Come organizzare una campagna “contro”

Beppe Grillo non ha bisogno di difensori, ma è interessante vedere come si organizza una campagna “contro” qualcuno.

Ci sono molti articoli in rete “contro” Grillo, ne cito solo uno, anche perché molti di voi sapranno usare Google meglio di me:

http://www.disinformazione.it/beppe_grillo.htm

Non hanno mai avuto una grande fortuna, anche perché il vento “pro” Grillo è numericamente molto più forte.

Gli unici che possono scalfire la sua immagine sono i grandi operatori dei media. Ci hanno provato i TG, ma ormai credo nessuno più prende sul serio i TG. Qualche residuo di credibilità l’hanno ancora i grandi giornali: Repubblica e il Corriere.

Per ora ci prova Repubblica. Mi aspetto che ci provi anche il Corriere prima del 25 Aprile.

Vediamo come:
L’intervista mai fatta a Beppe Grillo
Prontamente ripreso dalla redazione, sia mai che il post sia sfuggito a qualcuno:
Piovono rane su Grillo
E oggi in prima pagina su Repubblica.

Cosa è successo? Grillo ha rifiutato un’intervista a Gilioli. Forse lo ha anche trattato male. A un giornalista quante volte capita di ricevere due di picche dai personaggi famosi? Non sono giornalista, ma immagino che la cosa sia molto frequente, specialmente se l’intervistato non ha bisogno di pubblicità, soldi e l’intervista non è a suo favore. Di solito, se il giornalista ci tiene, non si brucia una probabile intervista dando del megalomane al potenziale intervistato. Ma a Gilioli l’intervista evidentemente non serviva:

“Primo, Grillo ha una paura fottuta del confronto. […]

Secondo: Grillo ha una strategia di comunicazione basata sul vittimismo da censura. […]

Terzo: Grillo con ogni probabilità usa così tanto Internet – e detesta così tanto i giornali – proprio perché il blog gli consente questo non-confrontarsi, questo non-dibattere. […]”

Vi sembrano le parole di uno che ricerca un’intervista con Grillo?

E le accuse vi sembrano fondate?

Vediamo.

Grillo è un comico, un personaggio dello spettacolo, che vive con i suoi libri, video e spettacoli a teatro. Non è per nulla amato dai media tradizionali, anche perché ne parla spesso male. Grillo non è un politico. Molti vorrebbero che lo fosse, ma non lo è. Non è tenuto a nessun confronto e a nessun dialogo, se non quello che gli suggerisce la sua coscienza. La sua unica misura, semmai, sembra essere il suo tornaconto in termine di spettacolo. Si può biasimare perché fa il suo lavoro?

La strategia di comunicazione di Grillo non è il vittimismo da censura. Anche perché l’unica censura Grillo l’ha in casa, non certo all’estero. La strategia semmai è quella della “scossa mediatica”, della liberazione catartica (V-day). Non si può certo dire che gli venga male.

E’ vero che Grillo non risponde mai ai commenti del suo blog. (Nessuno è tenuto a farlo.) Potreste farlo voi con 2000 commenti/die di media di cui il 90% è fuori tema? Senza contare le mail che riceverà. In realtà, dai suoi post, si desume che legge quello che riceve, tanto che spesso quanto ricevuto diventa il tema per un post o per un intero libro. Vi sembra che sia l’atteggiamento di uno che non dialoga e non risponde?

Ultima considerazione: se Grillo è considerato un paladino della Verità e il salvatore della Patria non è certo colpa sua. In tutti gli spettacoli che ho visto, Grillo, proprio all’inizio, prende in giro il suo pubblico: “se venite qui per avere delle risposte da me, siete alla canna del gas!” (cito a memoria). Inoltre si è sempre definito un comico. Più chiaro di così…

ilcomiziante

Aggiornamento:

Ho segnalato il mio post a Grillo (privatamente). Poco dopo mi sono visto inserire d’ufficio nei commenti dei blog di kataweb da me segnalati. Non sono stato io, ovviamente. Considerando che ho avevo 10 lettori che mai scriverebbero un commento su un blog (o forse mi sbagliavo?) la cosa si fa interessante. Ho già 50 visite e un commento da una persona che non conosco.

State attenti, che se divento famoso come Grillo, poi fondo un partito! :-)

Aggiornamento 22.1.08:

Si impara sempre qualcosa. Il link al mio articolo nel blog di Gilioli è stato messo automaticamente. Per sapere come, cercate informazioni su pingback e trackback.

Aggiornamento 4.2.2008:

Gilioli pubblica la lettera di un “Grillino”.

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8 Risposte to “Come organizzare una campagna “contro””

  1. GG Says:

    il fatto è che chi si lamenta dicendo “nessuno parla di me” non ci fa una bella figura quando dice a chi è pronto ad ascoltare le sue risposte “no, con te no”
    dici che non parlano di te e, quando vogliono parlare CON te, rispondi piccato di no perché tu sei “un monologhista” e non vuoi il contraddittorio
    peccato che l’unico strumento di vera democrazia sia proprio il contraddittorio che grillo teme così tanto….vederglielo evitare a tutti i costi fa inevitabilmente pensare che ci sia qualcosa che non torna tra quello che predica e quello che mette in pratica e che la sua immagine abbia precedenza sulla sostanza di ciò che dice di portare avanti
    tutto qua ;-)

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  2. ilcomizietto Says:

    Non ho detto che Grillo ha fatto una bella figura, anche se non abbiamo la versione di Grillo, per ora, e non mi risulta che il contraddittorio sia obbligatorio. Oguno fa come crede e si gestisce le conseguenze.

