Archive for agosto 2010

il film più brutto della storia

venerdì 27 agosto 2010

Non so se questo sia il più brutto della storia del cinema. So che Killer Cop è il più brutto che abbia provato a vedere, ma mi sono arreso dopo quindici minuti. Mamba è il più brutto che abbia mai visto per intero e Lotte in Italia è il più folle che mi piacerebbe rivedere (Ghezzi permettendo).

Sorprese, boicottaggi e rivelazioni

venerdì 27 agosto 2010

E’ stupefacente vedere come ci si accalora per le vicende fiscali della Mondadori e dei suoi collegamenti con il perenne conflitto di interessi del suo padrone Silvio. Entusiasmante perché quelle vicende fiscali sono, ad oggi, un non peccato e se anche lo fossero sarebbero veramente ridicole viste in prospettiva. Nessuno ricorda come fu acquistata la Mondadori da Silvio? Nessuno ricorda chi è e cosa ha fatto Silvio? Evidentemente la questione morale, se pubblicare o meno con Mondadori, è una cosa recente, recentissima, dovuta proprio al contenzioso fiscale. Un’epifania estiva. :->

Ora, io non so se sia giusto o meno pubblicare con Mondadori. Se sia possibile fare a meno di questo gruppo editoriale per pubblicare i propri scritti. Ognuno fa i suoi conti e ha la sua coscienza. Uno può anche cambiare idea, per carità. Però non faccia il sorpreso, quello che non immaginava il conflitto di interessi del padrone o che scopre oggi chi è il padrone, quel Silvio così cattivo, cattivo, cattivo. Non accampi scuse inverosimili: se uno pubblica con Mondadori fa gli interessi di Silvio. E’ così. Amen. Non muore nessuno. (Una parentesi. Per quelli che “a me non hanno mai censurato nulla di quello che scrivo con Mondadori” e che però sono o si sentono antiberlusconiani: se Silvio ti lascia pubblicare, vuol dire che quello che scrivi non lo danneggia. Per il target dei tuoi lettori e/o per quello che dici non lo danneggi. Garantito. Silvio ha tanti difetti ma non è stupido e sa badare benissimo ai propri interessi.)

Vi lascio con una rivelazione. Chissà, fra qualche anno si accorgeranno dello scandalo. Una cosa che tengono occulta da anni e nessuno se ne accorge. Segretissima. Il gruppo de L’Espresso e il gruppo Mondadori non sono rivali in editoria. I loro giornali non sono concorrenti, anzi, sono sinergici. Sorpresi? Veramente lo fui anch’io. Qualche anno fa, appassionato di Star Treck (*), mi sono comprato decine di numeri di Panorama per avere gli allegati del telefilm in DVD ad un prezzo ragionevole e a rate. (Sì, per amor di fantascienza ho finanziato anch’io Silvio. E tanto anche. Sic!) Panorama finiva direttamente nel bidone della carta, senza passare dal via. (No, non è vero. Alcuni numeri erano disponibili in bagno per favorire la peristalsi in caso di stipsi.) Come feci a sapere della cosa? La pubblicità degli allegati di Star Treck (*) di Panorama era su La Repubblica (che per fortuna non compravo. L’avevano i miei genitori in casa.) E su Panorama cosa trovavo? La pubblicità degli allegati di La Repubblica. Non so come fosse possibile la cosa. Avevano la stessa banca che li finanziava? Avevano la stessa agenzia pubblicitaria? Avevano lo stesso gruppo dirigente? Avevano lo stesso padrone? E’ così ancora oggi? Vi sembra normale che due editori concorrenti nella teoria si facciano pubblicità l’un l’altro? Non so. Vi lascio alle vostre riflessioni e alle vostre ricerche.

(*) secondo le ultime indicazioni ministeriali :->

Lo devo fare

giovedì 26 agosto 2010

Non mi piace citare Grillo, per ennemila ragioni. Ma il suo post di oggi è la lettera che molti italiani vorrebbero ricevere. Speriamo che non sia il solo a spedirla. Sarebbe un peccato.

