Vergogna/2

lunedì 18 giugno 2018

Quindi ora siamo nel 1938.

Vergogna

sabato 16 giugno 2018

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri,

non so quale sia la politica giusta nei confronti dei migranti, ma so per certo che farli morire in mare o, peggio, “a casa loro”, non è la politica giusta. No, nemmeno lasciare oltre 600 persone scampate a un naufragio per giorni su una nave di salvataggio è una politica giusta. Così come non è giusto usare queste persone per guadagnare visibilità politica interna e internazionale. È una cosa che mi procura molta vergogna come italiano e come persona, e che non approvo.

La vergogna per questi atti non Le appartiene, evidentemente, come del resto non è appartenuta a molti suoi predecessori, dagli anni ‘90 in poi: il fatto che questi sbarchi disperati siano continuati, siano costati molti morti e la perdita di dignità di molte persone è un dato di fatto non contestabile e testimoniano il fallimento di una politica ormai più che ventennale.

Qualcosa è stato fatto, è vero, ma equilibri politici e strategici e valutazioni economiche hanno sempre avuto la meglio in ogni azione intrapresa.

Non sto ovviamente parlando dei volontari e dei numerosi funzionari pubblici (sindaci, Guardia Costieta, Marina Militare, eccetera) che, nonostante tutto, hanno dedicato il loro tempo e la loro vita per queste persone. Che spesso le hanno salvate dalla morte e dalla fame. Che hanno cercato di risollevare la dignità del nostro paese. Sto parlando della Politica, quella con la P maiuscola, maiuscola persa ormai da tempo dietro una lungimiranza di brevissimo respiro.

Non sono titolato a dare consigli su questo campo. Altre persone più competenti di me, in questi giorni, hanno dato molti spunti di riflessione per fare qualcosa di diverso rispetto al passato. Forse è ora di ascoltarli, se questo è il governo del cambiamento. Fare meglio di quanto fatto nel passato è possibile.

Nel frattempo, per manifestare contro questa politica vergognosa, ho provveduto a fare una piccola donazione simbolica a SOS Mediterrnaée. Lo farò di nuovo, come ogni fine anno, in modo più sostanzioso per Emergency e Opera San Francesco, sperando che un giorno, queste mie donazioni, non siano più necessarie.

Buon lavoro Presidente.

[film] Solo: A Star Wars Story

sabato 2 giugno 2018

Titolo: Solo: A Star Wars Story
Regia: Ron Howard
Sceneggiatura: Jon Kasdan, Lawrence Kasdan
Effetti speciali: Rob Bredow
Altro: 2018, 135 minuti, USA, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Alden Ehrenreich: Han Solo
Woody Harrelson: Tobias Beckett
Emilia Clarke: Qi’ra

(Dati da Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

Voto: 6/10

Dove si racconta la vita di Han Solo prima che diventasse Han Solo che avete visto nei precedenti film.
Carino, ma se ne può fare a meno.

[libro] Il grande saccheggio

domenica 20 maggio 2018

Autrice: Francesca Mereu
Titolo: Il grande saccheggio – Da zar Boris alla presa di potere di Putin, diario di una democrazia mancata
Editore: Le mezzelane casa editrice
Altro: ISBN: 9788833280431; p. 256; 14,90€; prima ed. 2018; genere: saggistica: giornalismo, storia

Voto: 7/10

Lo scorso 13 maggio sono andato al salone del libro di Torino a trovare Gaia Conventi (ne parlerò quando recensirò la sua ultima uscita) e nello stand della casa editrice ho conosciuto Francesca Mereu, una donna minuta, espansiva e piena di vita. Era lì per promuovere la sua ultima opera Il grande saccheggio. Ma non abbiamo parlato affatto del suo ultimo libro, semmai della sua vita in Alabama, di suo marito Sergei, di musica. Solo poco prima di andarmene ho scoperto il vero motivo della sua presenza, che è vissuta tanto in Russia e che ha fatto giornalismo di inchiesta. Mi sono lasciato tentare dalla mia sconfinata curiosità è ho aggiunto ulteriore peso alla borsa del ritorno. (Ormai è tradizione che agli incontri con Gaia io scopra nuovi autori.)

