Lettering

domenica 22 gennaio 2017

Compro Julia regolarmente dal primo numero. (Prima acquistavo molti più fumetti.) All’interno si parla molto dei disegnatori e degli sceneggiatori. Mai di chi scrive il testo, del lettering.

Qui l’intervista a Omar Tuis, figlio d’arte:

Omar Tuis: il lettering in casa Bonelli
Di Guglielmo Nigro

(via socialiano, grazie a nda)

[film] Arrival

domenica 22 gennaio 2017

Titolo: Arrival
Regia: Denis Villeneuve
Soggetto: Ted Chiang (libro)
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Musiche: Jóhann Jóhannsson
Altro: USA, 2016, 116 minuti, genere: fantascienza, direzione del doppiaggio: Simone Mori

Attori principali:
Amy Adams: Louise Banks
Jeremy Renner: Ian Donnelly
Forest Whitaker: colonnello Weber

Voto: 9/10

(fonti Wikipedia e Antonio Genna per il doppiaggio.)

È un film di fantascienza, non è un film di azione classicamente inteso, c’è la storia d’amore, è un film da vedere almeno due volte. E poi un sacco di altre cose.

Una razza aliena arriva sul nostro pianeta con 12 astronavi a forma di lente. Le astronavi sono sospese a pochi metri da terra e sono in varie parti del mondo. Consentono agli uomini di entrarvi (e uscire). Una di queste è nel Montana. Il governo USA contatta una linguista (una che aveva già lavorato per il governo), Louise Banks, per cercare di comunicare con questa nuova specie. È affiancata da un altro civile, un fisico teorico, Ian Donnelly. L’operazione è portata avanti dai militari che, diciamolo, fanno la figura dei cerebrolesi.

Ma il tema del film è sul linguaggio e sulla sua potenza, sulla sua capacità di cambiare il mondo. In principio era il Verbo, c’è scritto in un libro famoso. Questa è la versione moderna e fantascientifica.

Bravissima e bellissima l’attrice Amy Adams; mi è piaciuta molto la colonna sonora. Pur non essendo un film d’azione, la tensione narrativa nel film è costante. Non ci sono buchi di sceneggiatura e si può capire tutta la trama. Ci sono, però, più livelli di lettura. Per questo, dopo aver visto il film e prima di andarlo a rivedere, consiglio:

Arrival (Denis Villeneuve 2016). Il dono del nuovo monolite
di Giuseppe Marino

“Arrival”, spiegato bene
di Giorgio Busi Rizzi

Chi vuole sapere qualcosa prima della visione del film (da ilPost):

Prima di vedere “Arrival”
Cosa da sapere e da vedere per arrivare preparati – senza spoiler – a un film di cui si parla bene: di fantascienza ma atipico, «epico e intimo»

Aggiornamento 23/01/2017 (da ilPost):
“Arrival” per chi l’ha visto

Buona visione!

[film] Oceania

domenica 1 gennaio 2017

Titolo: Oceania (originale: Moana)
Regia: Ron Clements, John Musker
Soggetto: Ron Clements, John Musker, Aaron Kendell, Jordan Kendell, Pamela Ribon
Sceneggiatura: Jared Bush
Musiche: Mark Mancina, Lin-Manuel Miranda, Opetaia Foa’i
Altro: USA; 2016; 107 minuti; genere: animazione, avventura, musicale; produttore: Walt Disney Pictures; direzione del doppiaggio: Fiamma Izzo

Voto: 6/10

(Fonte dati: Wikipedia – attenzione spoiler – e AntonioGenna per il doppiaggio.)

In principio, fra le isole dell’Oceano Pacifico, era tutto pace e armonia, poi un semidio, Maui, rubò il cuore alla dea Madre Della Vita Te Fiti e da allora solo guai. Dopo mille anni, Vaiana (nell’originale: Moana) Waialiki, figlia del capo tribù Motunui, è chiamata dall’Oceano in persona personalmente a rimettere le cose a posto, ovvero riportare il cuore rubato alla dea Te Fiti. Dovrà credere molto in se stessa e farsi aiutare dall’autore del misfatto, il semidio Maui.

Una trama talmente scontata che di sorprese proprio non ce ne sono. Il piccolo Tittatà, seienne, ha avuto qualche difficoltà a capire la morale del film, ma anticipava a tutto il pubblico le scene successive, questo per dire.

Ottime le gag dal gallo (HeiHei).

Buona visione!

[film] Florence

domenica 1 gennaio 2017

Titolo: Florence (originale: Florence Foster Jenkins)
Regia: Stephen Frears
Sceneggiatura: Nicholas Martin
Altro: Regno Unito, Francia; 2016; 110 minuti; genere: biografico, commedia; direzione del doppiaggio: Rodolfo Bianchi

Interpreti e personaggi:
Meryl Streep: Florence Foster Jenkins
Hugh Grant: Saint Clair Bayfield
Simon Helberg: Cosmé McMoon

Voto: 7/10

(fonte dati Wikipedia e AntonioGenna per il doppiaggio.)

