Archive for gennaio 2011

Piccoli dettagli fastidiosi

lunedì 24 gennaio 2011

Pensiero del giorno:

Mami, la scuola mi piace, ma se non ci fossero le maestre sarebbe perfetta.

Idiosincrasie /2

lunedì 24 gennaio 2011

Non sopporto la moda delle scarpe slacciate. A vederle mi sento come se fossero le mie ad essere slacciate.

Dell’inutilità dell’utilità

venerdì 21 gennaio 2011

Ricordate la vicenda di Fleischmann e Pons? [Se la risposta è sì, saltate a dopo il link]

Riassunto per chi non c’era e per i più distratti: un bel giorno di marzo del 1989 i due annunciano al mondo che avevano scoperto il modo per fondere assieme due nuclei di idrogeno e ricavare energia, il tutto rimanendo a temperature gestibili in un comunissimo laboratorio casalingo. In altre parole dicevano di aver ottenuto la reazione nucleare che nel sole avviene a milioni di gradi, in una provetta a temperature “umane”. Se la scoperta fosse stata confermata avremmo potuto avere tanta energia a costi molto bassi, avremmo potuto avere anche centrali di dimensioni molto piccole, di dimensioni di un appartamento. Visto che il vostro condominio continua a rifornirsi di metano o gasolio, avete capito come andò a finire. I due scienziati si erano sbagliati e nessuno fu capace di riprodurre il loro esperimento. Avevano avuto troppa fretta per risultare i primi nella scoperta e si scottarono.

Anche i giornalisti, che all’epoca si precipitarono a gridare “al miracolo”, si bruciarono e ora, quando qualche scienziato parla di fusione fredda, hanno cura di mettere l’articolo a pagina 46 con una bella dose di condizionali.

Dal punto di vista fisico, invece, l’argomento è molto promettente e ci sarebbe tantissimo lavoro da fare. In Italia siamo stati (lo siamo ancora? Non so.) all’avanguardia nel campo (v. la voce di wikipedia nel link), però nessuno si è mai preso la briga di guidare le ricerche in modo efficiente ed organico, per quel che so. Il rischio di smantellare il potere legato alle fonti fossili è troppo alto. Sono ricerche che non fanno girare l’economia. Si rischia di vincere qualche premio Nobel che poi è contro il nucleare da fissione. Meglio non rischiare.

Ora altri due italiani ci riprovano (da La Repubblica di Bologna – notate la “pagina 46”):

Fusione nucleare a freddo
“A Bologna ci siamo riusciti”
Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, è stato realizzato il processo utilizzando nichel ed idrogeno. E’ la strada per ottenere energia pulita. Andrea Rossi, ingegnere e Sergio Focardi, fisico, spiegano: “Dietro questo processo non c’è una base teorica, per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato”
di ILARIA VENTURI

Del pezzo mi hanno davvero colpito due frasi:

[…] “Siamo un’azienda, se mi chiedono di aprire la scatola dovrei pagare i danni agli investitori“, replica Andrea Rossi. […] Lo stesso ingegnere ammette: “Dietro questo processo non c’è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato”. […]

Il che vuol dire, nella migliore delle ipotesi, che senza una base teorica e senza che nessuno possa mettere mano all’apparecchiatura, impiegheranno altri 10 o 20 anni per poter usare concretamente l’invenzione. Nella peggiore delle ipotesi loro potrebbero essere ad un passo da una scoperta scientifica rivoluzionaria e nessuno lo saprà mai e rimarremo ancora a lungo col nostro gas che brucia nelle caldaie.

Io spero che quegli investitori diventino molto ricchi, come quel tabagista in un cargo di sigarette in mezzo al mare. Ma senza accendino. (cit. Alex Drastico)

Aggiornamento 14/06/2011:

Il CICAP cerca di fare il punto della situazione:

Reattore E-Cat: la posizione del CICAP

Ma gli ostacoli posti dagli “scopritori/inventori” non permettono di fare passi avanti. Peccato.

[film] Moon

giovedì 20 gennaio 2011

Titolo originale: Moon
Paese: Regno Unito
Anno: 2009
Durata: 97 min
Genere: fantascienza, thriller
Regia: Duncan Jones
Sceneggiatura: Nathan Parker
Musiche: Clint Mansell
Interpreti e personaggi: Sam Rockwell è Sam Bell

Voto personale: 6/10

Prima bacchettata al doppiatore italiano: ha tradotto “far side of the Moon” con “lato oscuro della Luna”. La Luna non ha lati oscuri permanenti, ha semmai lati nascosti a noi che siamo sulla Terra. (E sì che i sottotitoli in italiano sono corretti.)