Il grande saccheggio è un lungo reportage sulla trasformazione dell’Unione Sovietica verso la Russia attuale. Vita vissuta, informatori inseriti dentro la macchina del potere, statistiche ufficiali e inchieste giornalistiche raccontano questa drammatica trasformazione. Drammatica perché la maggior parte dei russi si trova, a più riprese, improvvisamente nullatenente. La riforma di Yeltsin attuata con l’introduzione improvvisa del capitalismo deregolamentato in un paese completamente impreparato al nuovo corso, ha dilapidato e distrutto la maggior parte delle ricchezze del paese: le aziende statali sono state svendute, la ricerca scientifica è stata azzerata, la giustizia resa impossibile dalla corruzione e la criminalità organizzata diventa il vero regolatore degli affari. Pochi oligarchi conquistano il potere e la ricchezza, mentre la gran parte del popolo russo soffre la fame. Molti si salvano perché in casa, per sopravvivere alle manchevolezze del commercio sovietico, hanno in casa cibo confezionato per un anno. Le riforme democratiche vengono vissute come la causa del periodo nero della Russia. Yeltsin, con i suoi continui problemi di salute derivanti dall’essere schiavo dell’alcool, diventa sempre più impopolare e chi lo sostiene deve trovare un sostituto.

Putin proviene dai servizi segrati Russi, il FSB, ex KGB, e si dimostra subito un abile stratega. Con il sostegno dei servizi riesce a utilizzare il conflitto ceceno per andare al potere. Una volta insediato fa tabula rasa di ogni opposizione e si prepara la strada per comandare a vita.

Molte riflessioni sulle reazioni russe al potere politico di Putin dovrebbero farci riflettere su cosa sta accadendo da noi e in altri paesi, USA in testa.

Vi lascio i dettagli, sconvolgenti, alla lettura.

La narrazione passa attraverso aneddoti personali, inchieste giornalistiche, interviste a informatori e dati statistici. Il tutto è ben amalgamato, la lettura piacevole e avvincente.

Come difetti annoto qualche refuso e la mancanza di un indice dei nomi. Un maggior dettaglio sulle fonti ufficiali avrebbe reso perfetta l’opera.

Buona lettura!

Aggiornamento 26/05/2018:

Una intervista a Francesca Mereu su Letteratitudine, di Massimo Maugeri:

IL GRANDE SACCHEGGIO di Francesca Mereu (intervista) del 28/03/2018

Un riassunto migliore del mio dell’opera.

20 settembre 1944

mercoledì 25 aprile 2018

Qui abitava Franco Calatroni partigiano della 5° brigata Garibaldi Tudra trucidato dai nazifascisti 20-9-1944 a Montalto Pavese – 1924 -1944

Via Francesco Primaticcio, 196 – Milano

targa commemorativa di Franco Calatroni

Passo in questa via periodicamente.

La foto non è venuta bene, è difficile vederla anche dal vivo. Questo uomo ha dato la sua vita a 20 anni affinché noi possiamo discutere liberamente di cose più o meno serie. È bene ricordarsene. È bene rendergli omaggio.

[libro] Sposati e sii sottomessa

domenica 25 marzo 2018

Autrice: Costanza Miriano
Titolo: Sposati e sii sottomessa – Pratica estrema per donne senza paura
Editore: Vallecchi
Altro: ISBN 9788884272140; 12,50€; 254 p.; genere: saggistica; I ed. 2011

Costanza Miriano è una giornalista, politicamente attiva nell’area cattolica più conservatrice in fatto di famiglia, aborto e matrimonio. A molti, solo a sentirla nominare, fa venire l’orticaria. Come potete immaginare, su questi temi sono in una posizione diametralmente opposta alla sua. Viste queste premesse, perché leggere questo libro?

A dire la verità venni a sapere di questo curioso titolo prima di sapere chi fosse Costanza Miriano e, per uno strano motivo che non saprei spiegare, mi incuriosì molto; dimostrava senza dubbio coraggio, perché un conto è dire di essere contro il divorzio, l’aborto e i matrimoni omosessuali, un conto è dire apertamente che la donna deve essere sottomessa all’uomo. Su questo ultimo tema il consenso potrebbe non essere così vasto. Non solo la curiosità è rimasta, anche dopo aver inquadrato l’autrice nel giusto contesto, ma è anche un mio preciso proposito, ogni tanto, esplorare i campi avversari. Penso sia salutare non frequentare solo la nostra bolla. Qualche mese fa ho trovato questo libro di seconda mano gratis e quindi mi sono detto: buttiamoci.

Prima di tutto il titolo. Riprende un comandamento di S. Paolo (Lettera agli Efesini, 5,22-33) e lo porta nel nostro mondo, cercandone una giustificazione moderna. E come S. Paolo, la Miriano scrive alle sue amiche e ai suoi amici facendo l’apologia del matrimonio cattolico. Poi alle sue lettere ci aggiunge una auto esegesi. Questo per undici volte.

Devo dare atto che ho avuto due sorprese: la prima è che, almeno nello scrivere, la Miriano sa essere molto ironica e autoironica, rendendo il libro molto più facile da leggere e riuscendo persino a strappare qualche sorriso. La seconda è stato trovarmi d’accordo con lei su alcuni punti.

