Archive for maggio 2011

Sono estremista e rivoluzionario

giovedì 26 maggio 2011

In questo periodo – periodo che durerà almeno fino a dicembre – mi trovo in periferia di Milano a lavorare. Per la pausa pranzo la scelta dei locali è poca e i prezzi, nonostante la periferia, sono decisamente alti. Proprio all’uscita dell’ufficio c’è un locale che si dà arie trendy nonostante sia a due passi dai campi e ha prezzi superiori alla media dei vicini. Per non mangiare da solo e per variare, qualche volta ho seguito i colleghi in questo locale trendy. Ieri alla cassa noto un cartello: “per importi inferiori ai 15 euro non si accettano carte di credito.” Io lascio pagare tutto il gruppone e rimango per ultimo. Devo 7,50 euro. Tiro fuori la carta di credito. “Mi dispiace, non accettiamo la carta per importi sotto i 15 euro.” E io, deciso: “Se lei non accetta la carta di credito io faccio una segnalazione alla società emittente. Lei non può rifiutare la carta di credito per importi piccoli.” Ha fatto la faccia incazzata e ha borbottato: “La prossima volta non vi faccio i conti separati.” E io: “Gli altri cosa c’entrano?” Sono uscito con la mia bella ricevuta della carta di credito.

All’uscita l’ho sventolata davanti ai miei colleghi. Ammirazione, certo, ma anche: “Ma perché l’hai fatto?” “Perché il suo è un sopruso. Lui non può rifiutare nessun pagamento con la carta di credito. Ho chiesto e lo so per certo. E infatti ho pagato con la carta.” Sono seguite le giustificazioni del sopruso:
1) “Ma lui per importi piccoli ci rimette.
E io: “Accettare la carta di credito non è un obbligo.”
2) “Ma tu avevi i contanti.
E io: “E’ vero. Volevo fargli capire che sta sbagliando a comportarsi così. Infatti mi sa che passerà un bel po’ prima che mi riveda nel suo locale.”
3) “Ma sei tu a casa sua, devi adeguarti.
E io: “Un ristorante non è un circolo privato. E’ un luogo pubblico. Io pago nelle modalità che mi permette lui. E’ lui nel torto non io.”
4) “Hai ragione tu, ma io non l’avrei fatto. Vivi e lascia vivere.
5) E per finire: “Sei un estremista.

Preciso subito che a me queste uscite costano tantissimo. Non amo farle e mi mettono molta agitazione. Non appartengo quindi alla categoria degli impavidi. Però a volte riesco a farmi valere.

Considerazione: molti sono pronti a registrare un sopruso o una scorrettezza, pochi, pochissimi sono pronti a reagire e fra i pochissimi che reagiscono, molti non sanno come fare e usano la polemica e il turpiloquio (caso frequente sul lavoro… e in politica).

Buona riflessione.

Del turarsi il naso

giovedì 26 maggio 2011

Da Linkiesta:

Chi vota turandosi il naso altera le regole del gioco
di Michele Fusco

Dove si argomenta che votare turandosi il naso nuoce alla salute.

Sottoscrivo tutto e differenzio la mia opinione da quella di Fusco per un piccolo dettaglio: se i candidati non vi piacciono è doveroso andare a votare e annullare la scheda. Stare a casa non solo è troppo comodo, ma si è subito arruolati nella categoria dei menefreghisti. Non è così, ovviamente.

Una buona notizia

sabato 21 maggio 2011

Da Peacereporter:

Italia, cluster bomb al bando
Il nostro Paese ha ratificato in Parlamento la Convenzione di Oslo, che vieta l’uso, la produzione e il possesso delle bombe a grappolo
di Chiara Panzeri

Neologismi /25

sabato 21 maggio 2011

In questi mesi Lacomizietta ci ha dato dentro:

“Mami, mi fai lo scimmion?” (= chignon)

La Mami taglia i capelli al Papi. “Mami, al Papi fai un taglio estatico?” (=estivo)

“Mami, ma come erano gli uomini primitividi?

“Mami, da quando in mai le maestre hanno la voce bassa?

