[libro] Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone

domenica 30 giugno 2019

Autore: Maurizio De Giovanni
Titolo: Gelo per i Bastardi di Pizzofalcone
Editore: Einaudi – Stile Libero Big
Altro: ISBN 9788806222291; p. 322; 19,00 €; genere: giallo

Voto: 8/10

Il romanzo è il quarto di una serie, quindi i personaggi principali, la squadra del commissariato di Pizzofalcone, avranno avuto uno sviluppo prima e ne avranno uno dopo. La cosa qui non pare ostacolare la comprensione della trama e i dettagli svelati sui poliziotti danno un quadro abbastanza esaustivo del carattere e delle relazioni fra loro.

I Bastardi di Pizzofalcone è una squadra di ripiego, messa in piedi per non chiudere un posto di presidio e con componenti di scarto di altri commissariati. I colleghi precedenti sono tutti finiti nei guai per traffico di droga (da cui l’appellativo di Bastardi) e il fatto ha segnato anche il luogo, tanto che la nuova squadra ancora non si è liberata dall’appellativo, che continua a circolare ufficiosamente fra i colleghi.

Due indagini parallele, una “minore” e un duplice omicidio. Non è difficile capire lo sviluppo delle indagini, ma nonostante tutto la trama tiene e la voglia di continuare, di sapere i dettagli, rimane.

Lo stile di De Giovanni non a tutti piace, ma ha un suo perché. Vale la pena almeno provarlo.

Buona lettura!

[libro] Crociera nell’infinito

sabato 15 giugno 2019

Autore: Alfred E. Van Vogt
Titolo: Crociera nell’infinito (The Voyage of the SPace Beagle)
Editore: Mondadori – Urania Classici n. 22
Altro: Ed. Gen 1979; p. 224; I ed. orig.: 1952; traduzione di Sergio Sué; Serie Classici Urania a cura di C. Fruttero e F. Lucentini; genere: fantascienza

Voto: 6/10

È un tipo di fantascienza che è invecchiata male, ma è anche il tipo di fantascienza che ha dato idee a Star Trek e ad Alien, se non direttamente, almeno idealmente.

Il romanzo, che ha per oggetto l’esplorazione scientifica e spaziale dell’Universo, si ispira alla relazione di Charles Darwin, Viaggio di un naturalista intorno al mondo, che il naturalista pubblicò nel 1839 al ritorno dalla sua seconda missione scientifica. È composto da quattro racconti usciti fra il 1939 e il 1943 e presentati al pubblico in modo unitario nel 1952 col titolo Mission: Interplanetary.

L’astronave Argus è in missione scientifica nell’Universo, anche al di fuori della nostra Via Lattea, con un equipaggio misto, civili (scienziati) e militari. A bordo c’è Grosvenor, un connettivista, un nuovo tipo di scienziato che ha il compito di connettere i vari campi del sapere presenti nell’astronave. Le sue conoscenze e abilità avranno un ruolo fondamentale nell’esplorazione spaziale, portandolo al limite dei principi etici della scienza: fino a che punto dovrà spingersi Grosvenor quando varie entità aliene minacceranno l’astronave o la vita stessa della nostra galassia? E soprattutto, cosa potrà mai andare storto portando sulla Argus un essere alieno, bello grosso e molto probabilmente senziente, senza nessun tipo di precauzione?

Buona lettura!

[libro] Click here to kill everybody

giovedì 30 maggio 2019

Autore: Bruce Schneier
Titolo: Click here to kill everybody – Security and Survival in a Hyper-connected Word
Editore: W. W. Norton & Company
Altro: ISBN: 9780393608885, 322 p., 27,95$, genere: saggio

Voto: 10/10

Avete presente l’internet delle cose? Quello che gli americani chiamano IoT, Internet of Things. Il termostato che si comanda dal cellulare, il pacemaker che manda le pulsazioni al vostro medico, l’auto che aggiorna il suo software via internet. Ebbene, tutte quelle cose vengono sviluppate e vendute, oggi, senza pensare minimamente al fatto che possono essere sabotate e usate contro altri. L’ultimo esempio è una serratura che non chiude affatto. Voi direte: e cosa mi importa, tanto ho ancora la serratura del 1915. Beh, sì, finché si tratta di termostati o serrature di casa la cosa non è un grosso problema. Ma Schneier ci avvisa che questi oggetti connessi al resto del mondo sono ovunque e riguardano anche cose molto sensibili: impianti industriali, centrali elettriche, acquedotti, auto, aerei, apparecchiature medicali salvavita. Là fuori ogni cosa è connessa e domani lo sarà sempre di più. È ora di pensare alla sicurezza di questi oggetti. Oggi, per vari motivi che Schneier vi illustrerà nei dettagli, questo aspetto è molto sottovalutato se non addirittura assente. Clicca qui per uccidere tutti è un’iperbole che potrebbe diventare realtà in un futuro molto vicino.

