Ritorno a casa

La famiglia comiziante è ritornata sana e salva dalle vacanze trascorse in Puglia, comune di Salve, Torre Pali. Il nostro scopo era il mare, la sabbia e il sole, quindi i nostri spostamenti, minimi, sono stati improntati a questi obiettivi. Per dire: non abbiamo girato la Puglia in lungo e in largo; pochi indispensabili contatti con i locali.

Cosa posso dire della Puglia e del luogo di villeggiatura? Prima di tutto che la Puglia è una miniera d’oro: terra fertile, sole stupendo, mare meraviglioso. Cose ne fanno i pugliesi e i turisti di questo gioiello nostrano? Le tendenze sono due:
1)
case, centri storici e sterminati uliveti curatissimi in ogni dettaglio. Eolico, primi vagiti del fotovoltaico (abbiamo visto qualche piccolo campo pannellato) e del solare termico sulle case. Un Sindaco al lavoro in spiaggia con i tecnici comunali.
2) case abbandonate, campi abbandonati, spiagge come discariche, depuratori guasti che inquinano il tesoro della Puglia, segnaletica pessima, strade cittadine piene di buche.

La cosa stupefacente, forse, non è nemmeno la presenza di queste tendenze, ma è il fatto che coesistano in apparenza senza disturbarsi a vicenda. Ho il sospetto che queste tendenze convivano in molti pugliesi (dovrei dire italiani?) e in molti turisti. Questa idea me la sono formata guardando a come reagisce la gente all’immondizia che trova in spiaggia. Nonostante la Bandiera Blu 2010 della Marina di Salve, a pochi metri dal mare si trovano delle vere e proprie discariche di rifiuti casalinghi e di pescatori: ciabatte, flaconi vari, casse di polistirolo, corde, ami e lenze da pesca, eccetera. Anche la spiaggia, in alcuni punti, è decisamente piena di schifezze: mozziconi di sigaretta, plastichine varie di merendine, e altre cosucce da turista. Il sottoscritto, più per il senso di orripilazione che mi provoca il deturpamento della spiaggia che per spirito ecologista, si arma sempre di sacchetti e si pulisce i suoi 50-100 metri quadrati di spiaggia, di solito riempiendo fino all’orlo il bidone della spazzatura più vicino. Ebbene, quanti fanno come me? Nessuno. Un signore mi ha aiutato a dissotterrare un sacchetto di plastica gigante. Una signora ha riportato a riva una grossa scatola di plastica, tre mi hanno elogiato per l’iniziativa, ma senza fare altrettanto. Addirittura una scatola di polistirolo triturata è stata sulla spiaggia due giorni, a tre metri dai turisti, senza che nessuno ne raccogliesse un frammento e senza che nessuno ne fosse apparentemente disturbato.

Dicevo della situazione della spiaggia di Torre Pali. Fra Torre Pali e Pescoluse c’è un tratto di dune sabbiose, utilizzato ormai per la sosta delle auto e dei camper. E da molti turisti e pugliesi come discarica: dai flaconi di abbronzante, alle scarpe, dalle siringhe ai preservativi, dai rifiuti edilizi ai copertoni di moto. Il Sindaco di Salve, avvicinato sulla spiaggia mentre era al lavoro con tecnici e operai per portar via dalla spiaggia un camion di rifiuti edilizi ormai mimetizzati nella sabbia, è al corrente della situazione e mi ha assicurato che provvederà al più presto. Spero per lui e la sua città che ci riesca, perché il mare di Torre Pali è fra i più puliti e belli che abbia mai visto. Spero si ricordi anche delle spiagge meno battute, come quelle ad ovest della torre, anche loro piene di schifezze, eppure bellissime. Lodevole l’iniziativa del comune di porre in spiaggia i bidoni per la raccolta differenziata della spazzatura turistica, anche se, da quel che ho visto, il turista è già bravo se non lascia tutto per terra. Chiedergli di differenziare è decisamente troppo, per ora.

Luci ed ombre, quindi, che forse si notano di più nel luogo di vacanza che a casa propria.
Ma il Salento è da visitare e, come turisti, dovremmo pretendere che questa bellezza migliori ogni anno.

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