Lavoratori e clienti

Invito i miei tre lettori a seguire la vicenda segnalata da Gilioli, tre (o quattro?) lavoratori della Apple lasciati a spasso dopo il periodo di prova in un grande centro commerciale.
Invito a leggere i commenti ai post, sono molto istruttivi.

C’è chi dà per scontato che l’azienda per la quale si lavora non faccia formazione; anche tecnica, se necessaria.
C’è chi dà per scontato che in azienda debba per forza vigere una rigidissima gerarchia e una forte competizione.
C’è chi dà per scontato che le persone si possano trattare senza gentilezza.
C’è chi dà per scontato che i lavoratori siano un po’ come le prostitute: tot tempo = tot soldi.
C’è chi dà per scontato l’ipocrisia del mondo del lavoro, dove ti dicono una cosa e ne intendono un’altra.
C’è chi si perde in questioni tecniche: Mac vs PC, Apple vs Microsoft, “licenziamento” vs “non riconferma”.
(Curiosità: c’è chi trova normale che Microsoft sia cattiva e gli vengono dubbi sulla bontà di Apple!)

Dopo un po’ viene il mal di mare e mi fermo a pensare. Molte cose sono vere, per carità, ma il mondo che esce da questi racconti è quello che vogliamo? Siamo proprio sicuri che nelle nostre scelte e nel nostro piccolo e insignificante luogo di lavoro non si possa fare proprio nulla? Siamo proprio sicuri che non si possa fare una previsione di quello che ci aspetta? E’ veramente tutto inevitabile?

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