    Il tema del post era un altro, se leggi bene.

    ilcomiziante

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  3. Monica Says:

    Beh! Ho conosciuto questo tuo blog grazie ad un surfing impazzito tra i link visibili nelle “campagne contro” (Grillo, ovviamente) che stanno fioccando in questi giorni…
    La gente sta impazzendo e ne dice di tutti i colori, a volte perdendo di vista le vere motivazioni e i veri problemi che ci fanno stare davanti a questa “nuova scatola” e a questi cubettini di plastica su cui si fanno frottare le dita…
    Siamo alla ricerca spasmodica di notizie, vere e di un punto da dove cominciare.
    Io di sicuro insieme a tanti altri.
    Trovo che comunque il fenomeno campagne contro sia positivo…se cominciano a muoversi, o a “smuoversi” con un certo senso di fastidio vuol dire che la strada è davvero quella giusta.
    Era l’ora.
    Sono due giorni che leggo i post sul blog di Gilioli ed è anche divertente guardare tutta ‘sta Umanità che si scompone e s’infiamma, se solo imparassimo ad unire le forze, invece di accapigliarci tra noi. I problemi sono gli stessi per tutti…nessun colore è escluso, o ne è congenitamente immune…che cecità.
    Comunque sono un’ottimista e le cose cambieranno, forse non sarà proprio una passeggiata, ma le cose cambieranno.

    Ho girato un pò sul tuo blog…alla fine ho messo un bel bookmark e tornerò a trovarti, è piacevole davvero leggere i tuoi pensieri.

    Un bacio alla tua bimba filosofa, è stato eccezionale leggere quel post.
    Io di “bimbi” ne ho tre, tutti maschi…uno di diciotto anni bellissimo (ma che mi fa tribolare non poco con la sua testa matta), uno di sedici davvero coraggioso e di una bontà unica e uno di soli sette, il saggio.

    A presto!

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  4. manfredi Says:

    Per la verità, non mi è molto chiaro la tua “difesa” (chiamiamola così) di Grillo. Il fatto che lui cerchi di imporre al giornalista prima un monologo, poi le domande scritte e infine un bel NO!, beh, è una cosa squallida. La cosa veramente divertente, piuttosto, è che si cerchi di trovare una diversità in Grillo che dia legittimità morale al suo atteggiamento (“Lui non è un politico, quindi ha tutto il diritto di non rispondere…” Ma siamo matti? Certo che ha diritto di non rispondere! Ma non ha diritto di imporre al giornalista l’articolo o di pretendere – non chiedere, ma pretendere – le domande scritte… Perché a quel punto il giornalista ha tutto il diritto – lui sì – di mandare al diavolo l’intervistato mancato e di dirlo ai quattro venti, come è successo tante altre volte per tanti altri personaggi, politici e no).

    Le considerazioni di Gilioli, poi, sono successive alla telefonata con Grillo che ha chiuso la questione. Non gli ha mica dato del megalomane! Leggi bene le domande, quelle vere che gli aveva spedito, che mi sembrano tutt’altro che aggressive. Anzi, direi legittime.

    Ma poi spiegami: gli intervistatori devono sempre sorridere all’intervistato?

    E ti assicuro che, pur essendo giornalista e avendo pure difeso Grillo e le sue iniziative, ha fatto la figura della primadonna stizzita.
    ciao
    Manfredi

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  5. ilcomizietto Says:

    @ manfredi:
    Non e’ una difesa di Grillo e non ho detto che Grillo ci ha fatto una bella figura. (Tenendo conto che abbiamo solo la versione Gilioli.)

    Non credo che le interviste si possano “pretendere”. Uno le chiede e se non le ottiene ci riprova. Il Grillo di turno si gestirà il suo ritorno di immagine per questi eventi. Non è il primo, né l’ultimo, che concede interviste col contagoccie.

    Le domande scritte stavano bene anche all’intervistatore, altrimenti non gliel’avrebbe date.

    Dal punto di vista del giornalista, non mi sembra una buona idea attaccare chi non concede interviste. Se continua così, i potenziali intervistati appena sentono il nome di Gilioli si danno per dispersi. :-)

    Parlavo di come si organizzano le campagne contro un personaggio famoso.

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  6. Claudio Says:

    Tu hai mai assistito ad un confronto tra Grillo e qualcun altro che sia in contrasto con lui. Io no.
    Attendo di poterlo vedere o leggere in un confronto aperto con qualcuno che non la pensi come lui.
    Troppo facile vivere di editti e denunce.

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  7. ilcomizietto Says:

    @Claudio
    Scusa il ritardo, ma il sistema antispam di wordpress ti aveva messo nel cestino. Per fortuna che me ne sono accorto!

    Quello che dice Grillo possiamo valutarlo anche da soli, senza contradditorio. Di solito dice cose verosimili e documentate, altre volte no. Questa non è una scusa per imbastire compagne contro di lui basandosi su cose inconsistenti come il suo carattere. (Mi ripeto: abbiamo solo la versione Gilioli)

    Poi lo ribadisco fino alla nausea: Grillo è un uomo di spettacolo. Non è da lui che dobbiamo pretendere contraddittori!

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  8. P2 « Ilcomizietto - blog Says:

    […] direzione, ovvero dà (o chiede) informazioni rilevanti, è ostacolato con la burocrazia, con attacchi personali, con l’oblio. Non può essere contrastato nel merito dei fatti, perché altrimenti si palesa […]

    "Mi piace"

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