Noam Chomsky e la democrazia italiana

Era il 2002, ma i concetti sono ancora validi.

“Intervista a Noam Chomsky
Un caso chiave di controllo del pensiero – Deterring democracy in Italy

Noam Chomsky, intervistato da Domenico Pacitti, dice che le accuse a Silvio Berlusconi sono banali in confronto a quanto accade negli Stati Uniti e spiega che l’Italia è stata l’obiettivo principale degli sforzi Usa per sabotare la democrazia fin dalla Seconda Guerra Mondiale. Chomsky suggerisce come via da seguire le proteste organizzate a livello internazionale. Questa intervista è stata realizzata telefonicamente da Roma mentre il professor Chomsky si trovava nella sua casa nel Massachusetts, subito dopo le elezioni politiche italiane. Viene pubblicata da terrelibere per la prima volta.

di Domenico Pacitti”

Dove si sostiene che se l’astensione è alta, non è un bel segnale, che i guai giudiziari di Silvio sono ben poca cosa (!), che la P2 funziona benissimo, e che la cosa più sovversiva che potete fare è partecipare alla vita politica del vostro paese.

Mia riflessione: lo strumento Rete, da questo punto di vista, è la criptonite di ogni oligarchia e l’organizzazione di liste civiche, democratiche e nate dal basso, sono pericolosissime. Per gli oligarchi.

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