[libro] I guardiani del destino

martedì 1 dicembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: I guardiani del destino e altri racconti
Editore: Fanucci
Altro: ISBN: 9788834717134; p. 274; 14,00€; genere: fantascienza, racconti; traduzioni di Maurizio Nati, Sandro Pergameno, Paolo Prezzavento

Voto: 8/10

Sette racconti di Philip K. Dick, uno più bello dell’altro. Se il tema è sempre lo stesso, il mondo che non è come ci appare, le declinazioni del tema sono invece dei piccoli capolavori di originalità e suspance. Da ogni racconto del volume sono stati tratti dei film con esiti non sempre all’altezza dell’originale, visto che un paio hanno vinto i Razzie Awards.

Segnalo che i racconti sono invecchiati bene in un modo tutto loro: in un ambiente futuro pieno di novità tecnologiche, si inseriscono la mentalità e le consuetudini degli anni Cinquanta e Sessanta, con le sigarette fumate in ogni dove, la moglie casalinga a casa, la carta carbone nella macchina da scrivere e le cabine telefoniche. La cosa non rende stonata la descrizione agli occhi di oggi, ma accentua ancora di più quella sensazione di mondo imprevedibile e pieno di sorprese in cui si muovono i personaggi.

Perché ho trascurato Philip K. Dick fino a oggi? Non lo so. Può un appassionato di fantascienza trascurare un simile faro per il genere? No. Eppure è successo. Ma non tutto è perduto. Ormai Dick mi ha conquistato definitivamente. Ho in programma di prendere l’opera omnia dei racconti e di leggere i suoi romanzi di maggiore successo. Mi sto attrezzando per attuare l’impresa attraverso la lettura della biografia scritta da Lawrence Sutin. A breve su questo blog.

Qui l’elenco dei racconti presenti nel volume:
Titolo originale, anno di pubblicazione, traduzione del titolo, film, anno del film.
The Adjustment team, 1954, I guardiani del destino, I guardiani del destino, 2011
The Golden Man, 1954, Next, Next, 2007
Paycheck, 2003, I labirinti della memoria, Paycheck, 2003
Impostor, 1953, Impostore, Impostor, 2002
Minority Report, 1956, Rapporto di minoranza, Minority Report, 2002
Second Variety, 1953, Modello Due, Screamers, Urla dallo spazio, 1995
We Can Remember it for your Wholesale, 1966, Ricordiamo per voi, Atto di Forza, 1990

Buona lettura!

La lettura di autori e autrici

giovedì 26 novembre 2020

È di questi giorni la polemica innescata da un tweet di Alessandro Laterza e allora mi sono fatto due conti in tasca e una mini riflessione.

In 10 anni ho letto 160 libri (a meno di errori per difetto). Il 71% libri di autori uomini. Il 24% autrici. Il 5% di autori e autrici.

Non ho mai rifiutato di leggere un libro a causa del genere dell’autore, semmai è avvenuto il contrario con la fantascienza, dove le donne sono poche e la mia curiosità mi ha spinto alla lettura. Ho sempre letto per curiosità, anche autori distanti dal mio sentire, come la Miriano e Fabio Volo, e ho letto per piacere. Non rinuncerei mai a questo criterio per adeguarmi a un femminismo di facciata. Non ho mai notato una differenza sostanziale fra i contenuti di autrici e autori. Ho notato invece, molto di più, chi scrive bene e chi meno. Non ho mai sentito l’esigenza di dividere la mia lettura secondo categorie di genere.

