Archive for ottobre 2010

La conosci la tennnologia?

mercoledì 20 ottobre 2010

Il buon Giglioli ci segnala una simpatica iniziativa di Wired Italia:

Onorevole Web: le gaffe dei politici alle prese con Facebook

Onorevole Web: Steve Jobs chi era costui?

Dove i nostri politici nostrani fanno la solita figura barbina quando vengono interrogati su Facebook e Apple. C’è un problema, però. Le domande sono talmente piene di termini gergali, di inutili anglicismi e marchi proprietari che se non avete nessun prodotto Apple o non avete un profilo Facebook non saprete rispondere a quasi nessuna domanda. Come il sottoscritto, per esempio. :-)

E poi: Di Pietro è probabile che non sappia nemmeno come si accende un pc (esagero…), ma è sempre stato bravissimo ad usare le sue potenzialità (magari attraverso altri), fin da Mani Pulite. Barbareschi, invece, saprà tutto sull’ultimo modello di Apple, ma non sottoscriverei nessuna sua iniziativa legislativa in materia di Rete o copyright. Forse è meglio che in Parlamento ci siano molti più Di Pietro e molti meno Barbareschi. Così, è un’idea.

Aggiornamento: Mfisk non perdona:

Wired e’ facile

Decisamente il test é da cestinare. :-)

Abitudini

martedì 19 ottobre 2010

La Mami è al telefono con la zia C. da ben cinque (5) minuti.
Lacomizietta ha i suoi disegni da completare e non dice nulla, ma si vede che scalpita.
La Mami termina la telefonata dopo ben sei (6) minuti.
Lacomizietta tracima:

Figlia: Mami, la mia bocca non è abituata a stare così tanto in silenzio!

Addio Benoît

lunedì 18 ottobre 2010

Il 14 ottobre scorso è morto Benoît Mandelbrot.
In Italia ne dà il triste annuncio Gravità Zero.

Lasciamo da parte la matematica e godiamoci la bellezza derivante dai suoi studi:

Real 3D Mandelbulb

Aggiornamento: due righe da Maurizio Codogno, in arte .mau., su il Post:

Mandelbrot e i frattali

Ma come mai…

venerdì 15 ottobre 2010

… il PD continua (e continuerà) a perdere voti?

Una delle cause potrebbe essere questa:

Guarda guarda cosa succederebbe al Pd se…
di Francesca Terzoni in metilparaben

Il link è qui come personale promemoria per le prossime elezioni.

Piccoli delinquenti crescono

venerdì 15 ottobre 2010

Due bambini ieri al parco:

Uno: “Giochiamo a Italia-Serbia?”
Due: “E come si gioca?”
Uno: “Facciamo che tiriamo i razzi dalle tribune e quelle cose lì.”

(“[nostro figlio] Dove <parolaccia> avrà imparato a dire le parolacce che da noi non si dicono!” recita un aneddoto raccontato nel paese dei miei genitori.)

Diritti ristretti

venerdì 15 ottobre 2010

Quando si parla di diritti bisogna pensare in grande. Generico, fondamentale, per tutti: questo dovrebbe essere un diritto.

Mi sbagliavo.

Il pubblicitario di turno ha cambiato il cuore della parola diritto. Da qualche mese (anno?) abbiamo il diritto di avere la lavatrice a basso prezzo. Se non hai una casa dove metterla o il prezzo non è abbastanza basso per te, puoi salutare il tuo diritto. (Se non ti ricordi la pubblicità a cui mi riferisco, ritieniti fortunato e vivi felice.)

Oggi ho scoperto che esiste il diritto ad avere un giornale di gossip. No, cari i miei lettori, non il diritto di esprimere il proprio pensiero. Avete diritto (solo?) al vostro giornale di gossip preferito, così recita l’editoriale. Saprete tutto sul vostro vicino di casa, ma non perché siete diventati fluorescenti. D’altra parte il diritto a rimanere sani si acquisterà al super o verrà dispensato gratuitamente nelle entrate delle metropolitane. (Se non sai a quale giornale di free press mi riferisco, ritieniti fortunato e vivi felice.)

