Archive for ottobre 2008

Capovolgimenti

lunedì 27 ottobre 2008

Sono tre notizie diverse, riguardano tre paesi molto diversi fra loro:

Belgio, inefficaci i filtri dei provider
di Gaia Bottà

Oscuramento di siti web, i provider alzano gli scudi

Regno Unito, rivelare la password è un obbligo

ma il tema è lo stesso: il capovolgimento dello Stato di Diritto. Non è la comunità (=Stato) che deve dimostrare che sei un criminale, ma è il singolo che deve dimostrare di essere innocente. In nome della lotta al terrorismo, delle casse dello Stato e delle casse dei privati. In nome di qualsiasi cosa, dovremo attrezzarci a dimostrare che siamo persone oneste. Siamo colpevoli fino a prova contraria. Indietro tutta!

(In Italia sono tanti che non stanno a guardare. Un’associazione fra tante: Alcei.)

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Mina in TV

venerdì 24 ottobre 2008

Come molti di voi sapranno, il gruppo editoriale L’Espresso ha iniziato una collana di 10 DVD con le apparizioni di mina in TV, dal 1958 al 1978. Ho acquistato il primo DVD, Mina 1972-1978, e sono rimasto, per l’ennesima volta, ipnotizzato davanti allo spettacolo.

La cosa che mi ha colpito di più, a parte la bravura di Mina, già da me ben conosciuta, è la semplicità delle scenografia e delle riprese. Le immagini sono in bianco e nero, il pubblico e l’orchestra sono in un angolo, discreti e composti, non ci sono luci psichedeliche, cambi di immagine frequenti ed affannosi, pubblicità, balletti e tutte quelle cose che spesso ci distraggono dalla cosa principale: il canto. Nel video c’è solo lei e la sua voce e la cosa non fa che piacere, si segue bene e con interesse, non stanca.

In “Mina in studio”, l’ultimo suo DVD, siamo nel 2001 e le riprese sono totalmente diverse: stacchi continui, luci, cambi di posizione… nulla in confronto all’ipercinesi dei videoclip moderni, ma ben lontani dagli anni ’70. Nonostante la voce di Mina, sempre bravissima, l’effetto ipnotico è molto minore.

L’impressione che ne traggo è che oggi, negli spettacoli musicali (e non solo), si sia persa la centralità della musica e del canto. Le critiche a Sanremo sono su questa linea: si parla del conduttore (e della sua busta paga), degli sponsor, ma dei cantanti si parla dopo, e ben poco delle loro doti canore, spesso effimere. E allora è necessario il VIP (strapagato) o lo scandalo per ridestare un interesse drogato. Basterebbe invece selezionare gente che sa suonare e cantare e lasciare a casa sponsor, scandali, VIP, conduttori e molte luci. Chi canta bene non ne ha bisogno.

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Segnalazioni Varie

giovedì 23 ottobre 2008

Da Repubblica:

Gheddafi pressa per una rapida ratifica dell’accordo ma potrebbe passare anche più di un anno
“Italia e Libia saranno alleati militari”
Ecco i segreti del Trattato
di VINCENZO NIGRO

Incredibile come ci si dimentichi così in fretta della storia quando ci sono in ballo questioni di potere.

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La rivelazione a una radio locale getta nuova luce sulla vita e forse sulle ultime ore del leader  dell’estrema destra austriaca
L’outing del successore di Haider
“E’ stato l’uomo della mia vita”
di ANDREA TARQUINI

Ovvero: essere omosessuali non preserva dall’essere razzisti. Una conquista importante: ora anche le donne potranno fare una politica contro di loro.

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Da Punto Informatico:

Sanzionati per aver violato il proprio diritto d’autore
di Alfonso Maruccia

Dove si racconta che un provider zelante ha oscurato un sito perché voleva essere sicuro che le canzoni presenti sul sito fossero proprio degli autori del sito.

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Contro il pedoporno serve una soluzione finale
di Gaia Bottà

Dove si racconta che per proteggere i nostri bambini è giusto spiare tutti. Io abolirei le auto. Con tutti quei bambini che ci muoiono su…

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Guerra sporca in Helmand
La Nato, sempre più in difficoltà, ricorre agli àscari

La guerra (pardon, la missione di pace) in Afghanistan non va un gran che bene. E allora che si fa?

