L’altro 25 aprile

Anche quest’anno, da varie parti, si è portata avanti la lenta opera di distruzione dell’unica festa nazionale che ha ancora un senso. Si è parlato di riconciliazione (ma fra chi?), di guerra civile (ma come è possibile se eravamo occupati dai nazisti?), delle vittime del comunismo (cosa c’entrano?!) e delle vendette di qualche partigiano vigliacco nei confronti di ex delinquenti fascisti. Di un intero popolo che ricacciava un esercito occupante fuori dai suoi confini non è più di moda parlare. Si sarebbe dovuto parlare di libertà, di partecipazione, di diversità e unità, che non impediscono di agire per il bene di tutti. Troppo difficile. Troppo impegnativo.

E poi Grillo. Fra i grandi gruppi di informazione si è fatto di tutto pur di non parlare del merito dell’iniziativa. C’è chi ha ignorato l’evento, chi ha denigrato l’uomo Grillo, chi ha insultato i partecipanti, chi ha provato a mettergli contro le manifestazioni “classiche” del 25 aprile. Tutte iniziative di scarso successo. Se le cifre saranno confermate nei prossimi giorni sarà la prima volta nella storia repubblicana che si raccolgono le firme per un referendum in un giorno. Se si voleva dare ragione a Grillo, le reazioni dei grandi media sono state adeguate. Se si voleva fare una critica meno becera, era possibile.

Nei prossimi giorni il Governo Silviesco dovrà assumersi la responsabilità di non varare un decreto ad hoc per salvare i referendum di Grillo. Già, perché ad oggi le firme sono inutilizzabili.

Vedremo cosa succederà.

ilcomiziante

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