Cosa propone Schneier? Una cosa molto semplice: che questo tema entri nell’agenda politica del suo paese, di ogni paese. Che la politica incentivi, attraverso le leggi, la cura della sicurezza informatica, che incentivi la scoperta e la correzione dei bug dei software, l’uso della crittografia, dei protocolli di rete ben progettati, che incentivi la ricerca tecnologica. Cosa fa la politica oggi? L’esatto opposto: chiede di introdurre backdoor nei software, di eliminare la crittografia per favorire le indagini, mancano organi governativi che si occupino di incentivare la riservatezza dei dati e la loro messa in sicurezza. Con qualche eccezione: Schneier loda molto il nostro GDPR, la nuova normativa europea sulla privacy e si augura che abbia effetti anche nel suo paese.

Pur descrivendo un quadro desolante e una mancanza di lungimiranza generale molto sconfortante, Schneier è ottimista. Dice che quando queste IoT inizieranno a uccidere persone, con qualche incidente, la politica sarà costretta a muoversi. Che qualcuno, nel mondo, si muoverà prima degli USA e questo innescherà un processo virtuoso.

Io sono un inguaribile pessimista. Penso che prima o poi qualcuno avrà la bella idea di installare un termostato in una base missilistica nucleare, connesso alla rete di controllo dei missili e un altro qualcuno, pensando di spegnere il riscaldamento di un amico, inizierà la terza guerra nucleare. La buona notizia è che sarà l’ultima. Ci estingueremo così. Semplice selezione naturale.

[libro] Ci sono luoghi al mondo dove più delle regole è importante la gentilezza

sabato 25 maggio 2019

Autore: Carlo Rovelli
Titolo: Ci sono luoghi al mondo dove più delle regole è importante la gentilezza – Articoli per i giornali
Editore: Corriere della Sera (RCS)
Altro: ISBN 978882800901, I ed. 2018, p. 286, 17,50€

Voto: 8/10

In questo volume Carlo Rovelli, noto fisico italiano che ovviamente insegna a Marsiglia, raccoglie alcuni articoli che sono usciti sul Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, La Repubblica e altrove. I temi sono vari: si va dalla politica alla religione, dalla filosofia della scienza ai suoi viaggi. C’è un po’ di tutto. (Molti degli articoli li potete rintracciare ancora sul web.) Ovviamente i pezzi più interessanti sono quelli che riguardano la scienza (vari gli articoli sui buchi neri), ma anche quelli che riguardano la filosofia danno molti spunti di riflessione.

Io mi sono trovato in sintonia su quasi tutto, come mi capita spesso con i fisici, ma la cosa riguarda solo me. A voi dico che dai suoi scritti traspare una grande sensibilità umana e una grande curiosità verso il mondo che si traducono in una continua capacità di mettersi in discussione e farsi domande, senza rinunciare all’affidabilità (non alle “certezze scientifiche”, distinguo importante che spiega in un articolo) delle conoscenze scientifiche attuali.

Lettura facile, snella, ideale per avere un punto di vista piuttosto inusuale nel panorama culturale italiano. Non sono tanti gli scienziati che scrivono sui giornali su temi anche non scientifici.

Due righe sul titolo: non l’ha scelto l’editore, ma l’autore. Non mi piace affatto, troppo verboso. Il libro è stato presentato su Radio3 Scienza.

Buona lettura!

De gustibus /29

domenica 19 maggio 2019

Colazione de Lacomizietta: grosso panino con prosciutto crudo e marmellata ai frutti di bosco.

[libro] Il cittadino Sandro Pertini

sabato 18 maggio 2019

Autore: Raffello Uboldi
Titolo: Il cittadino Sandro Pertini – Storia del Presidente di tutti gli italiani
Editore: Rizzoli
Altro: I ed 1982, 208 pagine, 9,00€ (usato)

Voto: 7/10

Sono abbastanza vecchio per ricordarmi di Pertini come Presidente della Repubblica. Me lo ricordo come uno di famiglia, una specie di nonno putativo. Si muoveva fuori dagli schemi, amava i giovani e i ragazzi, li lasciava parlare, rispondeva alle loro domande. Questa cosa mi colpiva molto. Era sempre presente nei momenti difficili della vita pubblica, non aveva paura di dire quello che tutti pensavano. In casa era una specie di leggenda.

