Gazzetta Ufficiale

La  Gazzetta Ufficiale e tutte le pubblicazioni analoghe sono nostre. Sono pagate con i soldi delle nostre tasse, servono alla nostra vista sociale. Dovrebbero essere accessibili e facilmente consultabili (e anche di facile comprensione, ma non esageriamo).

Allora vado nel sito della Gazzetta Ufficiale:

http://www.gazzettaufficiale.it/

E leggo:

“Avvertenza: Siete nella versione gratuita della Gazzetta Ufficiale italiana disponibile per l’informazione al pubblico. L’accesso all’archivio completo delle Banche Dati della G.U. denominato GURITEL, è disponibile in due modalità:
quella gratuita in cui siete entrati e quella a pagamento che richiede la sottoscrizione di un abbonamento; alla pagina “abbonamento telematico” è possibile reperire il modulo e le informazioni utili a tale scopo.
se siete un utente privato potete inviare direttamente la vostra richiesta all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato;
se siete una pubblica amministrazione le specifiche per la richiesta sono presenti sempre nel menù “abbonamento telematico – Richiesta Accesso P.A.”.

Ricordiamo che l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in casi di discordanza. La riproduzione dei testi forniti nel formato elettronico è consentita purché venga menzionata la fonte, il carattere non autentico e gratuito

Si impara poi che le ultime 60 G.U. sono gratis, le altre sono a pagamento. La copia che scarichi sotto forma di file non è autentica. Non parlo di quelle del 1908 (ma ci saranno a pagamento?), ma quelle di questo mese. Proprio così: scrivono la gazzetta con i caratteri mobili, quelli in piombo di Gutemberg, poi la scansionano, usano un programma di OCR – che come tutti sanno è fallace – e generano un file in formato pdf. Solo così si spiega la possibilità di discrepanza fra il file e il testo stampato dall’I.P.Z.S., e ovviamente il testo stampato ha la precedenza. Nel frattempo hanno inventato la firma digitale, la marca temporale digitale e la stampa digitale. Ma vuoi mettere sporcarsi le mani con l’inchiostro e i caratteri in piombo? E il divertimento con lo scanner e i programmi di OCR?

Per fortuna al comune di Jesi le tecnologie dell’informatica sono arrivate in tempo. Dal 1998 in poi potrete consultare la vostra G.U. gratuitamente. (Le scaricano quando ancora sono gratuite e poi le lasciano disponibili sul loro sito. Ancora non hanno pensato di metterci il divieto di ridistribuzione e alla Zecca dello Stato non se ne sono accorti.)

ilcomiziante

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