La tesi del saggio è sostanzialmente questa: la donna ha un ruolo ben definito: sposarsi, dare al marito il ruolo di Capo Famiglia, fare figli, accudire e supportare marito e figli. Può anche lavorare, se riesce a fare tutto quanto il resto, ma le priorità sono chiare. Per carità, è una scelta di vita più che dignitosa e arbitraria come molte altre. Può contenere una devozione e un amore d’altri tempi, lo ammetto. Il problema è che in questo saggio questo ruolo non è un’opzione possibile. È l’unica opzione possibile. Per tutte e tutti (ovviamente il marito non può sottrarsi al suo ruolo di Capo).

Le giustificazioni non sono solo religiose, ma anche pseudo psicologiche (tutte le amiche e conoscenti che non si sono sposate e non hanno avuto figli sono tristi e irrealizzate; la donna ha nel DNA il gene dell’accudimento e dell’amore incondizionato) e sociali. Per queste ultime l’autrice riprende osservazioni che ho già letto in Amore liquido di Bauman: fare un progetto a lungo termine in un mondo senza punti fissi e inneggiante in molti campi al cambiamento fine a se stesso (leggi: consumismo) è decisamente fuori moda. La vita coniugale è una scelta volontaria che può togliere vie di fuga e questo è oggi inaccettabile; la nostra società sembra non vedere più nessun beneficio dalla solidità di un legame duraturo. Su questo non è difficile essere concordi, anche senza essere cattolici. Ma mentre Bauman sa che non si può andare indietro e non sa cosa ci sarà in futuro nella società occidentale, la Nostra ha già la soluzione pronta: S. Paolo.

Se da un lato, a parole, questa scelta di sottomissione deve essere libera, e non può che essere così, lo riconosce l’autrice stessa, dall’altro però la società non deve dare nessuna possibilità di sfuggire a questo mandato: no aborto, no divorzio, no unioni omosessuali. Se fosse economicamente sostenibile, la donna non dovrebbe nemmeno andare a lavorare, ma su questo l’autrice ha alcuni dubbi, visto che lei stessa lavora. La donna e l’uomo hanno una specie di libertà vincolata: “andremo d’accordo se farai quello che dico io” è il messaggio.

Non critico la visione della donna secondo S. Paolo. Critico l’unicità di questa visione. Non possiamo più ignorare che ci sono altri modi, altre esigenze, altre realtà che hanno pari dignità e devono poter essere espresse. Altre realtà che, fra l’altro, si sono sempre espresse, a dispetto delle leggi sociali e religiose, e che oggi è ridicolo non riconoscere. La battaglia della Miriano è perdente, da questo punto di vista. Questo non toglie che, in una società senza punti di riferimento, liquida secondo Bauman, questo messaggio possa avere un suo fascino. Perverso.

Buona lettura. Forse.

La Festa del Papà

lunedì 19 marzo 2018

Oggi Lacomizietta ha scritto una pagina per la festa del papà. Ho dello zucchero in un occhio.

Mio papà, mio padre, papi… Tanti nomi, soprannomi, nomignoli affettuosi, talvolta brutti, per chiamare una sola persona. Quella che ci accompagna fin da quando siamo nati, che spesso ci fa arrabbiare e… no! Non è la classica frase dei temi sdolcinati che finisce con “però in fondo…”, no! A volte ci fanno davvero arrabbiare. Ma bisogna capirli! Come farebbero sennò a vendicarsi di tutte le notti in bianco passate a cullarci pazientemente per farci addormentare? Scherzo, ovviamente.

Il papà è quel tipo di persona in grado di farci sentire al sicuro in ogni occasione, un amico fidato, solidale e che non smetterà mai di accompagnarci quando ne avremo bisogno nei percorsi difficili. E anche quando impariamo a camminare da soli è sempre lì, a guardarci da lontano pronto ad aiutarci se cadiamo e a incoraggiarci se vogliamo correre.

Buona Festa del Papà a tutti i padri del mondo!

PS: non piangete troppo quando impareremo a volare da soli.

[libro] Fiori per Algernon

sabato 10 marzo 2018

Autore: Daniel Keyes
Titolo: Fiori per Algernon (Flowers for Algernon)
Editore: TEA
Altro: ISBN: 9788850241910; 11,00€; 314 pp; genere: fantascienza; I ed. orig 1966; questa ed: 2015; traduzione di Bruno Oddera

Voto: 8/10

Tanti anni fa, quando ero giovane e iniziavo a interessarmi di fantascienza, facevo largo uso della biblioteca comunale. I libri sono a vista e si possono consultare prima di prenderli. Uno sguardo alla copertina, una lettura veloce di qualche pagina a caso, l’umore del momento e la scelta era fatta.