Il libro in questione uscì che Pertini non solo era ancora vivo, ma ancora Presidente della Repubblica.

Il racconto della biografia inizia dall’infanzia a Stella, in Liguria, con gli studi dai salesiani e il ginnasio. L’infanzia e l’adolescenza felice terminano bruscamente: Pertini, pur aderendo già all’ideologia socialista, neutralista e non interventista, è obbligato a partecipare alla prima guerra mondiale. Non si tira indietro di fronte ai suoi doveri e riuscirà a tornare con una medaglia d’argento non consegnata perché “pericoloso sovversivo socialista”. (Gli sarà data una volta salito al Quirinale.) Peccato che lui, sovversivo socialista, abbia fatto molto di più per la Patria e la guerra, di molti altri amici e colleghi “interventisti”.

All’inizio degli anni ’20, con la nascita del fascismo, Pertini trova immediatamente la sua posizione: antifascista intransigente. Senza risparmiare forze, soldi e intelligenza, la sua attività di antifascista non si interrompe mai, nemmeno quando è in carcere o al confino. La sua ultima condanna per la sua attività politica è del 1929, uscirà dal carcere nel 1943 e rischierà, di nuovo, di venire fucilato dai nazisti nel 1944. Riesce a fuggire rocambolescamente a questa condanna e continua la sua attività partigiana nel CLNAI, a Milano.

È raccontato il suo incontro con Mussolini, il 25 aprile del 1944. (Si nota, nel racconto della fine del fascismo, la mancanza della fucilazione del duce, condanna firmata, fra gli altri, da Pertini.)

E poi la sua carriera nella Repubblica fino alla sua elezione di Presidente del 1978.

Una persona integerrima, sempre attiva, di grande rigore morale, di incrollabile fede politica, di grande sensibilità umana, passionale.

Segnalo che la prosa, pur essendo del 1981, è datata. Qualche refuso. Sono citati molti nomi storici (Nenni, Amendola, Longo, eccetera) che avrebbero bisogno di una mini biografia a parte. Nonostante questo la lettura è un ottimo modo per ripassare la storia del fascismo e alcuni eventi dalla prima e seconda guerra mondiale; ci sono inoltre molte curiosità. Gli ultimi due capitoli, più vicini al presente dell’autore, sono infarciti di fatti e nomi che oggi non dicono nulla, molto incentrati sulle questioni dell’epoca. Impressiona, a distanza di anni, la paura e la gravità del terrorismo rosso e nero, la paura per la guerra fredda e la droga.

Un libro a tratti non facile, ma di sicuro impatto emotivo e storicamente utile. Da leggere per non dimenticare, specie in questi tempi.

Ecco perché noi anziani guardiamo fiduciosi ai giovani e quindi al domani del popolo italiano. Ad essi vogliamo consegnare intatto il patrimonio politico e morale della Resistenza, perché lo custodiscano e non vada disperso: alle loro valide mani affidiamo la bandiera della libertà e della giustizia sociale perché la portino sempre più avanti e sempre più in alto. Viva la Resistenza!

Camera dei Deputati, 23 aprile 1970″ (cit.)

Fondazione Sandro Pertini, per i documenti. Su facebook per le iniziative della fondazione.

Giornalismo pessimo

venerdì 3 maggio 2019

Dove si racconta un esempio di pessimo giornalismo:

Perché lunedì su Regeni l’aula della Camera era vuota
di Ivan Scalfarotto su IlPost

74 anni di Resistenza / La storia

venerdì 26 aprile 2019

Alessandro Barbero risponde a due domande sulla Resistenza:
1) La Resistenza fu determinante dal punto di vista militare alla liberazione dell’Italia?
2) Chi erano i partigiani?

E anche “l’attentato di via Rasella spiegato bene”:

74 anni di Resistenza

giovedì 25 aprile 2019

Simboli

martedì 16 aprile 2019

Non so nulla della cattedrale di Notre-Dame perché sono un ignorante di arte.

La visitai nel 1988 e ricordo solo la sua magnificenza e la sua bellezza, anche se questa impressione non è legata a un ricordo particolare.

Eppure, questa mattina, mi veniva da piangere nel vedere le immagini dell’incendio. Perché Notre-Dame è un monumento che rappresenta un’epoca storica (il Medioevo), una corrente artistica (il Gotico) e una città (Parigi). È un simbolo, come il Duomo di Milano o la Torre di Pisa, e, quando questi simboli non ci sono più o vengono danneggiati, un pezzo di noi muore, viene ferito. Una ferita simbolica, ma sempre di una ferita si tratta.