Estote parati.

PhotoShopDisaster

giovedì 14 ottobre 2010

No so se conoscete il blog PhotoShopDisaster. Se non lo conoscete vale la pena farci un giro. Di cosa si tratta? I lettori spediscono al gestore del blog una foto di una rivista o di una pubblicità e il sito la pubblica. Una foto? Sì, una foto, ma ritoccata malamente con il notissimo programma Photoshop. (Ne esistono anche altri, ma quello è il più famoso, tanto da indicare tutta la categoria dei programmi di ritocco fotografico.) Spesso gli errori sono molto evidenti, ma non sempre; non sempre per me. :-)

La frequentazione del blog, oltre a sviluppare un migliore spirito di osservazione (almeno il mio), permette di riflettere sulle immagini che vediamo. Ce ne sono tante (ma quante?) che ritraggono il mondo in modo fuorviante e falso. Non alimentano il senso artistico o l’immaginario, come potrebbe essere una foto artistica; sono foto false, impossibili, tagliate e rimontate in modo artificiale, ricolorate digitalmente e presentate come “reali”. Se nel mondo della pubblicità il confine fra reale e immaginario è volutamente ambiguo, giusto per farci comprare l’ultima crema che ci donerà una pelle da diciottenne a cinquant’anni, PSD ci rivela che anche nel mondo della giornalismo di cronaca ci sono ritocchi del tutto ingiustificati.

La sensazione che ho avuto guardando questi disastri digitali è che la fotografia sia utilizzata come un’ascia di guerra contro il nostro immaginario, usata non per farci vedere una realtà o per esprimere un qualche senso estetico o artistico, ma per adulterare il nostro sguardo e la nostra immaginazione. Quando l’ascia viene usata male il risultato finisce su PhotoShopDisaster. Ma quante volte nessuno si accorge di nulla?

La Conchiglia

lunedì 11 ottobre 2010

E’ successo questo: Lacomizetta ieri (domenica) si è svegliata alle 7. E come tutte le mattine della fine settimana Lacomizietta emigra nel lettone dei genitori per una dose extra di bacetti e coccole. Inutile dire che il suo arrivo sancisce l’inizio della giornata e la fine di ogni riposo. Solo che ieri il Papi era talmente assonnato che è riuscito a continuare a dormire nonostante il cicaleccio continuo della figlia e il suo continuo agitarsi. (Avete presente un frullatore in funzione? E’ praticamente fermo in confronto a Lacomizietta.) Mi sono perso quindi il racconto della sua nuova invenzione, che presto rivoluzionerà la teologia e il concetto di Trinità. Il tutto senza droghe, senza ora di religione, senza catechismo e senza la frequentazione di chiese varie. Pura fantasia comiziettica! Me lo sono fatto quindi ripetere attraverso un’intervista in esclusiva. Ho riadattato un poco il dialogo, ma il succo del discorso è qui di seguito. Buona lettura.

Papi: Spiegami questa cosa della Conchiglia che spiegavi questa mattina alla Mami.
Figlia: Allora, Papi, ascolta bene. La Conchiglietta, quando tu la apri, ha uno strato d’oro e uno strato azzurro. Dentro questo strato azzurro c’è Gesù, un Fiorellino e una Croce.

Papi: Ma perché la Croce?
F: Perché… anche lei fa parte del gruppo, no?
P: Ti è venuta in mente questa immagine così.

P: E dove si trova questa conchiglia?
F: Si trova nel cielo.