Sistemi di riferimento e superpoteri

giovedì 26 agosto 2010

Figlia, a cena, guarda fuori dalla finestra: “Vedo quell’albero che gira.”
Papi: “Ma cosa dici?!”
Figlia: “L’albero è sulla Terra. La Terra gira, no? E io vedo l’albero che gira.”
Papi: “Ma anche tu giri insieme alla Terra. Al massimo puoi vedere le stelle che si spostano nel cielo.”
Figlia: “Ma io lo vedo lo stesso, l’albero che gira. [alza la posta in gioco] Io vedo tutte le cose che girano con la Terra.”
Papi: “Non è possibile perché… [inutili e noiosissime spiegazioni di moto relativo] come quando siamo in bici e la mamma ci affianca…”
Figlia: “Papi, ma se io vedo l’albero girare? Come puoi dire il contrario?” [guardando la Mami] “E poi la Mami gira più veloce della Terra!”
Mami: “E’ vero! Sono velocissima, io!”
Papi: “Da quando sei Superwoman, Moglie?”
Mami: “Da sempre e te l’ho sempre detto.”

Ma non sarebbe meglio farla finita?

giovedì 26 agosto 2010

E’ il periodo delle lettere ai direttori di giornale e agli italiani. Stavolta quella di Bersani.

L’agonia della politica italiana è imbarazzante. Non sarebbe meglio l’eutanasia? Un bel taglio netto… Democratico, per carità. Li si lascia a parlare da soli, che tanto sono pochi ormai, e si fa altro. E difficile all’inizio. Ma si può ricominciare e il 30% degli elettori assenti alle urne potrebbero ritrovare un’identità, così come quelli che votano turandosi il naso o per inerzia. Si potrebbe iniziare a parlare di energia, di agricoltura, di trasporti, di soluzioni varie a vari problemi, si potrebbe discutere su cosa sia meglio per noi, si potrebbe tornare a respirare. Che ne dite?

Risposta a Veltroni

mercoledì 25 agosto 2010

Proprio ieri Veltroni ha scritto agli italiani. Istigato da Mantellini, mi è scappato un comizio. Le sottolineature sono mie. Vi risparmio la lettura integrale: vi segnalo e commento solo i passi con dei contenuti.

“Dunque l’unica strada che i veri democratici devono percorrere è quella di una repubblica forte e decidente. Ma questa comporta profonde e coraggiose innovazioni, nei regolamenti delle Camere, nell’equilibrio dei poteri tra governo e Parlamento, nelle leggi elettorali, nella riduzione dell’abnorme peso della politica, nella soppressione di istituzioni non essenziali. Bisogna semplificare e alleggerire, bisogna considerare il tempo delle decisioni come una variante non più secondaria. E, soprattutto, l’Italia, tutta, deve ingaggiare una lotta senza quartiere alla criminalità che succhia ogni anno 130 miliardi di euro alle risorse del Paese.”

Vado a spanne, ma a me la repubblica forte e decidente ricorda idee di destra, pre fascista o fascista tout court. L’equilibrio fra i poteri, poi, va contro la forza e la decisione, perché vuol dire che i diversi poteri possono limitarsi vicendevolmente, allungando i tempi delle decisioni in favore di maggiore lungimiranza ed equilibrio. Anche lo Stato leggero mi sembra un‘idea di destra. A me interesserebbe uno stato efficiente, capace di mettere equilibrio e giustizia dove i sistemi economici e sociali attuali non riescono. Se questo vuol dire Stato leggero o pesante non so, forse le cose non sono in contrasto, ma la leggerezza in quanto tale non è e non deve essere l’obiettivo dell’agire pubblico. La lotta alla criminalità è un dovere civico, non un’idea di destra o sinistra o centro.

“Un Paese fermo, che ha bisogno di correre. Che ha bisogno di politica alta, ispirata ai bisogni della nazione.”

Correre per andare dove? Per fare cosa? Perché senza una meta non ci può essere una strada, un percorso. Nel discorso del Nostro la meta è quanto mai nebulosa e vagamente destrorsa.

Berlusconi è stato un limite drammatico per il bipolarismo, perché la sua anomalia […] ha costretto dentro recinti innaturali, pro o contro, una dialettica politica che avrebbe potuto e dovuto esprimersi nelle forme tipiche della storia del moderno pensiero politico occidentale. Senza Berlusconi in Italia potremo finalmente avere un vero bipolarismo, schieramenti fondati sulla comunanza dei valori e dei progetti, capaci di riconoscersi e legittimarsi reciprocamente in un Paese con una politica più lieve e perciò più veloce ed efficiente nella capacità di decisione del suo sistema democratico.”

Ora, per quanto il caro Silvio abbia grossissime responsabilità, da solo avrebbe fatto ben poco. E’ stato aiutato molto anche, ma non solo, dal PCI-PDS-DS-Ulivo-PD. Anche da Veltroni, se vogliamo essere precisi. Non volontariamente, ma perdere le elezioni contro di lui quando sarebbe stato possibile vincerle non è un aiutino da poco. Gli fa onore essersi ritirato, un po’ meno ricominciare a scrivere agli italiani.

