Mina in TV

Come molti di voi sapranno, il gruppo editoriale L’Espresso ha iniziato una collana di 10 DVD con le apparizioni di mina in TV, dal 1958 al 1978. Ho acquistato il primo DVD, Mina 1972-1978, e sono rimasto, per l’ennesima volta, ipnotizzato davanti allo spettacolo.

La cosa che mi ha colpito di più, a parte la bravura di Mina, già da me ben conosciuta, è la semplicità delle scenografia e delle riprese. Le immagini sono in bianco e nero, il pubblico e l’orchestra sono in un angolo, discreti e composti, non ci sono luci psichedeliche, cambi di immagine frequenti ed affannosi, pubblicità, balletti e tutte quelle cose che spesso ci distraggono dalla cosa principale: il canto. Nel video c’è solo lei e la sua voce e la cosa non fa che piacere, si segue bene e con interesse, non stanca.

In “Mina in studio”, l’ultimo suo DVD, siamo nel 2001 e le riprese sono totalmente diverse: stacchi continui, luci, cambi di posizione… nulla in confronto all’ipercinesi dei videoclip moderni, ma ben lontani dagli anni ’70. Nonostante la voce di Mina, sempre bravissima, l’effetto ipnotico è molto minore.

L’impressione che ne traggo è che oggi, negli spettacoli musicali (e non solo), si sia persa la centralità della musica e del canto. Le critiche a Sanremo sono su questa linea: si parla del conduttore (e della sua busta paga), degli sponsor, ma dei cantanti si parla dopo, e ben poco delle loro doti canore, spesso effimere. E allora è necessario il VIP (strapagato) o lo scandalo per ridestare un interesse drogato. Basterebbe invece selezionare gente che sa suonare e cantare e lasciare a casa sponsor, scandali, VIP, conduttori e molte luci. Chi canta bene non ne ha bisogno.

ilcomiziante

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