Stavo per dare una seconda bacchettata allo sceneggiatore quando… Ma andiamo con ordine. Il film inizia con una breve introduzione sul perché ci sia una base sulla Luna. Ci spiega che lì viene estratto l’elio3 depositato dal vento solare, che l’elio3 viene spedito sulla Terra, perché gli uomini hanno finalmente a disposizione centrali a fusione nucleare. Io pensavo che sulla Luna di elio3 non ce ne fosse neanche l’ombra, e mi sembrava assurdo che l’elio3 fosse depositato dal vento solare: andavo quindi per casa a inveire contro quegli sceneggiatori da strapazzo che buttano nel cesso un film per questi particolari del piffero. E invece, secondo wikipedia, è proprio così: sulla Luna c’è l’elio3 e viene depositato sulle rocce superficiali dal vento solare. Resta da capire perché si utilizzi l’elio3 e non il deuterio e il trizio per la fusione, senza andare sulla Luna, però, insomma, dopo la mia dimostrazione di ignoranza non avevo la forza di lamentarmi oltre.

A parte l’inizio e altre piccoli difetti nella sceneggiatura, il film fila via bene, col giusto grado di tensione. Racconta di un uomo solo su questa base lunare, Sam Bell, che porta avanti l’estrazione di elio3 con speciali macchine mietitrici. E’ lì da quasi tre anni e sta per tornare a casa, quando ha un incidente. E qui si scoprono, pian piano, cose interessanti.

La visione è ottima per passare una serata in compagnia o per chi ha sete di fantascienza come il sottoscritto. Però, nonostante gli omaggi a “2001: Odissea nello spazio” e nonostante sul retro di copertina del DVD ci sia scritto “all’altezza dei classici come 2001: Odissea nello spazio.”, siamo ben lontani da 2001. Circa 300.000 km.

Aggiunta 21/01/2011:
Ho visto i “contenuti speciali” del DVD dove si parla delle riprese e dell’ideazione del film. Sono molto interessanti. Ho scoperto che gli effetti speciali sono stati fatti quasi tutti con modellini, come una volta. Che i due Sam Bell sono lo stesso attore che recita due volte la stessa scena, e che la grafica computerizzata è usata, ma con molta moderazione. Il budget a disposizione è stato solo di 5 milioni di dollari, che sembrano essere molto pochi per un film.

Nel DVD vi è anche un cortometraggio, di meno di mezz’ora, Whistle. Un vero capolavoro. L’ho trovato agghiacciante. Lo considero V.M.18.

Al di là del pelo

giovedì 20 gennaio 2011

Mentre siete (e sono un poco anch’io) tutti concentrati sui peli pubici altrui, il Nostro & C. provvedono a spender bene i nostri soldi (da Peacereporter):

Oltre 2 milioni al giorno per la guerra
Lunedì alla Camera il voto sull’ennesimo rifinanziamento alla missione militare in Afghanistan: 410 milioni di euro per il primo semestre 2011

Almeno fosse per qualcosa, poi. Perché i risultati non si vedono. Positivi, intendo.

Idiosincrasie /1

mercoledì 19 gennaio 2011

Quando sento, o leggo, l’espressione “a 360 gradi” le mie rotule ruotano di 720 gradi l’una. Con dolore.

(copio lo spirito del gioco da Cloridrato)

E tu quanto vali?

lunedì 17 gennaio 2011

Penso che raramente le risposte siano importanti. Sono molto più importanti le domande. E Calamari se ne fa una interessante:

Cassandra Crossing/ Facebook e la bolla
di M. Calamari – Come si valuta un social network? Economicamente, si intende. E, soprattutto, come si fa a schivare un’altra bolla dot.com? Sempre che ci sia, la bolla: e se questa volta fosse tutto (spaventosamente) più reale?

Ovvero: se Facebook vale 50miliardi di dollari (in un’ipotetica quotazione in borsa) e ha 500milioni di utenti, ogni utente vale 100 dollari. Più o meno l’ordine di grandezza dovrebbe esserci, anche se certamente sottostimato. Questi 100 dollari, visto che l’utente di FB non paga nulla, da dove arrivano? E soprattutto: dove vanno?

Buona riflessione.

Domande /15

domenica 16 gennaio 2011

Questa me l’ha fatta a bruciapelo, salendo in macchina:

Papi, come si forma lo spazio?