“[…] In attesa di rinforzi, le truppe della Nato, […] si affidano ai bombardieri americani e alle milizie private dei signori della droga locali che si sono venduti alla Nato. La più quotata è quella di Abdul Wali Khan, detto ‘Koka’, che dopo aver passato 14 mesi nella prigione Usa di Bagram per i suoi legami con la resistenza talebana, due anni fa è stato arruolato dai generali inglesi assieme ai suoi 220 uomini per combattere contro i talebani. I miliziani di Koka, […] hanno combattuto la resistenza compiendo stragi di civili e terrorizzando gli abitanti dei villaggi sotto il loro controllo (violenze, stupri, rapimenti, estorsioni). Tutti lo sanno, ma chiudono un occhio. “Gli uomini di Koka – ha dichiarato […] il sergente Don Wilson […] – non sono certo dei vigili urbani, ma la gente li rispetta e i talebani li temono”. “

Ha uno strano senso del “rispetto”, questo sergente e forse non ha nemmeno chiaro cosa vuol dire “temere”, visto che i Talebani non mi sembra stiano facendo marcia indietro… Al fronte, però, non dev’essere facile procurarsi un vocabolario.

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User agreement

mercoledì 22 ottobre 2008

Da Punto Informatico:

Se i gamer sono al servizio di Sony
di Gaia Bottà

Dove si racconta che la Sony applica alle sue Play Station un simpatico “User Agreement”. In sostanza loro non si prendono nessuna responsabilità e voi concedete tutto quello che fate sulla PS alla Sony, gratuitamente, per sempre e senza vincoli.

Sony non è sola. Molti servizi in Rete hanno questi simpatici vincoli. Leggere per credere.

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Per il nostro bene

venerdì 17 ottobre 2008

Da Punto Informatico:

Italia, in arrivo nuove forme di censura

Si sa, le sigarette fanno male. E fanno ancora più male se a guadagnarci non è lo Stato. E quindi, per proteggere la nostra salute e il portafoglio dello Stato, non potrete più comprare le sigarette on line. Io propongo di vietare anche i siti di matematica: metti che uno impari a violare i codici di cifratura usati dalle banche. Studiare troppa matematica fa male. Fa male alla vista. (Questa l’ho già sentita…)

E tu cosa vieteresti, per il nostro bene?

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Musica SENZA lucchetti

giovedì 16 ottobre 2008

Dopo la pessima esperienza fatta con la musica lucchettata della Sony, vi segnalo tre siti che operano nel campo musicale con una filosofia diametralmente opposta: il cliente non è un potenziale ladro di opere d’autore, ma un potenziale veicolo di pubblicità e di diffusione delle opere, nonché persona onesta che paga quello che ascolta.

Dei tre che conosco (ce ne saranno sicuramente altri) parlerò estesamente solo di Magnatune. Ecco come funziona.

Una volta trovata la musica che vi piace, o vi potrebbe piacere, la ascoltate quante volte volete in streaming via web o ve la scaricate gratuitamente sul vostro lettore multimediale preferito. La qualità non è la migliore possibile, ma sufficiente per farvi un idea dell’opera e capire quanto vi piace: le tracce gratuite sono in formato mp3 a 128 kbps e hanno una voce finale che vi ricorda il sito e il titolo del brano.

Deciso che la musica vi piace veramente e vorreste ricompensare l’autore, avete due possibilità:
1) acquistare il cd e farvelo spedire;
2) acquistare le tracce audio e masterizzarvi il cd.

La cosa singolare è che decidete voi il prezzo. Da un minimo di 1$ ad un massimo di 18$. Solo nel primo caso vengono aggiunti circa 9$ per il confezionamento e la spedizione del cd. Se acquistate le tracce potete scaricarle in vari formati, fra qui il flac, il wav (senza perdita di qualità) e l’mp3 VBR. Potete pagare anche in euro e sterline (ma con il cambio odierno non conviene proprio).

Da circa un anno c’è anche una terza possibilità: pagate un fisso trimestrale/annuale o un vitalizio (membership) che scegliete voi e scaricate nel periodo di validità tutto quello che vi piace.

Di quello che avete scaricato il sito vi consiglia (e vi permette) di regalare 3 copie nel caso di un acquisto singolo o una copia nel caso dell’abbonamento (membership).

