L’inferno

Parlando dei fantasmi si è parlato dei fantasmi buoni e di quelli cattivi, ovvero delle anime dei buoni e dei cattivi. Poiché i fantasmi, secondo la definizione del Papi, sono solo una rappresentazione “grafica” delle anime, Lacomizietta ha subito sentito la necessità di mettere i cattivi all’inferno. Il Papi, preoccupato per una deriva cattolica della figlia, ha chiesto delucidazioni.

Papi: “Intendi l’inferno di Dante, quello che abbiamo letto la scorsa estate? (Sì, Lacomizietta si è anche sciroppata qualche cantica della Divina Commedia. L’ha chiesta lei, vedendo che la leggevo io.)”
Figlia: “No, Papi. Intendo un posto del cuore dove uno non ricorda più l’anima del tormentino [=cattivo].” [per gli informatici: una specie di /dev/null dell’anima.]
P: “Ah, ho capito. Perché per Inferno di solito si intende quello di Dante…”
F: “Lo so. Ma io intendo quello che ti ho detto e questa cosa la dico solo con te, mica la dico a tutti.”

L’oblio come pena massima. Che ne dite?

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Una Risposta to “L’inferno”

  1. Thumper Says:

    E non è forse la pena massima?

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