Milk (film)

Titolo originale: Milk
Paese: USA
Anno: 2008
Durata: 128 min
Genere: drammatico, biografico
Regia: Gus Van Sant
Sceneggiatura: Dustin Lance Black

Interpreti e personaggi:
Sean Penn: Harvey Milk
Josh Brolin: Dan White

Voto personale: 7/10

Nonostante la storia sia nota (letta spudoratamente prima della visione del film su wikipedia) il film si segue volentieri e il dramma si vive con intensità. Forse un po’ troppo gay, se mi fate passare questa espressione, che non vuol dire niente fino a quando non vedete il film. Manca un pezzo importante della vita di Milk come l’arruolamento in Marina e la laurea in Matematica e chissà quanti altri particolari, ma forse la cosa non interessava agli autori del film, interessati a testimoniare solo la sua lotta politica.

Da segnalare l’attore Sean Penn, davvero bravo, e una cosa che mi ha stupito non poco: l’omosessualità femminile sembra, nel film, la cenerentola delle cenerentole, come quasi inesistente o comunque fuori dal movimento omosessuale dominante, tutto maschile. Infatti Milk, con l’introduzione di Anne Kronenberg nel suo staff, stupisce tutti i suoi compagni del movimento.

Il dibattito con la moglie invece è stato su quanto siano state utili quelle battaglie per i diritti omosessuali. Io penso che allora le battaglie fossero utili per smuovere la situazione, ma che oggi sarebbero (sono, come il Gay Pride) assolutamente inutili. Molto più incisivo, oggi, introdurre nella vita normale la propria condizione omosessuale. Del resto è quello che suggerisce anche Milk ai suoi: “dite ai vostri familiari che siete gay”. Mia moglie, invece, pensa che anche allora quella strategia, da sola, senza manifestazioni e proteste, avrebbe avuto lo stesso effetto: rendere i diritti omosessuali normali e imprescindibili.

Se è impossibile scrivere la storia con i se, è possibile vedere cosa succede oggi in un campo analogo: essere genitori omosessuali. Non ci sono state manifestazioni e lotte con la polizia, e la Chiesa Cattolica, altre religioni e molti politici sono contrari a riconoscere nell’unione omosessuale una vera e propria famiglia, ma presto la cosa non potrà più essere ignorata. Molti paesi si stanno muovendo per riconoscere questo nuovo tipo di famiglia, già esistente di fatto. Da noi, forse (speriamo!), è solo questione di aspettare un poco di più. Vedremo.

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