Tutto a posto? No. Non ho dati alla mano, ma secondo i miei amici, da una stima a occhio, le pubblicazioni rispecchiano molto le proporzioni di genere delle mie letture. La cosa è singolare, certo, ma non sorprende. Se le case editrici pubblicano per vendere – e il capitalismo è una questione di potere – e gli uomini sono la maggioranza nei posti chiave (nell’editoria, ma anche fuori), giocoforza questi equilibri si riflettono in quanto pubblicato. Le case editrici su questa stortura potrebbero fare qualcosa? Non lo so. Forse, ma forse anche no, visto il mercato non floridissimo dell’editoria e i pochi lettori italiani. Per cambiare le cose sono necessari investimenti e andare contro corrente non sempre è economicamente vantaggioso. Sicuramente i premi letterari potrebbero fare molto, questo sì. Un occhio di riguardo alla questione di genere potrebbe innescare un ciclo virtuoso.

Nota per i curiosi: La polemica inizia qui, passa da Giulia Blasi, è transitata da Mantellini ed è finita su Repubblica.

[libro] Illusione di potere

venerdì 20 novembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Illusione di potere (Now Wait for Last Year)
Editore: Fanucci (collana Tif Extra)
Altro: ISBN:9788834718698; 6,90€; p. 270; introduzione di Carlo Pagetti; traduzione di Maurizio Nati; genere: romanzo di fantascienza; I ed orig 1964; questa edizione: feb 2012

Voto: 8/10

“Stai aspettando che ritorni l’anno passato?”, chiede a Eric Sweetscent Gino Molinari a pagina 246; è esattamente il titolo originale dell’opera. Non è una battuta, ma quello che può succedere in questo strano mondo inventato da Dick. Siamo nel 2055, la Terra è governata da un piemontese, Gino Molinari, segretario delle Nazioni Unite, ma di fatto una specie di dittatore. La Terra è alleata con Lilistar, pianeta extrasolare abitato da alieni con le nostre stesse sembianze (abbiamo antenati comuni), contro i Reeg, simili a formiche. In questo mondo esiste una droga potentissima e straordinaria, la JJ-180, che fa spostare nel tempo, o meglio, sposta le persone che l’assumono in universi alternativi, in avanti, indietro, ma anche nel presente. Una allucinazione o un viaggio reale?

Nonostante Pagetti e altri commentatori vedano in questo mondo dickiano la descrizione delle parti andate in scena nella seconda guerra mondiale, con Molinari/Terra nelle vesti di Mussolini/Italia, Lilistar facente le parti della Germania nazista e i Reeg nel ruolo degli Alleati americani, in realtà il tema fantapolitico non è preponderante. Io lo metterei quasi ai margini del racconto, notando anche che questa similitudine in realtà è abbastanza approssimativa. Il tema è semmai il rapporto personale di Eric con la realtà e con la propria situazione familiare, offuscato e reso incerto e ambiguo dalla droga JJ-180. Il conflitto di Eric con la moglie Kathy è autobiografico ed è descritto in modo dettagliato, partecipato, sofferto, che arriva fino al finale. Il rapporto di Molinari con la droga e gli universi alternativi è guidato da pragmatismo politico, in bilico fra un altruistico senso di protezione dei terrestri e una egoistica sete di potere. Ma l’esistenza di mondi alternativi ci illude di avere un potere sulle nostre scelte: ogni possibilità è già contemplata, cosa importa cosa facciamo oggi? Ma soprattutto: fino a che punto possiamo negare ciò che siamo e sentiamo?

La fantascienza di Dick è insomma un pretesto per interrogarci sulle scelte che facciamo e su come siamo, siamo ben lontani dalla fantascienza di Clarke che indaga possibili scenari tecnologici.

Buona lettura!

PS: Per capire meglio l’autore consiglio questo video:

[libro] Terra e spazio (vol. 4/4)

giovedì 12 novembre 2020

Autore: Arthur C. Clarke
Titolo: Terra e spazio volume 4 (The Collected Stories)
Editore: Mondadori – Urania Collezione
Altro: prezzo 6,90€, p. 374, I edizione settembre 2019, I ed lingua originale 2000, genere: fantascienza, racconti, disponibile anche in epub.