Tutto questo è riferito ad un utilizzo personale. Se avete uno studio, un bar o altre esigenze è possibile acquistare anche delle licenze su misura per il vostro caso.

E l’autore? L’autore prende il 50% di quello che avete dato voi. L’altro 50% lo prende Magnetune per gestire il sito e tutto quanto ci ruota attorno.

Difetti? Essenzialmente uno: libretti, testi delle canzoni e copertina del cd sono decisamente insufficienti se non assenti. (Dovrebbe fornirli l’autore, ma io in 6 opere acquistate non ho trovato altro che una quasi inutile immagine della copertina, senza testi o altre indicazioni. Peccato davvero.)

L’altra cosa degna di nota è che non trovate i soliti musicisti: Mina, Battisti o altri. Ma non mancano musicisti famosi nel resto del mondo (Lara St John) o in oriente (Junoon).

Gli altri siti sono:

CDbaby

Pro:
1) copertine e presentazione degli autori più completa;
2) presenza di molti autori italiani (Anche famosi come Morricone e Paola e Chiara)
3) c’è una sezione video.
Contro:
1) non potete ascoltare tutte le canzoni (max 2 minuti a brano);
2) il prezzo è fisso;
3) non di tutte le opere c’è la doppia opzione cd-mp3;
4) le tracce acquistate sono solo in mp3 VBR, non ci sono altri formati.

Jamendo

Non lo conosco bene, ma vale la pena visitarlo.

Buon ascolto!

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40 di LeScienze: il DVD inutilizzabile

martedì 14 ottobre 2008

Tanto tempo fa ero un appassionato lettore di Le Scienze, unico vero giornale di divulgazione scientifica in Italia. Lo è ancora oggi ed essendo unico è anche il migliore.

Ma da qualche anno non sono più suo lettore. Perché? Iniziò tutto con l’ordinazione di un raccoglitore, quel supporto di cartone rigido che consentiva di raccogliere e tenere in piedi 6 numeri della rivista. Dopo un anno dall’ordinazione, dopo numerose telefonate, del raccoglitore non vi era traccia e desistei. E poi altre cose, che ora non ricordo, ma alla fine lasciai stare tutta la rivista. Non avevo voglia di avere in casa riviste impolverate e sprecare tempo con un servizio clienti pessimo.

Poi lo scorso mese Le Scienze pubblica 2 DVD con 40 anni di rivista, fino al 2008, al magico prezzo di 14,90 euro. Li compro per leggere svariati articoli introvabili, infilo il DVD nel porta tazza e… Da non crederci: non posso leggere l’articolo! A video il testo risulta troppo piccolo per essere letto, lo stampo e mi stampa una pagina sì e una no, non è possibile fare il copia/incolla e il file è nel formato SWF (*) (Shockwave Flash). [Se qualcuno sa come trasformare il formato SWF in qualcosa di più maneggevole, lasci un commento.]

E’ possibile che mi sia lasciato contagiare dalla sindrome dell’utonto e che una soluzione a questi problemi sia possibile, ma che fa uno meno tenace del sottoscritto? Butta i DVD e starà ben lontano dal Le Scienze. Io terrò i DVD, ma dovranno ripassare altri 5 anni prima di ricomprare qualcosa di Le Scienze.

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(*) ho censurato cosa ne penso del formato SWF. Erano tutte imprecazioni e volgarità.

Aggiornamento 16/10/2008:

Ho contattato l’assistenza e mi hanno spiegato che hanno memorizzato la scansione delle pagine in formato A3 e per stampare correttamente la pagina ci vorrebbe una stampante A3. In tutta la mia vita da smanettone ho visto solo una volta una stampante A3 ed ero in una stamperia. La cosa singolare è che una stampante A3 non è indicata fra i requisiti tecnici richiesti per usare il DVD (in compenso c’è scritto che bisogna avere un lettore DVD sul pc. Chi l’avrebbe mai detto? :-> )

L’assistenza mi ha detto che comunque è possibile stampare l’articolo su A4, basta mettere l’orientamento della stampa “orizzontale” e il flag “adatta alle dimensioni”. Ma non c’è stato verso. Ho provato anche “riduci al 50% il formato originale”. Ho ottenuto sempre e solo un quarto di pagina, nel secondo caso ridotto al 50% (sic!). Per la cronaca ho usato una stampante HP Laserjet 4100tn su Win XP Pro, SP3, Ita. A casa proverò con una stampante HP DeskJet 840c su Win XP Home, SP3, Ita. Se non riuscirò, vi racconterò l’avventura di chiedere un rimborso a Le Scienze.

