, come dimostrare di saper leggere e scrivere.
Figlia: Bravo Papi! Tu sì che sei andato al centro del problema, non come la Mami che si è fermata al primo cerchio!

X Factor IV

mercoledì 8 settembre 2010

Ieri è iniziato X Factor IV edizione, Rai 2. Vale tutto quello che dicevo un anno fa su X Factor III.

Ribadisco e aggiungo:

1) Gli animatori nel pubblico si vedono. Quelle due o tre persone che corrono avanti e indietro fra il pubblico per incitarlo ad applaudire, intendo. Non fanno certo una bella impressione.
2) A nessuno mancava un giurato in più. Tre è il numero perfetto e una ragione ci sarà pure, o no?
3) Le liti-scontri fra concorrenti, giurati e personaggi di contorno, i fuori onda, le decisioni sofferte, eccetera, si vede lontano un miglio che sono studiati a tavolino, giusto per creare quel poco di gossip assolutamente inconcludente e deleterio. Se ne può fare a meno, davvero.
4) Il televoto a 1 euro a telefonata/SMS è una bella cosa. Scrivete i prezzi più in grande sul televisore, però, che non si vedono. E aggiustate le date nel regolamento del televoto. (Ma tanto chi lo legge?)

Per il resto, che vinca il migliore!

[libro] Il corpo delle donne

martedì 25 maggio 2010

Lorella Zanardo
Il corpo delle donne
Feltrinelli (collana Serie bianca)
Data di Pubblicazione: aprile 2010
ISBN: 9788807171864
Dettagli: p. 204
Prezzo: 13,00 (in sconto in varie librerie on line)
Voto personale: 9/10
(su segnalazione di Giovanna Cosenza)

Ho appena finito di leggere il libro di cui sopra, divagazione ed estensione di un documentario della stessa autrice, uscito circa un anno fa. L’autrice ha condotto una ricerca fra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, assieme a Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù, su come viene utilizzata la figura femminile nei programmi di intrattenimento televisivi italiani. Digiuna di TV da molti anni, la Zanardo è rimasta sconvolta. Corpi finti, troppo truccati e rifatti, corpi umiliati, riprese ginecologiche, espliciti richiami sessuali fuori contesto, donne da tappezzeria. Il tutto mostrato come normale, come punto di riferimento per tutti, grandi e piccini, e soprattutto per tutte. Il tutto senza alternativa di poter vedere altro se non a tarda serata o in qualche canale minore. Questo si sono trovati davanti la Zanardo e i suoi collaboratori.

Come mai nessuno fa niente? Cosa si sta facendo, o si è fatto, per contrastare questa situazione? Quali sono le conseguenza di questo modello di riferimento? Queste visioni ci soddisfano? E’ possibile divertirsi in altro modo? Ai lettori la riflessione.

Critica

Il libro si legge velocemente e con passione, ben scritto, chiaro, esemplificativo, dove si pongono tante domande che stimolano la riflessione personale. Alla dottoressa Zanardo farei due appunti:

1) Non credo che il fuoco del problema sia (solo) “il corpo delle donne”. Io lo vedo come “il corpo degli uomini”, inteso come genere umano e non come maschi. Il corpo delle donne è solo uno dei tanti mezzi usati per un disegno di ampio respiro e le conseguenze non sono solo nei corpi femminili. Se se lo spam ci propone in continuazione pastiglie blu e allungamenti del pene, forse anche i corpi maschili non stanno tanto bene. L’obiettivo è creare un’oligarchia economico culturale e forzare la gran massa delle persone all’apatia e alla rassegnazione. Lo si fa non solo in TV. Lo si fa in politica, in economia. Nessun complotto particolare. E’ quello che succede da molti anni a questa parte in tutto il mondo. C’è sempre qualcuno che si sente più uguale di altri. Oggi la cosa è solo molto più difficile da realizzare e il progetto è più evidente. Consiglio alla Zanardo, se non l’ha ancora  fatto, di dare un’occhiata al progetto P2 e alla relazione Anselmi. Troverà piena sintonia fra quello che ha visto e quello che leggerà.

2) Il problema non è il basso livello delle trasmissioni. Il problema è che è proposto come modello di riferimento, come cosa normale e che non ci sono alternative forti a questo modello proposto (almeno in TV). Ognuno è libero di vedere le peggio cose che crede, ma non nella TV pubblica in prima serata o al pomeriggio con i bambini. Il concetto è sottolineato in vari punti, ma io ci avrei dedicato un capitolo. :-) Molto spesso la critica della Zanardo è stata presa come un attacco alla libertà di espressione. Al contrario, quello che propone l’autrice è una maggiore libertà attraverso proposte diverse.

Finisco col segnalare una proposta singolare dell’autrice. Non spegnere la TV, ma accenderla, guardarla e criticarla, protestando con i responsabili dei programmi, con le aziende che comprano pubblicità in questi contenitori di nulla. Perché guardarla e protestare? Beh, leggete e saprete!

Aggiornamento:
Dimenticavo “il corpo delle donne” su You Tube.

La TV

lunedì 26 aprile 2010

In questo periodo, dopo due settimane di gioiosa astinenza, mi sono trovato a guardare un poco di TV. E’ stato un piccolo trauma: la caterva di idiozie che esce da quella scatola è sempre più impressionante. E non sto parlando dei telefilm americani. Sto parlando della pubblicità e dei programmi di intrattenimento, come Amici, Forum, i reality, i TG e compagnia.

Ho assistito, un pomeriggio, ad un dibattito sul tradimento maschile. Volevo vedere fin dove si arrivava. Insomma, non c’era fine. Anche una discussione al bar fra amici non particolarmente dotati avrebbe avuto dei limiti nei luoghi comuni e nelle stupidaggini dette. Ma non lì. Tutti perfettamente inseriti nel loro ruolo di facitori di opinioni a vanvera.

