C’era una volta – 2

C’era una volta nel mare un uccellino che volava nell’acqua e l’uccellino volante giocava insieme a dei suoi amici, un pulcino e una conchiglia. Questi amici erano molto felici e giocarono insieme per tutta la vita. Un giorno nel mare arrivò uno strano squalo che aveva i denti lunghi così e stava inseguendoli [=li inseguiva] finché un giorno escono [=uscirono] fuori perché erano ragazzi. Erano ragazzi che erano stati trasformati in una cosa [=oggetti], uno in un pulcino e uno in un uccellino. E tornarono ragazzi. Finché un giorno viene [=venne] lì un mago molto bravo e gentile che sapeva tutte le magie. (Un po’ come Merlino. Si chiamava Merlino, ma non aveva il vestito azzurro come Merlino, aveva il vestito giallo.) Questo mago era molto bello e anche molto pieno di magie e si poteva trasformare in un forno, in una  gallina, in una volpe, in uno squalo, in un pesciolino, in uno scoiattolo, in un albero, in un uccello, in un pulcino. Si poteva trasformare anche in una casetta. Ad un certo punto arrivò lì una ragazza e un Principe che erano già innamorati prima e diceva [=chiesero a] questo mago: “Ci puoi fare delle magie?” e lui disse: “Certo!” Sapeva fare tutte le magie! Disse il ragazzo: “Io volevo trasformarmi in un pulcino.” E la principessa disse: “Io in un uccello.” Lo squalo lo avevano incastrato in una catena grossa che non si poteva liberare.

[Qui Lacomizietta ha perso il filo del discorso e ricomincia.]

C’era una volta un mare profondo e il pulcino e l’uccellino giocarono insieme finché un giorno arrivò uno squalo e li inseguì molto e poi era andato [=andò] via. Poi arrivò il mago Merlino col suo vestito giallo e col suo Anacleto, ma [=che] non era marrone, ma era arancione e rosso ed era capriccioso. Allora vennero lì una Principessa e un Principe e questa Principessa e questa Principe erano già innamorati prima e [il Mago chiese loro] “Come volete trasformarvi? Cosa volete delle mie magie?” Il ragazzo chiedò [=chiese di essere trasformato] in un pulcino e la ragazza in un uccellino. Ma erano loro che si erano trasformati in cose e si trasformarono ancora con la stessa magia, come prima, e le stelle brillavano nel cielo della notte. Forse devo dire qualcosa di un cattivo, di un cattivo che veniva fuori dalle stelle o forse dalla Luna. (Un po’ come in Pollicina che c’era quel mago tormentino [=cattivo] che voleva uccidere la ragazza del Principe perché la voleva sposare il Principe, perché era tormentino anche lui [=il Mago di Pollicina]. Ecco, era quello. Ma no, no, è diversa la storia.) E questo cattivo fannò [=fece] una brutta fine fino a che morto [=e morì] e il Principe la Principessa si sposano e vissero tutti felici e contenti.

[Lacomizietta si è persa ancora, e riprende il tema finale.]

Allora le stelle brillarono in cielo e arrivò questo tormentino, Giovanni, il tormentino Giovanni. Questo qui non riusciò [=riuscì] ad uccidere la ragazza perché era una ragazza coraggiosa, perché lo sapeva uccidere anche lei [il cattivo] non solo il Principe. Il principe l’uccidò [=l’uccise] e quella mattina il reame si trasformò in delle persone, perché quando [=fino a quando] la piccola chiave era dentro quel cattivone l’incantesimo non poteva spezzarsi, perché le persone erano tutte trasformate in oggetti. Allora vissero tutti felici e contenti con quello [=il cattivo] morto. Il tormentino era morto.

Soggetto e sceneggiatura: Lacomizietta
Adattamento e riduzione per i comuni mortali: Ilcomiziante
(C)2009 Lacomizietta – Tutti i diritti riservati

Powered by ScribeFire.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: