Archive for gennaio 2011

1 giorno = 1 anno

lunedì 31 gennaio 2011

Da peacereporter:

Un giorno di guerra o un anno di cure?
Lettera aperta di un operatore Emergency in Afghanistan sul rifinanziamento della missione militare italiana
di A. Ingaria

Riassunto:
Due milioni di euro al giorno per la missione militare italiana in Afghanistan = 1 anno di funzionamento di un ospedale di Emergency. Gratis per i pazienti e di buon livello.

[DVD] Uomini che odiano le donne

lunedì 31 gennaio 2011

Titolo: Uomini che odiano le donne
Anno: 2009
Durata: 152
Genere: thriller, giallo
Regia: Niels Arden Oplev
Soggetto: Stieg Larsson (romanzo)
Sceneggiatura: Nikolaj Arcel, Rasmus Heisterberg

Voto personale: 8/10

Non so per quale motivo, pensavo che il romanzo, e di conseguenza il film, fossero quei soliti polpettoni prodotti in serie dall’industria editoriale. Non posso dire nulla del romanzo, anche se la biografia di Larsson non lascia presagire che si sia prestato ad operazioni di markètting editoriale. Invece il film, tratto dal romanzo, è ben fatto, tiene bene il ritmo, è coerente, ci tiene in sospeso fino all’ultimo secondo. Le differenze con il romanzo, per chi fosse interessato, sono indicate su wikipedia, nel link iniziale, ma li c’è anche raccontata la storia (spoiler). Le uniche difficoltà sono i nomi svedesi da ricordare e le scritte in svedese, ma se avete il dvd potete rivedere le poche parti esplicative e lo svedese è tradotto dalla voce narrante. Nulla di insuperabile.

Senza svelarvi nulla, posso dirvi che il film racconta di un giornalista che indagherà su una misteriosa scomparsa di 40 anni addietro. Le sorprese non vi mancheranno. :-)

Avvertenza: il film in dvd vieta la visione a minori di 14 anni. Ci sono scene di violenza sadica, che sinceramente consiglierei ad un pubblico maggiorenne o, se lo fate vedere ad un minorenne, consiglierei un adulto che accompagna la visione, un adulto preparato ad affrontare con lui il tema della violenza sadica e dintorni.

Idiosincrasie /3

lunedì 31 gennaio 2011

Facebook mi fa venire l’orticaria. E anche gli altri socialcosi, tipo linkedin.
(Questo non esclude che io cambi idea. Ma sicuramente la cosa non accadrà nell’immediato futuro.)

In Albania

domenica 30 gennaio 2011

Intanto anche in Albania (da Peacereporter) accadono cose:

Albania, protesta pacifica contro il governo di Berisha
Migliaia di albanesi hanno marciato pacificamente per commemorare la morte di tre membri dell’opposizione

[…]”le forze di opposizioni esortano il Premier Berisha a rassegnare le dimissioni per presunta corruzione”[…]

De gustibus /15bis

giovedì 27 gennaio 2011

Da fonti attendibili (la Mami), ho saputo che la colazione di ieri ha avuto un seguito: la merenda.

Ingredienti:

Patatine fritte (sottili, in busta)
Stracchino
Alici marinate
Un’arancia

Fase I: arrotolare un’alice marinata sopra una patatina abbastanza grossa e gustarla come fosse una tartina.
Fase II: mettere una cucchiaiata di stracchino nel piatto e cercare di afferrarlo con le patatine.
Fase III: mangiarsi un’arancia.

Raccontami una storia, ovvero le donne in Italia

giovedì 27 gennaio 2011

Ho letto il post (Le italiane sono messe male e non lo sanno) di Giovanna Cosenza sulla percezione che hanno gli italiani della condizione femminile in Italia. La maggioranza non sembra avere nessuna percezione della gravità della situazione.

Avevo pensato di rispondere direttamente sul blog della Cosenza, ma poi mi sono accorto di aver scritto un comizio. Ve ne faccio partecipi.

Ho sentito con le mie orecchie una persona mediamente intelligente che faceva spallucce al caso Ruby: “Chissà se è vero, poi. E a me cosa fa a letto Silvio non interessa.” Cosa cambia nella nostra vita se sappiamo qualcosa della condizione della donna in Italia? Solo altro mal di pancia, se solo riusciamo ad accorgercene. Nessuno vuole altro mal di pancia, alla sera.

Per questo motivo è assolutamente necessario proporre qualcosa di diverso, qualcosa di diverso che sia allettante, emozionante, che si abbia voglia di seguire. Bisogna assolutamente raccontare storie alternative, alternative al modello santa o modello prostituta, molto in voga qui da noi.

Un post della Cosenza su uno stagista che ha detto “no, grazie” ad un lavoro pessimo e ne ha trovato subito dopo uno migliore vale 100 analisi argute e 100 incitamenti a muoversi. Far sapere cosa si può fare quando si è sfruttati, o ci si sente tali, cambia l’immagine che abbiamo di noi e della realtà che ci circonda. Dare gli strumenti per capire cosa ci accade, senza dare tesi precostituite, è quello che possiamo fare per le nuove generazioni. Raccontare storie e dare gli strumenti di analisi ai giovani vuol dire cambiare il mondo.

Dico questo perché lo vivo in prima persona, in casa. Racconto a Lacomizietta le storie di studiose di matematica prendendole dalla rivista Rudi Mathematici. Le racconto di come queste donne si siano lasciate trasportare dalla passione per la materia, di come abbiano lottato contro tutta la società maschilista che le voleva in casa a fare la calza, di come non si siano lasciate scoraggiare da nulla. Anche di alcune fini drammatiche, tipo Ipazia. E lei, candida e innocente con i suoi 6 anni, ogni volta mi dice: “Bella storia, Papi. Anch’io voglio essere come loro.” E mi basta un solo un “bisogna fare i compiti” per sentirmi dire che non ha voglia e che sono noioso. Per farla lavorare bisogna raccontarle, periodicamente, una storia sui compiti scolastici: le nostre disavventure coi compiti, come facemmo noi a sopportare tanta noia, cosa si potrà fare dopo averli fatti, eccetera. Alla fine succede che fa dei compiti extra, su un altro libro, per sentirsi grande, perché fare i compiti non è così brutto come sembra. (Quelli imposti dalle maestre sono noiosi per definizione, ma si fanno lo stesso senza lamentarsi troppo, solo il minimo sindacale. :-) )

A 40 anni (o 80), siamo come Lacomizietta a 6: non ci interessa sapere che la donna è emarginata. Ci interessa sapere che esistono donne che non sono in vendita, che seguono le loro passioni, che sono brave professionalmente, che non sono né sante né prostitute e, soprattutto, che vengono considerate e stimate da tutti (o da molti) come persone e non come icone od oggetti. Ci interessa sapere che è difficile, ma che poi andrà meglio.

I modelli da seguire ce ne sono, basta cercarli e raccontarli. Le ragazze (e i ragazzi) capiranno che un altro mondo è possibile. Gli altri seguiranno.

De gustibus /15

mercoledì 26 gennaio 2011

Scommetto che nessuno di voi fa colazione con alici marinate seguite da caffelatte con fiocchi di mais.

[Se vi chiedete da chi ha preso Lacomizietta è meglio che non sappiate cosa fanno i genitori…]

Le notizie importanti di oggi

martedì 25 gennaio 2011

Da peacereporter:

Quel terrore utile al Cremlino

Le opposizioni avanzano sospetti sulla vera matrice dell’attentato di Domodedovo, ricordando le vicende di Ryazan e denunciando l’uso politico che Putin fa del terrorismo. Le forze politiche anti-putiniane avevano annunciato una ‘marcia sul Cremlino’
di E. Piovesana

L’uranio impoverito scompare dal decreto

“Particolari condizioni ambientali”: con questa formula, la commissione d’inchiesta intende cancellare il nesso diretto tra uranio impoverito, morti e gravi malattie.
di G. Battaglia

Aggiornamento:

30secondi ci informa sul perché in Egitto si protesta:

Egitto: tutto quello che dovreste sapere sulla manifestazione del 25 gennaio
di L. Declich

Per avere altre info su cosa succede in Nord Africa e Medio Oriente in questi giorni, lasciate stare i giornali e seguite 30secondi.

[libro] I promessi sposi

martedì 25 gennaio 2011

Titolo: I promessi sposi
Autore: Manzoni Alessandro
Curatore: Spinazzola V.
Editore: Garzanti Libri

Audiolibro presso liberliber.

voto personale: 8/10

Scrivere qualcosa su I promessi sposi è semplicemente folle. Dal più inetto degli studenti al più grande studioso, tutti (diciamo tanti) hanno affrontato il romanzo e detto cosa ne pensavano e questo dal 1827, anno della prima edizione. Sperare di dire qualcosa di originale è impresa vana.