Come si dice in questi casi, tratto da una storia vera. Florence Foster Jenkins, appassionata di musica e mecenate newyorchese dei primi del ‘900, sembra non accorgersi di essere assolutamente incapace di cantare. Nonostante questo, suo marito Saint Clair asseconderà la sua voglia di esibirsi in pubblico e organizzerà delle esibizioni, fino al famoso concerto del Carnegie Hall, accompagnata dal suo pianista personale McMoon.

E nonostante non sappia cantare, il successo arriva.

Il personaggio (Florence), come dicevo, è reale, come il suo successo. Ha anticipato di molti anni la musica pop e quello che succederà nella musica poi, dove cantanti e musicisti mediocri riusciranno ad avere il loro quarto d’ora di successo e qualcuno qualcosa di più. La passione di Florence per la musica è però reale e sincera, come la voglia di esibirsi.

Per chi ha già visto il film e vuole altri dettagli consiglio la recensione dell’Internazionale: Florence e il trionfo del mal canto di Daniele Cassandro

Bravissimi e meravigliosi gli attori. Alcune espressioni di Simon Helberg/McMoon, sì, quello che in The Big Bang Theory fa Howard Wolowitz, meritano da sole il biglietto.

Buona visione!

[film] Rogue One: A Star Wars Story

lunedì 26 dicembre 2016

Titolo: Rogue One: A Star Wars Story
Regia: Gareth Edwards
Soggetto: John Knoll, Gary Whitta
Sceneggiatura: Chris Weitz, Tony Gilroy
Effetti speciali: Neil Corbould, John Knoll
Altro: USA; 2016; 133 minuti; genere: fantascienza, azione; direzione del doppiaggio: Carlo Cosolo

Interpreti e personaggi:
Felicity Jones: Jyn Erso
Diego Luna: Cassian Andor

Fonte dati: Wikipedia e www.antoniogenna.net per il doppiaggio.

Voto: 7/10

Il film si colloca, nell’universo narrativo di Star Wars, fra Episodio III: La vendetta dei Sith e Episodio VI: Il ritorno dello Jedi. Nel film si racconta come i Ribelli siano venuti in possesso degli schemi di costruzione della Morte Nera e a conoscenza del suo punto debole. Non dico altro sulla trama perché con i dettagli si fa tutto il film.

Pur non essendo una trama con molte sorprese, con alcuni dialoghi non proprio entusiasmanti, il film è decisamente meglio de Il risveglio della Forza: non si ha la sensazione di un film girato tanto per continuare la saga e si inserisce bene nel ciclo narrativo.

Da notare gli effetti speciali. Il generale Wilhuff Tarkin, personaggio dell’Episodio IV Una nuova speranza, interpretato da Peter Cushing, è tutto un effetto speciale. L’attore infatti è morto nel 1994. Non si hanno notizie sui dettagli di come abbiano fatto, se non che l’attore reale dietro il volto è Guy Henry. Molte le critiche all’operazione: quanto è giusto far rivivere attori morti nei film? Una panoramica delle critiche su ilPost: Come hanno fatto a girare QUELLE scene di “Rogue One”? Io non posso dire nulla, che mi accorgo di certi dettagli solo alla ventesima volta che vedo un film, ma se non sapete che Cushing è morto non vi verrebbe mai in mente che il personaggio è stato sostituito da un effetto speciale. Al di là delle implicazione etiche un lavoro molto ben fatto.

Per chi non ha paura degli spoiler, o per chi ha già visto il film e vuole qualche chiarimento sulla trama: 10 risposte su “Rogue One”

Un appunto sul doppiaggio: Rogue Uno nel film non si può sentire. Uno scivolone che nel trailer è stato corretto.

Buona visione!

[libro] Servitevi da soli

giovedì 22 dicembre 2016

Autore: Paolo Longarini
Titolo: Servitevi da soli – Non vi sopporto ma ero pagato per farlo
Editore: Edizioni Efesto
Altro: ISBN: 9788899104955, I ed nov 2016, pag. 428, genere: narrativa contemporanea, umorismo, 15,00€

Voto: 7/10

Paolo Longarini è stato un commesso in un grande punto vendita di elettrodomestici della provincia di Rroma, quando un bel giorno lo hanno licenziato. Fino ad allora ci raccontava, quasi giornalmente, i suoi incontri con i clienti. Li romanzava, ci metteva del suo, aggiungeva pipponi introduttivi e poi li pubblicava sulla sua pagina di faccialibro. Racconti di varia umanità: gente scortese o piena di dignità, gentile o scorbutica, giovani e anziani, ladri che ci provano e mariti che cercano di farsi perdonare qualche stupidaggine. Un campionario di caratteri e figure ininterrotto, descritto in modo molto efficace con poche righe. E poi l’epilogo dell’aneddoto: netto, tagliente, spiazzante. Paolo trova quasi sempre l’ultima parola, mette il punto finale, salva la situazione.

