[libro] Il corpo delle donne

Lorella Zanardo
Il corpo delle donne
Feltrinelli (collana Serie bianca)
Data di Pubblicazione: aprile 2010
ISBN: 9788807171864
Dettagli: p. 204
Prezzo: 13,00 (in sconto in varie librerie on line)
Voto personale: 9/10
(su segnalazione di Giovanna Cosenza)

Ho appena finito di leggere il libro di cui sopra, divagazione ed estensione di un documentario della stessa autrice, uscito circa un anno fa. L’autrice ha condotto una ricerca fra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, assieme a Marco Malfi Chindemi e Cesare Cantù, su come viene utilizzata la figura femminile nei programmi di intrattenimento televisivi italiani. Digiuna di TV da molti anni, la Zanardo è rimasta sconvolta. Corpi finti, troppo truccati e rifatti, corpi umiliati, riprese ginecologiche, espliciti richiami sessuali fuori contesto, donne da tappezzeria. Il tutto mostrato come normale, come punto di riferimento per tutti, grandi e piccini, e soprattutto per tutte. Il tutto senza alternativa di poter vedere altro se non a tarda serata o in qualche canale minore. Questo si sono trovati davanti la Zanardo e i suoi collaboratori.

Come mai nessuno fa niente? Cosa si sta facendo, o si è fatto, per contrastare questa situazione? Quali sono le conseguenza di questo modello di riferimento? Queste visioni ci soddisfano? E’ possibile divertirsi in altro modo? Ai lettori la riflessione.

Critica

Il libro si legge velocemente e con passione, ben scritto, chiaro, esemplificativo, dove si pongono tante domande che stimolano la riflessione personale. Alla dottoressa Zanardo farei due appunti:

1) Non credo che il fuoco del problema sia (solo) “il corpo delle donne”. Io lo vedo come “il corpo degli uomini”, inteso come genere umano e non come maschi. Il corpo delle donne è solo uno dei tanti mezzi usati per un disegno di ampio respiro e le conseguenze non sono solo nei corpi femminili. Se se lo spam ci propone in continuazione pastiglie blu e allungamenti del pene, forse anche i corpi maschili non stanno tanto bene. L’obiettivo è creare un’oligarchia economico culturale e forzare la gran massa delle persone all’apatia e alla rassegnazione. Lo si fa non solo in TV. Lo si fa in politica, in economia. Nessun complotto particolare. E’ quello che succede da molti anni a questa parte in tutto il mondo. C’è sempre qualcuno che si sente più uguale di altri. Oggi la cosa è solo molto più difficile da realizzare e il progetto è più evidente. Consiglio alla Zanardo, se non l’ha ancora  fatto, di dare un’occhiata al progetto P2 e alla relazione Anselmi. Troverà piena sintonia fra quello che ha visto e quello che leggerà.

2) Il problema non è il basso livello delle trasmissioni. Il problema è che è proposto come modello di riferimento, come cosa normale e che non ci sono alternative forti a questo modello proposto (almeno in TV). Ognuno è libero di vedere le peggio cose che crede, ma non nella TV pubblica in prima serata o al pomeriggio con i bambini. Il concetto è sottolineato in vari punti, ma io ci avrei dedicato un capitolo. :-) Molto spesso la critica della Zanardo è stata presa come un attacco alla libertà di espressione. Al contrario, quello che propone l’autrice è una maggiore libertà attraverso proposte diverse.

Finisco col segnalare una proposta singolare dell’autrice. Non spegnere la TV, ma accenderla, guardarla e criticarla, protestando con i responsabili dei programmi, con le aziende che comprano pubblicità in questi contenitori di nulla. Perché guardarla e protestare? Beh, leggete e saprete!

Aggiornamento:
Dimenticavo “il corpo delle donne” su You Tube.

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