Impronte digitali

Da Punto-Informatico:

L’Italia cede alle impronte digitali

Da notare le osservazioni di Rodotà (da leggere il link proposto):

“Se il furto riguarda l’impronta digitale, poiché questa non è sostituibile, l’effetto è drammatico: sarò escluso da tutti i sistemi fondati sull’identificazione attraverso l’impronta. La tecnica delle impronte digitali – scrive ancora – non solo non è sicura ma, sfidata com’è anche dalle tecnologie della falsificazione, diviene pericolosa, rendendo possibile la disseminazione delle impronte all’insaputa dell’interessato, in occasioni e luoghi che questi non ha mai frequentato”. Senza contare, inoltre, che “solo nelle apparenze le impronte digitali possono essere definite uno strumento neutrale. Hanno un forte valore simbolico: chi le raccoglie sembra quasi che si impadronisca del corpo altrui”.

Aggiungo 18/07/08:

Cassandra Crossing/ Biometria, ideologia, incompetenza ed idiozia
di Marco Calamari

“l problema della raccolta delle impronte digitali, come quello recente delle intercettazioni, è arrivato alla ribalta delle cronache come dibattito ideologico. Nessuno pare essersene stupito, e tantomeno preoccupato.
Quasi nessuno ne ha fatto un problema giuridico, nessuno un problema costituzionale, assolutamente nessuno un problema tecnico e pratico.”

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Ricordo anche che a me e ai miei compagni di (s)ventura, alla visita di leva del 1988 presero tutte le impronte digitali. Nessuno si è mai scandalizzato e non credo siano mai state usate. Se qualcuno sa qualcosa batta un colpo.

ilcomiziante

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