P: Cosa fa questa Conchiglia?
F: Allora, metti che io la chiami, no? Lei viene e le dico… Metti che devo mandare un messaggio alla Rosa(1), che è una mia amica; Rosa è in Puglia [in vacanza] insieme alla Marta, e io le dico: “Voglio che tu venga con me un attimo al parco”. Questa conchiglia manda il messaggio e lo ricorda per tutto il viaggio, che il viaggio per la Puglia è lungo tanto. Forse anche un po’ di più di tanto. Rosa risponde e [la Conchiglia ri]manda quello che la Rosa ha risposto a me. E io le dico “Sì, va bene. Oppure: No, non va bene.” Capisci?

P: Ho capito. Ma dentro la Conchiglia i tre chiacchierano?
F: Chiacchierano anche forse più di me…

P: E quando due persone si fanno le coccole?
F: Quando due persone si fanno le coccole Gesù si sente più forte. Invece se Gesù vede uno che dà le botte, è molto più triste.

P: Quindi le coccole, dicevi prima con la Mami, sono un po’ la corrente elettrica [prima versione], un po’ la benzina [seconda versione] e un po’ il cibo [terza versione del racconto] di Gesù. Insomma, le coccole sono energia.
F: Sì, energia.

P: Ma questa energia va solo a Gesù o anche agli altri due?
F: Va anche agli altri due, eh? Mica solo alla Conchiglia! [Tono: Insomma, Papi, è ovvio!]
P: A tutta la Conchiglia, allora.
F: E sì.

P: Mi piacerebbe sapere… perché il Fiore l’ho capito, è la Bellezza(2); mi incuriosisce la presenza della Croce. Tu sai darmi una spiegazione della sua presenza?
F: La Croce è come… se si fosse staccata. Hai presente che Gesù era attaccato alla Croce con i chiodi, che stava morendo?
P: Sì, ho presente.
F: Poi la Croce si è staccò e diventò amica di Gesù. Appena si staccò, volò via e poi ritornò alla Conchiglia e fece amicizia con Gesù e si mise d’accordo con tutti.

P: Ho capito. Riassumendo: hai immaginato…
F: No, Papi!, la Conchiglia esiste veramente!
P: Hai visto questa Conchiglia in cielo che racchiude Gesù, un Fiore e una Croce che chiacchierano sempre,  che si ciba di coccole e che fa da messaggero fra te e le tue amiche.
F: Sì, ma la possono usare anche altri, mica è solo mia.
P: Mi pare giusto.

L’intervista è finita. Andate in Pace.

(1) I nomi delle amiche sono inventati.
(2) Il Fiore, mi è stato fatto notare poi, non simboleggia la Bellezza, ma l’Amore.

(C)2010 Lacomizietta, tutti i diritti sono riservati.

Onore

domenica 10 ottobre 2010

Da Spinoza twitter:

Schifani: “L’Italia onora i suoi militari”. Esattamente come ripudia la guerra. [borges]

Libri di carta, libri di bit

venerdì 8 ottobre 2010

Un libro che per leggerlo c’è bisogno di una macchina.
(Non va bene una qualsiasi. Ce ne vuole una apposita per quel libro.)
Un libro che per leggerlo c’è bisogno di un software proprietario.
Un libro che non puoi prestare a nessuno.
Un libro che non puoi copiare.
Un libro che se ti si rompe la macchina con cui lo leggi lo devi riacquistare.
Un libro che il libraio può cancellarti dalla macchina sulla quale lo leggi.
Un libro che fra 20 anni non potrai, molto probabilmente, leggere. O forse molto meno.

Costerà pochissimo, immaginerai. Il 10% di quello vero, di carta.
(Perché non ci sarà ancora la tecnologia per eliminare tutti quei vincoli di cui sopra, immaginerai.)

Un libro che puoi leggere su qualsiasi macchina.
Un libro che puoi leggere con qualsiasi software.
Un libro che puoi prestare.
Un libro che puoi copiare.
Un libro che rimarrà tuo per sempre.
Un libro che sarà leggibile anche fra 20 anni o forse più.

Costerà tantissimo, immaginerai. Almeno quanto quello di carta.

Immaginate male.