Voto: 7/10

Termina qui la raccolta dei racconti di Clarke da parte di Urania. Qui quello che c’è da sapere.

Ancora una volta Clarke ci presenta in anticipo il futuro, con palloni aerostatici su Giove (si è pensato di farli per Venere) (Incontro con Medusa), il turismo spaziale (Gli anelli di Saturno), le vele solari (Vento solare) e la composizione automatica dei testi da parte di un computer (Il word processor a vapore).

Il livello medio dei racconti è migliorato e sono stati pochi quelli non di mio gusto. Segnalo oltre ai sopraccitati: Riunione e Il continuum del Filo, scritto con Stephen Baxter.

Sulla cura editoriale promessa nel primo volume invece qualcosa da dire l’avrei. Non sono titolato per dare un giudizio sulle traduzioni, ma qualche stonatura si nota. In questo volume abbiamo poi l’ordine non cronologico dei racconti e un errore di stompa rimasto in quarta di copertina (Saturano al posto di Saturno).

Comunque ogni appassionato del genere dovrebbe avere una copia di questa opera.

Buona lettura!

[libro] Tempo fuor di sesto

martedì 3 novembre 2020

Autore: Philip K. Dick
Titolo: Tempo fuor di sesto (Time Out of Joint)
Editore: Fanucci Editore
Altro: ISBN: 9788834709399; p. 264: genere: fantascienza; I ed. originale 1959; questa edizione: 2003; Introduzione a cura di Carlo Pagetti; postfazione di Francesca Guidotti; traduzione di Anna Martini

Voto: 8/10

L’introduzione di Pagetti e la postfazione della Guidotti danno così tanti spunti di riflessione e collegamenti letterari che si rimane quasi disorientati dalla densità di quest’opera. Disorientamento anche maggiore se si pensa alla banalità apparente del racconto: una tranquilla cittadina di provincia americana nel 1959. Si presenta la vita del protagonista, Ragle Gumm, e della sua famiglia, la sorella Margo, il cognato Vic e il nipote Sammy: i rapporti con i vicini, il lavoro in un supermercato, la vita borghese, il giornale lanciato sulla porta, il quiz a premi, i programmi televisivi alla sera, la vita famigliare. Le preoccupazioni dell’uomo medio: la guerra fredda con i sovietici, la crisi economica incombente, la paura degli UFO, i vicini di casa invadenti. Sembra ci sia ben poco da raccontare, ma qualcosa non torna. Alcuni dettagli rivelano un’altra realtà. Tempo fuor di sesto, il tempo scombinato, scardinato, è una citazione shakespeariana presente nel romanzo che l’editore ha voluto richiamare nel titolo. Sono paranoie o indicatori reali di un altro mondo?

Un altro mondo forse ingenuo come il primo, ma evocativo: la conquista del far west, l’espansione economica, il riassetto politico portato dalle conquiste tecnologiche e spaziali visto con grande innocenza.

Un concentrato di vita americana e di riferimenti culturali e letterari che i due curatori vi indicheranno con grande precisione e che se avete voglia potete approfondire partendo da questa bibliografia.

Con uno stile asciutto, essenziale, ogni frase ha un suo significato e un collegamento con quanto accade dopo, con un continuo cambio del punto di vista del narratore, reso nel modo meno evidente possibile, il ritmo narrativo si mantiene sostenuto. Non c’è tempo per distrarsi o interrompere la lettura.

Interessanti le recensioni altrui su anobii.

Penso che dovrò leggere altro di Dick, che le pecore elettriche e questo romanzo non bastano a colmare una mia grande lacuna in questo genere letterario.

Buona lettura!

