La TV senza pubblicità (in Francia)

Sul Corriere della Sera:

Fallito L’obiettivo di trasferire alle emittenti nazionali private 480 milioni di euro
Piace meno la tv senza pubblicità
In Francia sono stati aboliti gli spot sulle reti pubbliche. Risultato: oltre agli incassi si perdono anche spettatori, di Edoardo Segantini

(v. anche: Tv pubblica senza spot in Europa solo fallimenti; Repubblica — 16 marzo 2009   pagina 1   sezione: AFFARI FINANZA, di STEFANO CARLI)

L’articolo spiega abbastanza bene (poteva essere più sintetico) il progetto portato avanti da Sarkozy per togliere un poco di spazzatura pubblicità dalla TV pubblica. Il progetto è essenzialmente economico, in quanto prevede di compensare i minori introiti pubblicitari con una maggiore tassazione (3%) “sui ricavi pubblicitari delle reti private e da una tassa dello 0,9% sul fatturato dei servizi video degli operatori di telecomunicazioni”. Si pensava, infatti, che la pubblicità, sparita dalla TV pubblica, ricomparisse nella TV privata. Così non è stato. E’ semplicemente sparita, non si è spostata. In quanto al pubblico è rimasto sostanzialmente lo stesso, sulla TV senza pubblicità.

Ora cosa se ne deduce? Che l’operazione economica è fallita. Le ragioni sono essenzialmente due, secondo i commentatori: 1) crisi economica e 2) strategie di marketing che hanno già saturato le tv commerciali.

Aldo Grasso, sempre sul Corriere, va oltre:

Dallo schermo non può sparire l’ inserzionista
Valori La buona pubblicità genera prodotti buoni. Ed è una risorsa linguistica

“Una tv pubblica senza risorse pubblicitarie rischia di diventare una tv di nicchia, tendenzialmente noiosa e presuntuosamente pedagogizzante.” […] La pubblicità […] si è sempre confermata uno straordinario laboratorio linguistico. […] La buona pubblicità genera prodotti buoni. E i buoni prodotti costringono la pubblicità a migliorarsi.”

Ora, non so quale pubblicità e quale TV veda Grasso, ma io, a parte qualche telefilm, non saprei indicare più di cinque trasmissioni TV degne di essere viste. Anzi, sicuramente meno di cinque. Anche le pubblicità decenti sono pochissime. E col fatto che vengono propinate migliaia di volte diventano in pochissimo tempo assolutamente insopportabili. Di tutta questa TV di altissima qualità non se ne sente la mancanza, quando si ha altro da fare. (Provare per credere.)

Non so poi cosa dire sulla “TV di nicchia”. Le emittenti private a pagamento hanno numerosi canali tematici. Segno che essere di nicchia non è così antieconomico. Oppure “di nicchia” vuol dire “che le guardano in pochi” e allora dire che la TV di nicchia ha pochi spettatori è una tautologia.

Per quanto riguarda la stasi degli ascolti nell’esperimento sarkozo, basta porsi una semplice domanda: “Guarderei più TV perché c’è meno pubblicità?” No di certo. Altra domanda: “Guarderei più TV se ci fossero più trasmissioni interessanti?” Forse sì. Ecco allora che posso consigliare alla TV pubblica francese, dall’alto della mia non autorità in materia, di migliorare la qualità dei programmi, se vogliono più ascolti.

Curiosità:

il presidente di Mediaset Fedele Confalonieri [oggi, ndc] l’ha liquidata sbrigativamente: «In Francia — ha detto — è stata inutile: non ha portato nulla in più alle altre emit­tenti. In Italia succederebbe lo stesso».”

Poco più di un anno fa (gennaio 2008) però:
La televisione pubblica e senza pubblicità, secondo il “modello Sarkozy”, finanziata con una nuova tassazione degli spot delle Tv commerciali, magari con più spazio per trasmissioni di cultura, non spiace al presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.”

(su ispirazione e segnalazione di Mantelblog)

ilcomiziante

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3 Risposte to “La TV senza pubblicità (in Francia)”

  1. lo scorfano Says:

    La pubblicità […] si è sempre confermata uno straordinario laboratorio linguistico. Quando ho letto questo ho definitivamente deciso che Aldo Grasso beve. Troppo.

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  2. ilcomizietto Says:

    @scorfano
    E pensare che negli anni ’90 seguivo Grasso alla Radio e mi sembrava dicesse cose sensate. O sono cambiato io o è cambiato lui. O forse entrambi. Non saprei dirti.

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  3. Domenico Gioia Says:

    La pubblicità e la conseguente raccolta pubblicitaria sul mezzo televisivo, sono la causa dello scadimento dei programmi tv che sono alla ricerca continua degli ascolti a discapito della qualità.
    Questo ha generato un mezzo televisivo che sta creando dei rammolliti mentali, non in grado di articolare pensieri autonomi, se non collegati al” tv pensiero”.
    -Togliete le televisioni almeno dalla cucina, parlate tra di voi ascoltate i vostri figli-
    Questo è quello che mi sento di consigliare a tutti in attesa che in Italia si arrivi a qualcosa di buono ma…

    A proposito vi segnalo il mio progetto “Urliamo”, attinente all’argomento.
    Ne trovate traccia sui social network.

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