PhotoShopDisaster

No so se conoscete il blog PhotoShopDisaster. Se non lo conoscete vale la pena farci un giro. Di cosa si tratta? I lettori spediscono al gestore del blog una foto di una rivista o di una pubblicità e il sito la pubblica. Una foto? Sì, una foto, ma ritoccata malamente con il notissimo programma Photoshop. (Ne esistono anche altri, ma quello è il più famoso, tanto da indicare tutta la categoria dei programmi di ritocco fotografico.) Spesso gli errori sono molto evidenti, ma non sempre; non sempre per me. :-)

La frequentazione del blog, oltre a sviluppare un migliore spirito di osservazione (almeno il mio), permette di riflettere sulle immagini che vediamo. Ce ne sono tante (ma quante?) che ritraggono il mondo in modo fuorviante e falso. Non alimentano il senso artistico o l’immaginario, come potrebbe essere una foto artistica; sono foto false, impossibili, tagliate e rimontate in modo artificiale, ricolorate digitalmente e presentate come “reali”. Se nel mondo della pubblicità il confine fra reale e immaginario è volutamente ambiguo, giusto per farci comprare l’ultima crema che ci donerà una pelle da diciottenne a cinquant’anni, PSD ci rivela che anche nel mondo della giornalismo di cronaca ci sono ritocchi del tutto ingiustificati.

La sensazione che ho avuto guardando questi disastri digitali è che la fotografia sia utilizzata come un’ascia di guerra contro il nostro immaginario, usata non per farci vedere una realtà o per esprimere un qualche senso estetico o artistico, ma per adulterare il nostro sguardo e la nostra immaginazione. Quando l’ascia viene usata male il risultato finisce su PhotoShopDisaster. Ma quante volte nessuno si accorge di nulla?

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Una Risposta to “PhotoShopDisaster”

  1. lo scorfano Says:

    Ti dirò, alcune fanno quasi paura…

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