[libro] L’occhio del sole

lunedì 26 ottobre 2020

Autori: Arthur C. Clarke – Stephen Baxter
Titolo: L’occhio del sole (Titolo originale: Sunstorm)
Editore: Editrice Nord
Altro: ISBN: 9788842914853; questa ed. 2007; I ed. originale 2005; 18.60€; p. 356; genere: romanzo fantascienza; Traduzione di Gianluigi Zuddas

Voto: 6/10

Per rallegrare le mie serate mi sono messo a leggere questo romanzo comprato a fine 2019 presso una piccola libreria che chiudeva. Il romanzo è del genere catastrofi nel futuro. In questo caso un futuro molto vicino, il 2042: il Sole, sobillato da una specie aliena che ci considera pericolosi senza mai averci frequentato, tenta di farci arrosto con una mega tempesta solare.

Riuscirà l’umanità a salvarsi? Cosa tenterà di fare per difendersi da un attacco superiore alle sue forze?

Il romanzo scorre bene nella lettura, ma lascia poco. I personaggi mi sembrano solo abbozzati, così come anche alcune relazioni fra di loro. Ci sono invece molti riferimenti (fanta)tecnici sulla fisica del Sole, le fasce di Van Allen, punti di Lagrange e cose simili. Non si sa quasi nulla su questi presunti alieni nemici. Non so se si rimanda a un seguito, ma qui la mancanza di informazioni rende tutto abbastanza nebuloso.

Molti refusi. Ma più che refusi un unico grande errore mai corretto: Luna, inteso come satellite della Terra, sempre scritto con l’iniziale minuscola e il Sole diventato un più modesto sole.

Buona lettura o buona passeggiata. Vedete voi.

Comizi altrui /7

giovedì 15 ottobre 2020

Louise Glück è la nuova Nobel per Letteratura 2020 e il mio letterato di riferimento mi guida alla sua scoperta:

la poesia che ci è sfuggita
di LoScorfano

[libro] Dante

mercoledì 14 ottobre 2020

Autore: Alessandro Barbero
Titolo: Dante
Editore: Gius, Laterza e figli
Altro: ISBN: 9788858141649; 20,00 €; p. 362; I ed. ottobre 2020; genere: saggistica, storia, biografia

Voto: 8/10

Biografia di Dante direi complementare a quella scritta da Marco Santagata, biografo che Barbero cita e conosce molto bene.

Il taglio di questa biografia è storico, e come potrebbe essere altrimenti, visto il lavoro di Barbero? I primi quattro capitoli, infatti, sono dedicati alla questione nobiliare degli Alighieri, della sua condizione sociale e nel far questo si inizia a esplorare il mondo medioevale dell’epoca. Si inizia con la battaglia di Campaldino: come era formato l’esercito, come si svolse e altri dettagli. Da qui si passa alla condizione economica e familiare degli Alighieri. Cosa voleva dire essere nobili al tempo? Cosa comportava? Chi erano gli antenati di Dante? Al quinto capitolo inizia la biografia vera e propria di Dante.

Come anche ribadito da Santagata, i dati su Dante sono scarsi e contraddittori. Spesso, in molte parti della sua vita, bisogna procedere per intuito, buon senso, spremendo ogni informazione dal più piccolo indizio, avendo sempre presente che le certezze sono poche. Molti indizi arrivano dai registri dei notai, poiché la famiglia di Dante era dedita a numerosi affari, di compravendita di terreni e case e prestiti di soldi a usura (cosa a quanto pare assai normale all’epoca).

Barbero poi è molto abile nel ricostruire il grande affresco della politica medievale dell’epoca. Le divisioni, le connessioni fra le famiglie, i cambi di partito, le alleanze e le inimicizie. Un groviglio inestricabile, pieno di contraddizioni, sete di potere, ma anche attenzione alla cultura, se, a quanto pare, Dante ebbe ospitalità anche per la sua statura intellettuale. Ammetto che molte pagine, con nomi e luoghi e intrecci, pur piacevoli alla lettura – Barbero è sempre bravissimo a raccontare – sono un po’ scivolate via nella mia memoria da lombrico.