La pubblicità, che tenta di convincerti che le prugne imbustate una ad una sia un’idea geniale. O che quello che noti in una bella donna giovane siano le sue perdite gassose, liquide e chissà che altro. Oppure che mettendoti il reggiseno X ritorni come quando avevi 18 anni (o forse meno). Il delirio: cose che nessuno si immaginerebbe mai, la pubblicità tenta di farle passare come soluzioni geniali a problemi che nessuno si è mai posto e mai si porrebbe.

Usate la TV con parsimonia e, se potete, registratela, in modo da poter saltare la pubblicità.

La TV senza pubblicità (in Francia)

giovedì 23 aprile 2009

Sul Corriere della Sera:

Fallito L’obiettivo di trasferire alle emittenti nazionali private 480 milioni di euro
Piace meno la tv senza pubblicità
In Francia sono stati aboliti gli spot sulle reti pubbliche. Risultato: oltre agli incassi si perdono anche spettatori, di Edoardo Segantini

(v. anche: Tv pubblica senza spot in Europa solo fallimenti; Repubblica — 16 marzo 2009   pagina 1   sezione: AFFARI FINANZA, di STEFANO CARLI)

L’articolo spiega abbastanza bene (poteva essere più sintetico) il progetto portato avanti da Sarkozy per togliere un poco di spazzatura pubblicità dalla TV pubblica. Il progetto è essenzialmente economico, in quanto prevede di compensare i minori introiti pubblicitari con una maggiore tassazione (3%) “sui ricavi pubblicitari delle reti private e da una tassa dello 0,9% sul fatturato dei servizi video degli operatori di telecomunicazioni”. Si pensava, infatti, che la pubblicità, sparita dalla TV pubblica, ricomparisse nella TV privata. Così non è stato. E’ semplicemente sparita, non si è spostata. In quanto al pubblico è rimasto sostanzialmente lo stesso, sulla TV senza pubblicità.

Ora cosa se ne deduce? Che l’operazione economica è fallita. Le ragioni sono essenzialmente due, secondo i commentatori: 1) crisi economica e 2) strategie di marketing che hanno già saturato le tv commerciali.

Aldo Grasso, sempre sul Corriere, va oltre:

Dallo schermo non può sparire l’ inserzionista
Valori La buona pubblicità genera prodotti buoni. Ed è una risorsa linguistica

“Una tv pubblica senza risorse pubblicitarie rischia di diventare una tv di nicchia, tendenzialmente noiosa e presuntuosamente pedagogizzante.” [...] La pubblicità [...] si è sempre confermata uno straordinario laboratorio linguistico. [...] La buona pubblicità genera prodotti buoni. E i buoni prodotti costringono la pubblicità a migliorarsi.”

Ora, non so quale pubblicità e quale TV veda Grasso, ma io, a parte qualche telefilm, non saprei indicare più di cinque trasmissioni TV degne di essere viste. Anzi, sicuramente meno di cinque. Anche le pubblicità decenti sono pochissime. E col fatto che vengono propinate migliaia di volte diventano in pochissimo tempo assolutamente insopportabili. Di tutta questa TV di altissima qualità non se ne sente la mancanza, quando si ha altro da fare. (Provare per credere.)

Non so poi cosa dire sulla “TV di nicchia”. Le emittenti private a pagamento hanno numerosi canali tematici. Segno che essere di nicchia non è così antieconomico. Oppure “di nicchia” vuol dire “che le guardano in pochi” e allora dire che la TV di nicchia ha pochi spettatori è una tautologia.

Per quanto riguarda la stasi degli ascolti nell’esperimento sarkozo, basta porsi una semplice domanda: “Guarderei più TV perché c’è meno pubblicità?” No di certo. Altra domanda: “Guarderei più TV se ci fossero più trasmissioni interessanti?” Forse sì. Ecco allora che posso consigliare alla TV pubblica francese, dall’alto della mia non autorità in materia, di migliorare la qualità dei programmi, se vogliono più ascolti.

Curiosità:

il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri [oggi, ndc] l’ha liquidata sbrigativamente: «In Francia — ha detto — è stata inutile: non ha portato nulla in più alle altre emit­tenti. In Italia succederebbe lo stesso».”

Poco più di un anno fa (gennaio 2008) però:
La televisione pubblica e senza pubblicità, secondo il “modello Sarkozy”, finanziata con una nuova tassazione degli spot delle Tv commerciali, magari con più spazio per trasmissioni di cultura, non spiace al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.”

(su ispirazione e segnalazione di Mantelblog)

ilcomiziante

Addio vecchi TV

mercoledì 22 aprile 2009

Da Repubblica.it:

Addio vecchia televisione, il digitale è già realtà
Cambiano gli apparecchi, ma non solo. Anche i contenuti seguono la trasformazione. Internet si prepara al sorpasso come mezzo di comunicazione di massa
di LEANDRO PALESTINI

L’articolo ci informa che:
“Dal venti maggio a Torino e Cuneo con i vecchi apparecchi non si vedranno più RaiDue e Retequattro. Stessa cosa dal 16 giugno a Roma e nel Lazio, escluso Viterbo: non si potranno più seguire X-Factor o il Tg4 di Fede.

Certo che mettere il TG4 di Fede fra le cose che non si potranno seguire e quindi, implicitamente, rendere appetibile il passaggio…

Quando sarà ora ci adegueremo anche noi Comizianti, quasi sicuramente, ma con moooolta calma, nessuna fretta e certo non per seguire Fede, al massimo X-Factor, ma senza impegno. :-) Per ora ci teniamo stretti il nostro minuscolo 14 pollici, mezzo scassato.


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