Dopo il licenziamento Paolo ha cercato altri lavori. Ha lavorato per un negozio di cucine e, per una settimana, in un pornoshop. Ecco, di quella settimana non ci sono racconti sulla sua pagina faccialibresca. Ora è di nuovo disoccupato.

Quindi, se non siete lettori abituali della sua pagina, se volete sapere cosa è successo in quella settimana al pornoshop, se volete ringraziarlo per i suoi racconti, se volete regalare qualcosa di divertente a un amico, questo libro fa per voi. In tutti gli altri casi basta seguirlo giornalmente su faccialibro.

Unica pecca: non ci sarà la versione digitale, secondo me ottima per questo genere di iniziative, ma il Nostro è amante del profumo della carta, che ci volete fare?

Come difendersi dai cookie /2

lunedì 19 dicembre 2016

Qualcuno si è stancato degli avvisi dei cookie e ha deciso di toglierli dalla navigazione. Diciamo grazie a Daniel Kladnik con il suo I don’t care about cookies

(Il prossimo mese farò una piccola donazione. Fatelo anche voi se decidete di usare il suo add-on.)

[mostra] Real bodies

domenica 18 dicembre 2016

Sono andato a vedere Real bodies e l’ho trovata molto interessante. Si tratta di una via di mezzo fra una mostra artistica e un moderno museo di anatomia: sono esposti corpi veri trattati con la tecnica della plastinazione (i risultati sono migliori di quelli che si vedono su Wikipedia), selezionati e disposti in modo da far capire il funzionamento del corpo umano o con intento artistico.

Le stanze sono tante, non le ho contate, ma illustrano tutti gli aspetti anatomici del corpo umano e ci ho messo più di due ore a girarla tutta. Penso che per gli studenti di anatomia questa mostra sia di grande aiuto.

Do qui alcune avvertenze, suggerimenti e cose che secondo me si potevano migliorare.
1) La mostra non ha una sezione che spiega il metodo della plastinazione. Peccato davvero. Sulla guida in vendita alla cassa vi è solo una pagina. Non molto di più di quanto scritto su Wikipedia.
2) Non ho letto nulla sulla provenienza dei corpi e sono mostrati anche feti, risultati di aborti spontanei. Chi è sensibile al tema forse non dovrebbe andare.
3) Non prendete l’audioguida. Le targhe sulle bacheche sono più che sufficienti. Quando sono andato io c’era anche un medico col camice. Brancatelo e fate a lui le domande.
4) Nella sezione dedicata alla pelle, in alcuni orari ci sono persone vive che si appendono con dei ganci conficcati nella carne. Le targhette esposte dicono trattarsi di pratica antichissima e diffusa nel mondo. Non sono stato a vedere i particolari.
5) Costa tanto. Se prenotate on line preparatevi al salasso aggiuntivo di TicketOne: mostra 18,00€ + 1,50€ di prevendita + 3,00€ per aver usato il sito di ticket one + altri soldi se volete stamparvi il biglietto a casa (l’alternativa gratis e di farlo emettere alla cassa). Il sovrapprezzo minimo è del 25%. (In realtà i 3,00€ sono una tantum. Sono 3,00€ anche se comprate 10 biglietti.) Se andate sabato o domenica la prevendita è consigliata, anche se non ci sono più code chilometriche.

Per ora la mostra sarà aperta fino al 29 gennaio 2017. Circola voce di proroghe, visto il successo.

Voto: 7/10

Nondum matura est

sabato 10 dicembre 2016

Zar, il mio professore di matematica preferito, si racconta:

Nondum matura est

A me è rimasto un frattale in un occhio. Vado a toglierlo.

No, grazie /3

mercoledì 30 novembre 2016

Sul socialino sono venuto a sapere di questo articolo:

La ragione non ha taciuto
di Luigi Castaldi

ne sottolineo un paragrafo:

Il No ha ragione senza neppure dover entrare nel merito delle modifiche che questa riforma intende apportare alla Costituzione, e a entrarci ne acquista ulteriormente, perché è proprio nel merito che essa rivela quanto non fosse affatto necessaria, tanto meno urgente, rivelando che, a dispetto di quanto afferma chi l’ha scritta, non semplifica affatto il processo legislativo, né ne abbrevia i tempi, né riduce i costi della politica, se non in misura irrisoria, mentre invece di sicuro riduce il peso della sovranità popolare e cancella ogni distinzione tra potere esecutivo e potere legislativo.