Scampoli 2

venerdì 20 maggio 2011

Non so come mai, ma wordpress mi ha spezzato il post. Ecco la seconda parte:

Ritornando alle elezioni locali, altra cosa che mi sorprende molto, è l’assoluta incapacità di fare una critica decente al movimento 5 Stelle. Tutti cercano disperatamente di appioppargli etichette, di aggrapparsi alle intemperanze di Grillo, di ridicolizzarlo, eccetera. Tutte operazioni fallimentari perché un movimento così decentrato non è possibile etichettarlo e perché le uscite di Grillo sono il catalizzatore del movimento. E’ come accusare un panettiere di fare il pane e i suoi clienti di mangiarlo. E’ esattamente ciò che gli elettori vogliono e che cercano e infatti questo genere di critiche non toglie nemmeno un voto e non induce nessun pensiero differente. Inoltre i risultati ottenuti, nonostante gli evidenti ostracismi del resto della politica e dell’informazione, non fa altro che rafforzare l’unità e la compattezza del movimento ed anche la sua appetibilità. Molti astenuti e delusi della politica sono naturalmente attratti da risultati così entusiasmanti, ottenuti solo col lavoro di squadra, pochissimi soldi, un leader carismatico e con quello che sembra “tutto il mondo contro”. Eppure il movimento è tutt’altro che a cinque stelle: come tutte le cose umane è ben lontano dall’essere perfetto. Ma, cosa strana, nessuno sembra saper fare una critica decente alle sue proposte. La sensazione, decisamente sgradevole, è che il merito delle cose, il famigerato “programma”, non interessi nessuno.

Aggiornamento 22/05/2011: I post di nonunacosaseria proposti nel suo commento sono degni di lettura.

Scampoli

venerdì 20 maggio 2011

Il tempo passa veloce e in questi giorni di assenza dal blog sono successe molte cose. Le ultime, in ordine di tempo, non hanno trovato adeguati commenti nella blogopalla. (Per essere precisi: IO non ho letto commenti che mi hanno soddisfatto.) Stiamo parlando delle elezioni locali e in particolare l’elezione del sindaco a Milano.

A me è sembrato molto strano che i sondaggi abbiano invertito le percentuali di previsione: davano Pisapia a 41 e Moratti a 48 e invece è successo il contrario. Poiché non penso che i sondaggi siano stati fatti con poca professionalità le spiegazioni possibili sono due: 1) gli intervistati hanno mentito;
2) la base dati non è omogenea, e questo non per colpa di chi fa la ricerca. E’ che in questi anni, per essere disturbati a casa per questo genere di cose, c’è bisogno di un esplicito consenso. Questo ci dice che i più attenti alla propria privacy, almeno a Milano, votano per il centrosinistra.

Dateci uno psichiatra

lunedì 9 maggio 2011

“Nervoso com’ero, l’unica cosa cosa che mi impediva di dormire era la possibilità di eliminare Bin Laden. Giustizia è fatta. E chiunque metta in discussione che l’autore di stragi su suolo americano non meritasse quello che avuto, deve farsi esaminare il cervello“, ha detto Obama.

Eravamo più di uno al lavoro che avevamo bisogno di uno psichiatra. Per fortuna.

L’indispensabile /7

lunedì 9 maggio 2011

Quelli di 610 fanno satira di costume distribuendo occhiali 2D per vedere il loro spettacolo dal vivo. Per rendere gli spettatori del palco uguali a quelli della TV, questi occhiali hanno una lente opaca. Non hanno brevettato l’idea. Peccato.

Gli occhiali per vedere i film 3D in 2D
I film in 3D vi fanno venire il mal di testa? Con questi occhiali tornano bidimensionali.

Opera incompiuta

domenica 1 maggio 2011

Lacomizietta, un pomeriggio, voleva scrivere un libro. Ha iniziato:

Poi sono intervenuti altri eventi che l’hanno distratta e l’opera è rimasta incompiuta.

Papi: “Ma tu sai come sono fatti i cipressi?”
Figlia: “No.”

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