Comunicati stampa tranquillizzanti

Leggo su Repubblica:

Cagliari e Verona le città più verdi – In calo smog e polveri sottili

“Smog e auto. Dati positivi anche per lo smog: le emissioni totali di polveri sottili (PM10) diminuiscono in tutte le città rispetto al 2000, dal -4% di Taranto al -67% di Brescia.

Poiché feci una tesi proprio su questo tema (le PTS nel lodigiano), indago. Prendo in esame il caso di Brescia e, a naso, scommetto che c’è qualcosa che non quadra.

Per prima cosa vado alla fonte della notizia:

Agenzia per la protezione dell’ambiente e i servizi tecnici (APAT)
Comunicato Stampa
Tabelle – IV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano
IV Rapporto sulla Qualità dell’Ambiente Urbano

E qui iniziano le sorprese:

Nel comunicato stampa:

Le emissioni totali di PM10 diminuiscono in tutte le città rispetto al 2000, dal –4% di Taranto al –67% di Brescia. In particolare, il contributo del settore “trasporti su strada”, pur rimanendo la principale fonte di emissioni nella maggior parte delle città, ha registrato decrementi significativi: dal 29% di Prato all’82% di Brescia.”

Il dato è ripreso dalle tabelle pubblicate, ma non compare nel rapporto completo. Nel rapporto completo manca completamente qualsiasi valutazione delle emissioni totali. Ci sono solo i rapporti percentuali delle varie fonti sul totale.

Magari il dato era inserito nel rapporto precedente. Vado a vedere. A pagina 46 un grafico illeggibile lascia intuire che il calo nelle emissioni di PM10 a Brescia sia in atto dal 1995, ma la valutazione si ferma al 2003. (Nota a margine: il rapporto è passato da 798 a 174 pagine.) Rimane il buco dal 2004 al 2005.

Diamo per vero il dato del comunicato stampa. La conseguenza logica sarebbe il miglioramento della qualità dell’aria bresciana per quanto riguarda l’inquinante PM10, ma così non è.

Dal rapporto dell’anno passato (p. 61) si vede come, a Brescia, sono in aumento i numeri di giorni in cui viene superata la concentrazione massima giornaliera consentita dalla legge. Si passa dai 40 giorni del 2000 ai 150 del 2005 (stima fatta dalla lettura del grafico). Per legge, questi giorni sciagurati non dovrebbero essere più di 35. Per quanto riguarda la concentrazione media annua (p. 58) si passa dai 45 microgrammi per metro cubo del 2001 ai 50 microgrammi per metro cubo del 2005, con un picco di 55 microgrammi per metro cubo del 2003 (stima fatta dalla lettura del grafico). La legge dice che il valore medio annuo non deve superare i 40 microgrammi per metro cubo. Praticamente dal 2001 i bresciani respirano PM10 ben sopra la soglia di legge.

E l’ultimo rapporto che dice? A Brescia nel 2006 (p. 69) i giorni in cui si supera la concentrazione massima giornaliera sono diventati 175 (circa il 15% in più rispetto al 2005). E la media annua? Sul rapporto dell’APAT del 2007 non l’ho trovata, ma c’è sul sito dell’ARPA della Regione lombardia: nel 2006 la media annua della concentrazione del PM10 a Brescia oscilla dai 41 ai 50 microgrammi per metro cubo (p. 42), a seconda delle centraline prese in considerazione. Ricordate? Il limite massimo, per legge, è 40 microgrammi per metro cubo.

Insomma, è diminuita l’emissione di PM10 nell’aria bresciana, ma, per quanto riguarda il PM10, la qualità dell’aria non è migliorata ed è oltre ogni limite di legge. Incredibile, vero?

Ho esaminato solo il caso di Brescia, solo i PM10, e ho solo consultato documenti del governo e dell’ARPA Lombardia. La realtà è sicuramente più complessa, ma il comunicato stampa dell’APAT lascia perplessi.

In questo periodo si parla molto degli inceneritori e a Brescia ce n’è uno che fa molto discutere. Si discute molto anche di polveri e nanopolveri (parola assente nel rapporto APAT), e i comunicati stampa sembrano fatti apposta per tranquillizzare. Ma c’è poco da star tranquilli. Basta leggersi il rapporto: la maggior parte delle città non rispetta i limiti di legge dei PM10 e di molti altri inquinanti.

Respirate piano senza far rumore.

ilcomiziante

Modificato il 12.03.2008 h 21.20

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