Aggiornamento 24/10/2008:

Con la stampante HP DeskJet 840 ho avuto ben poca fortuna: non c’è nemmeno il flag “adatta alle dimensioni” e quindi non ho avuto nessuna stampa leggibile. Ho invece trovato lo zoom a video; era davanti ai miei occhi, ma non ci avevo fatto caso. Un caso di utontite. :-) Però hanno fatto le cose bene, quelli di Le Scienze: lo zoom non serve a nulla! Nel senso che, data la qualità della scansione (bassa), leggere un intero articolo sul monitor, anche con lo zoom, richiederebbe una pazienza notevole e un paio d’occhi bionici, perché quelli biologici, dopo poco, sono in lacrime. Ho chiesto il rimborso dei DVD.

Aggiornamento 27/10/2008:

Grazie a Giuliano e all’assistenza di Le Scienze sono riuscito a stampare le pagine A3 della rivista su un A4. Come? Ti installi una stampante virtuale che ti genera un pdf e poi stampi, aprendo il pdf generato con Acrobat Reader, su A4 con l’opzione “adatta alle dimensioni” e orientamento “orizzontale”. Siccome così è possibile farlo e con il file swf originale no, deduco che il file con formato swf abbia qualche problema che impedisce la stampa su A4.

E adesso commento la stampa ottenuta: uno schifo. Per essere più obiettivi e articolati: caratteri minuscoli e mal definiti.

Continuo a richiedere il rimborso.

Aggiornamento 24/11/2008:

Mi ha risposto il Direttore e mi ha detto:
1) scordati il rimborso (ma è colpa dell’ufficio commerciale, cattivo, cattivo, cattivo!);
2) non è il primo che ci segnala dei problemi col DVD;
3) provi a stampare così: “di un articolo stampo prima le pagine pari, in formato A4, e poi le pagine dispari, dopo aver ruotato la pagina A3 a video di 180 gradi. In questo modo la stampa mi riesce più leggibile, senza dover ridimensionare il tutto.”

Aspetterò altri 5 anni prima di ricomprare qualcosa di Le Scienze.

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Contenitori

lunedì 13 ottobre 2008

Sabato scorso ho avuto una rivelazione. E’ questa:

“Quando andiamo a fare la spesa, compriamo contenitori. Che poi buttiamo via.”

Torno dal supermercato o dal negozio e inizio a buttare carta e plastica. Quando finisce il prodotto butto plastica, carta, metallo e vetro. Tutti contenitori che servono solo una volta, ma non c’è nessuna ragione che sia così.

La tassa sui rifiuti, chiamata anche tariffa di igiene ambientale (sic!), la pago a seconda dei componenti del nucleo famigliare e della metratura dell’appartamento. Ma non sarebbe più logico legarla a ciò che consumo? Ogni produttore paga per il contenitore che produce e che sarà buttato via. Io, acquistando il prodotto, pago il suo smaltimento. Il contenitore si recupera? Niente obolo. Il contenitore è facile da riciclare? Obolo piccolo. Il contenitore non si ricicla? Obolo grande. Sembra impossibile? Già si fa per le apparecchiature elettroniche.

Se poi sull’etichetta del prodotto ci fosse scritto quanto costa smaltire il contenitore, il consumatore sarebbe automaticamente educato dal suo portafoglio.

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La guerra in Afghanistan

lunedì 13 ottobre 2008

Da Peacereporter.net:

”Trattiamo con i talebani”
Afghanistan, gli Usa cercano il negoziato

Dove si racconta che la guerra missione di pace in Afghanistan non va come sperato e a dirlo sono i militari.

Stupisce che non siano bastate le mazzate ai colonialisti inglesi e agli invasori russi per far capire che l’Afghanistan non è una terra di conquista facile facile. La storia insegna, ma se uno non vuole ascoltare…

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Non automatizziamo troppo…

venerdì 10 ottobre 2008

Oggi mi sento Punto Informatico:

Cassandra Crossing/ ED-209 ci aspetta dietro l’angolo
di Marco Calamari

Ovvero: è meglio lasciare ED-209 nei film di fantascienza.

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