Veltroni non si è accorto che il bipolarismo c’è di fatto da quasi vent’anni in Italia? Non sono gli schieramenti, le alleanze e le alternanze che mancano; sono le mete, gli obiettivi, le visioni del mondo, le ideologie, chiamatele come volete, ma tutte quelle cose che ci fanno sognare di avere un futuro migliore. Mancano i posti dove poter esporre, raccontare qualcosa di nuovo. Il dramma italico è che il futuro si è arenato in un eterno presente e per di più fittizio. Un comico può tranquillamente assurgere a paladino del rinnovamento semplicemente urlando che il re è nudo e riempiendo di contenuti lo slogan “si può fare”, tanto caro al PD e a Veltroni. Lo può fare solo in piazza, in teatro e sul web. Giornali, radio e tv gli sono preclusi. Che il re è nudo lo sappiamo, che si può fare idem, vorremmo qualcuno che vedesse oltre il quarto d’ora prossimo venturo, che ci dicesse dove vuole andare. Qualcuno con un minimo di credibilità e coerenza, se possibile. Qualcuno che parlasse a tutti e non a pochi fortunati sul web.

“Il nostro Paese deve smettere di vivere dominato solo da passioni tristi. È difficile. È possibile.”

Senza Veltroni in politica questo obiettivo è più vicino.

[libro] Tremonti, istruzioni per il disuso

lunedì 23 agosto 2010

Autori:Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, Andrea Moro, Giulio Zanella
Titolo: Tremonti, istruzioni per il disuso
Editore: Ancora del Mediterraneo (collana Le gomene)
Data di Pubblicazione: 2010
ISBN: 9788883252631
Prezzo, pagine: 14,40 euro, 190 p.
Voto personale: 7/10

Premetto che mi intendo di economia come Luigi XVI si intendeva di informatica. :-)

Mi scuso anche con i miei pochi lettori per l’argomento scabroso, decisamente non adatto ai bambini e alle persone sensibili.

Veniamo al dunque. Prima di tutto gli autori. A vedere cosa fanno e hanno fatto sembra proprio che siano bravi e competenti, soprattutto appassionati ai temi economici tanto da aprire, insieme ad altri, un blog collettivo, noisefromamerika, dove discutono di economia (e non solo) con un linguaggio chiaro e comprensibile, tanto che li leggo pure io. La cosa interessante del blog non è l’uniformità di vedute, ma la voglia di discutere e mettere alla prova le proprie argomentazioni. I commenti sono sempre aperti e le argomentazioni sono sempre frutto di attente ricerche e analisi.

Ma veniamo al libro. Il tono è decisamente graffiante, sarcastico; il povero (?) Tremonti è chiamato Cavaliere Oscuro, Voltremont, eccetera. Vengono presi gli ultimi due libri di Tremonti (e alcune sue recenti dichiarazioni), vengono smontati pezzo per pezzo e mandati al macero dopo averli sbertucciati a dovere. La tesi principale di Tremonti, che l’Italia è in crisi per colpa dei (cattivi) cinesi, non sta in piedi. Numeri e argomenti per questa tesi non ci sono. Conseguenza? L’informazione giornalistica a grande tiratura salva in varia maniera l’opera di Tremonti. La critica e l’analisi sistematica è lasciata a cinque temerari, come hanno notato gli Autori. (Si sono dimenticati di dirci se a pagina 54 dei quotidiani o in prima pagina.) Come è possibile? (domanda retorica) Come mai non scandalizza nessuno? E soprattutto perché quando Tremonti è chiamato a difendere le sue tesi di fronte agli autori non ci va? E non ci ve nemmeno qualcuno a lui vicino?

Poi c’è anche un capitoletto sui (alcuni) guai fatti da Tremonti, che per fortuna è vincolato da obblighi internazionali e non può fare troppi danni, dicono gli Autori. Sarà, ma a me bastano e avanzano. I condoni, la cassa depositi e prestiti, la robin hood tax e i mutui più facili. Cosa hanno prodotto queste manovre tremontiane? Danni, per lo più, e gli Autori ce ne fanno un quadro abbastanza chiaro.

