Google Chrome

Purtroppo ieri non ho fatto a tempo a leggere la licenza d’uso di Chrome, ma già sapevo che ci sarebbe stato qualcosa di simile (v. punto 11.1) e me l’ero salvata per una lettura meditativa pro peristalsi. Per fortuna non sono l’unico che legge i contratti di licenza del software.

“11.1 L’utente è proprietario del copyright e di qualsiasi altro diritto già posseduto sui Contenuti inviati, pubblicati o visualizzati su o tramite i Servizi. Inviando, pubblicando o visualizzando i Contenuti, l’utente concede a Google una licenza perenne, irrevocabile, internazionale, non soggetta a diritti d’autore e non esclusiva per riprodurre, adattare, modificare, tradurre, pubblicare, eseguire in pubblico, visualizzare pubblicamente e distribuire qualsiasi Contenuto inviato, pubblicato o visualizzato su o tramite i Servizi. Detta licenza ha il solo scopo di autorizzare Google a visualizzare, distribuire e promuovere i Servizi e può essere revocata per alcuni Servizi, come definito nei Termini aggiuntivi dei Servizi in oggetto”

Poi una repentina marcia indietro, ma evidentemente solo nella versione dell’EULA in inglese, che quella italiano alle ore 9.48 di oggi è ancora come sopra. Comunque possono cambiare i termini della licenza quando vogliono e senza dirvi nulla.

Dimenticavo: con il semplice servizio anti frode che vi mettono a disposizione possono sapere tutto della vostra navigazione e per un motore di ricerca che fa soldi con la pubblicità sono dati che valgono oro.

Buona navigazione!

Aggiornamento 05/09/2008:

Chrome è un buco nero
di Luca Annunziata

“Roma – A Electronic Frontier Foundation (EFF) non piace molto il nuovo Google Chrome. Dando corpo ai pensieri di molti navigatori, l’organizzazione pone l’accento sul rischio che il browser si trasformi in quella che definisce “l’ennesima cinghia di trasmissione di informazioni private sul nostro uso del Web dentro i forzieri di Google”. Una prospettiva tutt’altro che remota, vista la mole di servizi di BigG integrata nel nuovo navigatore.”

Aggiornamento 08/09/2008:

Medianima definisce Chrome un Keylogger. Pensavo esagerasse, ma poi c’è un rimando alla pagine Privacy di Chrome:

“Quando digiti un URL o una query di ricerca nella barra degli indirizzi, le lettere digitate vengono inviate a Google in modo che la funzione di suggerimento possa consigliare automaticamente possibili URL o termini di ricerca. Se scegli di condividere le statistiche sull’utilizzo e accetti una query o un URL suggerito, Google Chrome invierà a Google anche queste informazioni. Puoi disabilitare questa funzione consultando le istruzioni riportate qui.

Se digiti un URL inesistente, è possibile che Google Chrome invii l’URL a Google per aiutarti a individuare l’URL ricercato. Puoi disabilitare questa funzione consultando le istruzioni riportate qui.”

eccetera.

Praticamente tutto quello che scrivete sulla barra degli indirizzi (errori inclusi!) viene spedito a Google in chiaro, ad uso e consumo anche di tutti gli spioni che ci sono fra voi e i server di Google. Se pensate di essere anonimi, scordatevelo:

La tua copia di Google Chrome include uno o più numeri di applicazione univoci.” Ovvero: non sanno subito il tuo indirizzo con nome e cognome, ma sanno con certezza che il browser che hai installato tu è diverso da quello del tuo vicino di scrivania, con tutte le conseguenze del caso.

ilcomiziante

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4 Risposte to “Google Chrome”

  1. zadoo Says:

    @Poi una repentina marcia indietro, ma evidentemente solo nella versione dell’EULA in inglese, che quella italiano alle ore 9.48 di oggi è ancora come sopra.

    Guarda che la licenza che hai riportato è già quella modificata, infatti, il punto 11 riporta la frase:

    “L’utente è PROPRIETARIO del copyright e di qualsiasi altro diritto già posseduto sui Contenuti inviati, pubblicati o visualizzati su o tramite i Servizi.”

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  2. zadoo Says:

    Sì la Licenza inglese riporta solo ed esclusivamente quella frase, al punto 11, ma la parte importante a protezione dei nostri Contenuti c’è. Nelle prossime ore certamente anche quella Italiana verrà “snellita”, allo stesso modo di quella inglese. Tuttavia Google ha precisato che la modifica offettuata è retroattiva, quindi si considera valida anche nel caso in cui al momento dell’accettazione fosse sempre presente la Licenza originale.

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  3. ilcomizietto Says:

    E’ ciò che viene dopo quella frase che è interessante: tu hai i diritti, ma ce li ha anche Google. Solo che non li ha in esclusiva. (Bontà loro!). La versione inglese ha tagliato la seconda parte.

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  4. ilcomizietto Says:

    @zadoo
    Il problema fondamentale è che queste non sono sviste e che di queste licenze capestro se ne parla sempre troppo poco. “X is not evil”, con X azienda che fa profitti a piacere, è una favola che non andrebbe mai raccontata. Quando va bene è solo una fase transitoria. Spesso è falsa.

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