Comincio, allora, con l’osservare cose lapalissiane, che voi farete finta di non sapere: Manzoni è un uomo del XIX secolo ed era cattolico. Il primo fatto è necessario ricordarlo perché da allora la scrittura si è evoluta parecchio, e non solo nei termini. Le frasi, nelle opere contemporanee, sono più brevi, più semplici. I ritmi di narrazione più serrati, le descrizioni più avvincenti. Il cinema e la televisione ci hanno abituato a ritmi molto più veloci e a narrazioni molto più sintetiche e questo ha influenzato anche la letteratura contemporanea; al lettore moderno alcuni passaggi possono risultare ostici, se non addirittura noiosi. (Personalmente ho trovato l’incipit adatto per l’addormentamento serale.) La grandezza del Manzoni sta nel fatto che il ritmo del racconto è vario, l’intreccio della trama è ben pensato, stringente, coerente. Le digressioni storiche sono pertinenti e isolate dal resto del racconto. Potrebbero essere, in una lettura veloce, anche saltate. I vari ritmi, le varie parti del romanzo sono ben armonizzate e il racconto scorre bene, si ha voglia di sapere cosa riserva la pagina successiva. Da questo punto di vista Manzoni è modernissimo e la sua prosa ottocentesca viene facilmente dimenticata, per così dire.

Sulla cattolicità del Manzoni sono stati scritti volumi interi. Personalmente non credo, come molti commentatori pensano, che la sua religiosità si sia espressa nei vari personaggi religiosi del romanzo o nella fede nella Provvidenza. I personaggi sono solo personaggi e devono essere coerenti nel mondo del romanzo e la Provvidenza vi è in ogni romanzo e racconto, dalla preistoria ad oggi: è il narratore il dio del racconto, la provvidenza, e non può essere altrimenti. La cattolicità di Manzoni invece io l’ho trovata nel personaggio di Lucia. Lucia è come Maria: in balia degli eventi, senza nessuna volontà attiva. E’ formalmente libera, ma non sa usare la sua libertà. E’ inconsapevole. Sono innumerevoli gli esempi di questa presenza senza volontà. Ne citerò solo due. Il primo è la conversione dell’Innominato, già matura, quando arriva Lucia, e che viene da lei resa effettiva, ma senza nessuna consapevolezza. Infatti farà un voto di castità assolutamente inutile. Ma anche questa volontà non sarà rispettata e il voto sarà annullato, più per volontà di Lorenzo e di fra’ Cristoforo che suo. Questa passività non è assolutamente necessaria al racconto, poteva benissimo essere altrimenti. E’ per questo che penso che Lucia sia un omaggio assolutamente gratuito alla figura di Maria presente nei vangeli. E’ l’aspetto più retrogrado del romanzo. [Nota 28/01/2011: La Moglie mi dice che non sono stato chiaro nello spiegare cosa penso del Manzoni cattolico. Ne riparlerò in un altro post. So che non ne vedete l’ora. :-) ]

Divertente, invece, è stato leggiucchiare i commenti dei critici fra il 1827 e il ‘900: Goethe, Leopardi, Poe, De Sanctis, Croce, eccetera. (Io ho la seconda edizione del romanzo curata da Spinazzola. E’ a quella che faccio riferimento per quanto riguarda la critica letteraria.) C’è chi amava il romanzo: Goethe, Poe, Pirandello. E chi non lo sopportava proprio, di solito per le stesse ragioni per cui altri lo amavano. Un esempio su tutti Tommaseo, che elogiava le parti storiche e deplorava il racconto fra Renzo e Lucia. (Il contrario di quello che pensava Goethe.) Chi si lanciava in letture ideologiche ridicole, vedi il povero Gramsci. Chi era tutto intento a fare le pulci alla religiosità Manzoniana (Scalvini). Notevole notare che le critiche più entusiaste e più vicine al nostro sentire siano di autori stranieri (Goethe e Poe) o di letterati apprezzati anche all’estero (Pirandello). Insomma è stato scritto tutto e il contrario di tutto.

Un appunto personale sulla critica letteraria di De Sanctis. Questo illustre studioso fa parte della mia ignoranza. Wikipedia me lo dipinge come “il maggiore critico e storico della letteratura italiana nel XIX secolo”. Questo, però, non mi impedisce di dire che il pezzo citato dallo Spinazzola sia scritto da cani. Ho dovuto rileggerlo due volte per capire cosa volesse dire. E quando l’ho capito, avrei voluto tirargli una scarpa al caro De Sanctis, o almeno scrivergli cosa pensavo dei suoi commenti manzoniani nel suo blog, ma, sempre secondo Wikipedia, sembra sia morto da molti anni. Peccato.

Un kamikaze molto forte

lunedì 24 gennaio 2011

Ora su Repubblica vi è la notizia che:

Un kamikaze con addosso 5 tonnellate di esplosivo si è fatto esplodere nell’area delle salette vip […]

Voglio vedere quanto ci impiegano ad accorgersene (E’ per questo che non ho messo il link. Ho salvato la pagina, però.)

Aggiornamento:

Hanno corretto dopo circa un quarto d’ora, per quello che ho potuto vedere io. Bravi, ma si può fare di meglio.