Siamo nel campo dell’astronomia o meglio dell’astrofisica.
L’altra questione è:

Ma prima della nascita dello spazio, che colore c’era?

Perché lo sfondo oggi è nero, ma prima della nascita dell’universo? Quale altro colore poteva esserci? C’è qualche astrofisico in ascolto che mi può aiutare? :-)

Aggiornamento 17/01/2011:
La prima domanda è decisamente interessante. Mi sento come il papà di Mafalda quando Mafalda gli chiede che cos’è la filosofia: chino sui libri, di notte, a esclamare “Eheee?!!” Comunque, chi avesse voglia di iniziare le ricerche per una risposta può partire da qui: Espansione metrica dello spazio.

Per la seconda ho paura che dovremo usare molta fantasia.

Ora di Religione

venerdì 14 gennaio 2011

Poiché la famiglia Comizietti ha delle idee tutte sue sul tema religione e volevamo che Lacomizietta affrontasse sotto la nostra guida la questione, negli anni della materna Lacomizietta ha usufruito dell’ora di alternativa. Lacomizietta era felice, l’insegnante di alternativa era felice e siamo arrivati alle elementari pensando di poter continuare su questa strada, previa consultazione de Lacomizietta. Però gli imprevisti sono ovunque: quest’anno, su 70 alunni di prima, una sola non fa l’ora di religione: Lei.

Grazie al conformismo imperante (mi rifiuto di credere che su 70 famiglie siano tutti cattolici osservanti) e grazie a Tremorti e Maria Star (e loro predecessori e colleghi) le insegnanti scarseggiano e Lacomizietta è stata di fatto parcheggiata in una classe attigua durante l’ora di religione. Nessun programma educativo alternativo era previsto.

Abbiamo aspettato un poco e visto che anche Lacomizietta non era proprio entusiasta, la Mami è andata a parlare con La Preside, la quale si è dimostrata subito molto comprensiva, ci ha illustrato il perché del percome (è lì che abbiamo saputo che era l’unica delle prime a non fare religione) e si è dimostrata disponibile a fare qualche salto mortale pur di far valere il nostro diritto. Nel frattempo Lacomizietta si è trovata a seguire qualche ora di religione. Non ho ancora capito come e perché, ma così è stato e Lacomizietta sembrava molto più felice. Abbiamo pensato: facciamole provare ancora per un poco l’ora di religione, poi ne parliamo con lei e decideremo una cosa univoca per dopo le vacanze di Natale. Cambiare idea è possibile, ma non possiamo far diventare matte le maestre, pensavamo. La discussione con Lacomizietta è stata lunga e dettagliata: cosa è la religione, cosa si fa durante l’ora di religione, perché non si può fare un’altra cosa durante l’ora di alternativa, quanto è simpatica la maestra di alternativa (poco), quanto è simpatica la maestra di religione (tanto), è più bello stare in classe con i compagni (forse), è più bello andare nell’altra classe dove c’è la sua amica M. (tanto), eccetera, eccetera. Alla fine abbiamo concordato di continuare l’ora di alternativa e che la Mami avrebbe parlato con l’insegnante per vedere se era possibile fare cose più divertenti. Ma la decisione de Lacomizietta era tutt’altro che salda, i cambi di idea repentini e improvvisi, visto che vi erano pro e contro per entrambe le scelte.

Ieri il colloquio della Mami con le due insegnanti, quella di alternativa e quella di religione. Lacomizietta è molto brava, siamo disponibili a, i tagli del ministero, a religione si fa questo, nella mia ora si farà quest’altro, vorremmo ma non possiamo più di tanto, però potrei fare anche così, e in effetti si potrebbe, la conclusione è stata che Sua Maestà farà, di fatto, quello che vuole, a seconda dei lavori che si proporranno di volta in volta nelle due classi. Quando mia Moglie e Lacomizietta me lo hanno raccontato, ieri sera, non ci credevo. E’ così, invece.

Sul caso FIAT

giovedì 13 gennaio 2011

Ho letto qua e là dichiarazioni e analisi sul caso FIAT, alcune anche ben fatte e argomentate. Niente da fare, però. Al di fuori dell’Innominabile, nessuno si è chiesto cosa ci facciamo con tutte queste auto. Ma non si potrebbe produrre altro?

(Noi Comizietti, per quanto possiamo voler bene agli operai della FIAT, a Marchionne e ai suoi azionisti, più di un’auto ogni 9 anni non ce la facciamo ad acquistarla. E se costasse il 50% in meno non ne compreremmo due al posto di una. Non sapremmo proprio cosa farci.)