Unici due appunti. 1) A pagina 30 mi sembra che il grafico manchi dell’unità di misura dei prezzi. 2) Alcuni esempi che sbugiardano il complotto cinese di Tremonti hanno l’aria di essere eccessivamente semplici. Nella mia testolina il commercio mondiale, e in generale l’economia, mi sembra un sistema molto complesso dove sicuramente non c’è spazio per le tesi tremontiane, ma nemmeno per esempi banali di commercio a due stati. Certo, è un libro “per tutti” e quindi non possono metterci il modello XZY con le derivate parziali, ma forse un accenno maggiore alla complessità del mondo mi sarebbe piaciuto. Ok, sono un rompiscatole. :-)

Comunque il libro è di facile lettura, gradevole e scorrevole, e se credete che Tremonti sia un grande economista, anche se non approvate la sua linea politica, questo libro è per voi.

Donna magnetica

venerdì 20 agosto 2010

Siamo ad agosto e Repubblica non ci fa mancare nulla.
(Mi sa che scrivo a Repubblica l’ennesima mail di riprovazione.)

Dove è finito il Pakistan?

venerdì 20 agosto 2010

Se lo chiede Ipazia. E me lo chiedo anch’io.
Su Peacereporter altre, scarne ma essenziali, informazioni.

Aggiornamento: Repubblica ne (ri)parla.

Pakistan, nell’inferno del fango
Le Ong alla battaglia di cibo e acqua
L’alluvione lascia migliaia di morti e la totale emergenza alimentare e sanitaria. Da Msf alle altre organizzazioni il grande sforzo italiano
di CARLO CIAVONI

Adolescenza

venerdì 20 agosto 2010

Cari lettori,
sappiate che Lacomizietta sta entrando nel periodo dell’adolescenza. A 5 anni e mezzo?! Di già?! Di già. Non che sia completamente e in tutto adolescente, ma abbiamo intravisto i primi segnali. Quello che determina la diagnosi in modo sicuro è l’assunzione, per ora temporanea e sporadica, della tipica faccia da schiaffi. La faccia da schiaffi, per chi non si ricordasse la propria adolescenza o non abbia a che fare abitualmente con tale periodo della vita da giovani, è caratterizzata dal fatto che, vedendola, ti viene subito voglia di schiaffeggiarla. Ma forte, però. A prescindere da tutto. E’ tipica dell’adolescente e la pulsione violenta viene all’adulto, di solito trentenne o peggio quarantenne. Si badi bene che quasi mai si passa alle vie di fatto e in nessun modo modifica la stima e l’amore che si ha per i propri (o altrui) figli. E’ una risposta istintuale la loro e la nostra, per fortuna senza conseguenza fisiche.

Detto questo Lacomizietta sente e registra i nostri discorsi e ieri è sbottata:
Figlia: “Ma basta con questa adolescenza, Papi!”
Papi: “Ma sai cos’è l’adolescenza?”
Figlia: “No!”
Papi: [didascalico] “L’adolescenza è quando i bambini, crescendo, passano all’età adulta. E’ un passaggio molto difficile…”
Mami: “Ma è anche un’età molto bella…” [la Mami ha l’ottimismo nel sangue]
Papi: “I ragazzi vogliono essere indipendenti dai genitori, ma ancora non lo sono completamente. Succede, a volte, che per sottolineare questa indipendenza i ragazzi trattino male i genitori, poi i genitori si arrabbiano ed è tutto molto difficile.” [Il Papi è decisamente noioso]
Mami: “Ma è anche un’età in cui si imparano un sacco di cose, si hanno tante energie…”
Figlia: [ho calcato troppo su difficile] “Ma io dall’adolescenza starò alla larga!

Nostre risate.
[Ci siamo ricordati una divertente dichiarazione letta su Repubblica nel 2001: “Io e mio marito ne abbiamo parlato tanto e alla fine abbiamo deciso: non aderiremo a questa iniziativa dell’euro”]

Lacomizietta si è sentita presa in giro e noi siamo ridiventati seri.

Mami: “Durante l’adolescenza, poi, si vedono e si criticano i difetti dei genitori…”
Figlia: “Tu Mami, quali difetti ha la tua Mamma? E il tuo Papà? E tu Papi?”
Tralasciamo le risposte, che i suoceri, genitori, fratelli e zii leggono, ma dopo una serrata interrogazione sui difetti dei nostri genitori, Sua Maestà è passata ai nostri: “Tu Mami sei un po’ troppo comandaria, non posso mai fare quello che voglio. E non mi ascoltate mai sul serio.
Mami: [ridendo] “Ma non è vero! E fossero questi i nostri difetti!”
Figlia: [quasi in lacrime] “Ecco, quello che dico per voi non è mai vero! Per me è così!”

Solo dopo accurate coccole e rassicurazioni pronunciate con assoluta serietà, siamo riusciti a riportare il sereno.

Come vedete è già tutto iniziato. Speriamo finisca presto.