Banche armate

Tutto perfettamente legale e legittimo.
Tutto perfettamente criminale.
Sto parlando della costruzione e dell’esportazione delle armi. Poiché noi “consumiamo” poche armi, ma ne produciamo molte, e poiché ci sono tanti Stati da aiutare ad uccidere meglio e più in fretta, noi le esportiamo. Per esportarle bisogna avere la complicità di una banca. E volete che una banca dica no al denaro che passerà sui suoi conti?

Qualcuno, preso da un raptus di realismo, obietterà che gli Stati Buoni si devono difendere dagli Stati Cattivi. Le banche e i produttori, invece, sono più realisti del re e sanno che gli Stati Cattivi pagano come quelli Buoni. Per cui nessun problema per Cina, Pakistan e Iraq, noti paesi tranquilli e democratici.

Tutte queste informazioni, e tante altre, le abbiamo grazie ad una legge, la 185/90, che obbliga il Governo a fare una relazione annuale sull’esportazione italiana di armi. Una legge fastidiosa, perché se un correntista venisse a sapere che la propria banca finanzia l’export di armi non sarebbe molto felice. Una legge minacciata da destra e sinistra, ma che alcuni rompiscatole (i famigerati kattokomunisti) sono riusciti a salvare, sebbene zoppicante. (Manca, tra l’altro, un rapporto sull’export delle armi leggere.)

Tutti i link che vi servono sono qui:

Banche Armate

Banche Armate frame

Una domanda sibillina, prima di chiudere: secondo voi il maggiore aumento di export di armi si è avuto con il Governo di Silvio o con i governi di centro-pseudo-sinistra?

ilcomiziante

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2 Risposte to “Banche armate”

  1. Francesco Says:

    Ovviamente con quello di pseudosinistra… ogni nuovo governo si preoccupa di più della prossima campagna elettorale che di mettere in atto le promesse fatte in campagna elettorale. Oggi Tremonti dice di voler presentare il conto a banche e petrolieri…

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  2. Banche armate/2 | Ilcomizietto Says:

    […] Ne parlavo nel 2008. […]

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I commenti sono chiusi.


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