Qualche mese fa mi ritornò in mente un racconto. Ricordavo che era in una antologia, ma non ricordavo quale. Non ricordavo né l’autore né il titolo del racconto. Ricordavo solo che era un diario in prima persona, che il protagonista era un ritardato mentale e che quindi il diario iniziava tutto sgrammaticato. Poi a quest’uomo veniva fatta un’operazione al cervello e piano piano diventava intelligente e la sua scrittura migliorava. Eccetera eccetera.

Sapevo a chi chiedere per trovare titolo e autore del racconto, ma ai primi di febbraio mi sono trovato alla libreria Feltrinelli in Duomo, a Milano, davanti allo scaffale dei libri di fantascienza. I fiori per Algernon, vedo. Un titolo mai sentito prima. Leggo la prima pagina. Sorpresa! Era il racconto che mi tormentava da mesi!

Poi, con l’aiuto di Wikipedia, ho scoperto alcune cose. Il racconto è del 1959. Visto l’enorme successo, l’autore ne ha fatto un romanzo nel 1966. Nel 1967 il racconto finisce nella più celebre delle antologie di fantascienza, Le meraviglie del possibile. (Antologia che consiglio caldamente.) Il caso me l’ha riportato alla memoria e ora nella biblioteca, assieme all’antologia di allora.

Keyes è stato uno psicologo e ha lavorato con i ritardati mentali. La scrittura, specie all’inizio, quando è tutta sgrammaticata, è impegnativa, ma di grande impatto emotivo. L’evoluzione del personaggio e l’epilogo di questo esperimento è un vero pugno allo stomaco. Che cosa si prova a diventare intelligenti dopo una vita da idioti? Come cambiano le relazioni personali? Come evolve invece la parte emotiva e affettiva? L’intelligenza ci definisce completamente? Queste e altre domande vi accompagneranno in questo avvincente romanzo.

Buona lettura!

[libro] L’italiano è bello

domenica 18 febbraio 2018

Autrice: Mariangela Galatea Vaglio
Titolo: L’italiano è bello – Una passeggiata tra storia, regole e bizzarrie
Editore: Sonzogno
Altro: ISBN: 9788845426551; 16,00€; p. 217; genere: saggistica, linguistica; suggerimenti di lettura di Giulio Mozzi

Voto: 6/10

Il saggio è diviso idealmente in tre parti: storia della lingua, una sezione di grammatica e una di retorica. Ci sono molte curiosità interessanti e riflessioni sugli ultimi sviluppi dell’italiano usato in rete e in TV; la parte di grammatica è noiosa, ma perché è noiosa la materia anche se Galatea fa di tutto per renderci l’argomento piacevole. Lo stile infatti è colloquiale e coinvolgente, ma tutto il volume soffre di un difetto: finisce tutto troppo in fretta. All’ultima pagina sembra di aver sorvolato tutto il mondo a velocità supersonica. Non sono quindi un caso la citazione iniziale del baciamano di Sacha Guitry e i suggerimenti finali di lettura curati da Giulio Mozzi.

Comunque sì, l’italiano è una bella lingua, vitale, fra le più studiate dopo quelle “utili” come l’inglese o lo spagnolo. Dovremmo averne più cura, studiarlo di più.

Buona lettura!

[libro] Che cos’è la scienza

domenica 4 febbraio 2018

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Che cos’è la scienza – La rivoluzione di Anassimandro
Editore: Mondadori (Oscar saggi)
Altro: ISBN: 9788804672098; genere: saggistica; p. 202; 14,00€; I ed. 2014; prefazione di Armando Massarenti

Voto: 9/10

Dove si discute del contributo fondamentale del pensiero di Anassimandro nel pensiero scientifico, di cosa sia la scienza come pensiero e come metodo e di cosa c’era prima.

Nonostante di Anassimandro ci sia rimasto pochissimo, con quel poco si può dedurre ragionevolmente il grande passo compiuto dal filosofo greco: la rinuncia della spiegazione divina, la critica costruttiva rispetto ai predecessori attraverso il ragionamento, l’idea di legge naturale, l’idea che ci possano essere enti invisibili che diano una spiegazione di quanto osservato. Tutte cose che a noi possono sembrare ovvie, ma che, da quanto sappiamo, prima non erano mai state prese in considerazione. Rovelli indica come questi aspetti siano stati determinanti per la nascita del pensiero scientifico e di come questi siano stati sviluppati dalla filosofia greca nei secoli successivi.

Nella parte finale del saggio Rovelli si cimenta in un discorso più generale sulla scienza, vista non solo come metodo, ma anche come visione del mondo, e la sua distanza dalla religione.

Un libro di taglio decisamente filosofico, dove ho potuto ripensare a quanto studiato da ragazzo (La struttura delle rivoluzioni scientifiche di Kuhn e le tesi di Popper) e con il quale si può apprezzare la straordinaria potenza e versatilità del pensiero scientifico.

Buona lettura!