A proposito della mia memoria da lombrico, ho dovuto rivedere alcuni dettagli della vita di Dante, cose che a scuola si danno per assodate o mancano, ma che lo storico pignolo colloca fra le opzioni possibili, se non improbabili, o rivela. Vi lascio alla lettura per scoprirli. (Queste informazioni erano anche nel libro di Santagata? E chi se lo ricorda?)

Segnalo che delle 362 pagine del libro, ben 89 sono dedicate alle note, alla bibliografia e all’indice dei nomi.

Buona lettura!

Comizi altrui /6

sabato 10 ottobre 2020

Oggi, mi dice Lacomizietta, è la giornata mondiale della salute mentale. Non so se LoScorfano lo sapeva, ma ieri ha scritto un pezzo sul tema delle depressione nella letteratura, in particolare in quella di Ottiero Ottieri. Lo trovate qui.

Ma c’è una poesia che LoScorfano cita e che mi è piaciuta molto, parla delle depressione, la malattia, e la riporto anche qui:

Apro finestre e porte –
Ma nulla non esce,
Non entra nessuno:
Inerte dentro,
Fuori l’aria è la pioggia.
Gocciole da un filo teso
Cadono tutte, a una scossa.

Apro l’anima e gli occhi –
Ma sguardo non esce,
Non entra pensiero:
Inerte dentro,
Fuori la vita è la morte.
Lacrime da un nervo teso
Cadono tutte, a una scossa.

Quello che fu non è più,
Ciò che verrà se n’andrà,
Ma non esce non entra
Sempre teso il presente –
Gocciole lacrime
A una scossa del tempo.

(Clemente Rebora)

[libro] Helgoland

martedì 6 ottobre 2020

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Helgoland
Editore: Adelphi
Altro: ISBN 9788845935053; p. 228; 15,00€; I ed 2020; genere: saggistica: fisica, filosofia; Piccola Biblioteca Adelphi 756

Voto: 9/10

Opera non facile, questa volta, e non per la parte in cui si parla di fisica, almeno per me, parte fra l’altro ridottissima. La parte difficile è dove l’autore cerca di trarre delle conclusioni filosofiche da quanto sappiamo della teoria dei quanti.

La realtà che pensavamo di conoscere è definitivamente svanita, nella nuova concezione di Rovelli. Cambia radicalmente il modo di vedere il mondo: da un mondo pieno di oggetti nella scatola dell’Universo, a un Universo pieno di oggetti che interagiscono. Le proprietà degli oggetti, il peso del vostro gatto, l’azzurro del cielo, l’elettrone nello schermo di un laboratorio, sono il risultato di queste interazioni fra oggetti. La realtà non è più l’oggetto, ma l’interazione fra gli oggetti. Se un oggetto non interagisce con nulla (o per lo meno, direttamente o meno, con noi), di questo oggetto non possiamo dire nulla. Al massimo possiamo fare qualche previsione probabilistica, ma nulla di più. In questo modo alcuni dei paradossi della fisica quantistica (il gatto di Schrödinger, l’esperimento dell’elettrone e la doppia fenditura e altro ancora) sono chiaramente spiegabili con la mancanza di interazione, prima, e poi la successiva interazione.

Ok, ci ho provato, ma non credo di esserci riuscito. Rovelli impiega molte più pagine ed è molto più chiaro.

Il pensiero di Rovelli si inserisce nella scia del pensiero filosofico di Mach e altri, anche di autori orientali come Nagarjuna; l’autore spazia parecchio, arrivando a citare Lenin e Bogdanov.

Non mancano le esperienze e le sensazioni personali.

Curiosità: scopro che Mach, oltre che fisico, è stato anche filosofo e quasi neuroscienziato. E che Schrödinger era un donnaiolo impenitente, persino più di Einstein.

Per sapere il perché del titolo, però, dovrete leggerlo. Almeno la quarta di copertina.

Buona lettura!