Parolacce

Figlia: Papi, è vero che ma però è una parolaccia?
Papi: No, perché?
F: Perché Giulia mi ha detto che non si deve dire.
P: E quindi è una parolaccia?
F: Sì, è così, perché Giulia non dice mai le bugie, è mia amica!
P: In realtà ma però non è una parolaccia. E’ che sia ma sia però vogliono dire la stessa cosa e quindi ma però è una ripetizione inutile di due parole. E’ come chiedere un gelato freddo. Il gelato è freddo! E’ per questo che ma però non si dice: perché è sbagliato come modo di parlare. Però se uno lo vuol dire, può farlo: non succede nulla, non offende nessuno e si capisce benissimo quello che uno vuol dire.
F: Non è vero. E’ una parolaccia! Me l’ha detto Giulia!
P: Fai come credi, Comizietta. Io ti ho spiegato la cosa.

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Altro contesto, alcuni giorni dopo:

Figlia: Mami, fafanculo è una parolaccia?
Mami: Sì! E chi la dice questa parola?
F: Alcuni bimbi a scuola.

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