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Con il culo degli altri /2

lunedì 22 agosto 2011

Siamo nel bel mezzo della ristrutturazione del nostro nuovo appartamento. Sono ormai quasi due mesi che siamo apolidi fra le case dei nostri genitori e ancora per qualche settimana mangeremo lo pane altrui.

Visti i recenti post di Gilioli  e di Cosenza  anticipo il capitolo “Con il culo degli altri /2”. Qui la prima puntata.

Il capitolo ristrutturazioni prevede anche il capitolo pagamenti.

Fattura sì o fattura no, tutto in fattura o solo parte del lavoro, trucchi vari. Senza chiedere nulla il vostro professionista di fiducia vi deluciderà su tutte le possibilità di evasione. Poi, quando dite che volete fatturare tutto, vi diranno: “a beh certo, con il 36% o il 55% di detrazione vi conviene.” Quando “tutto” significa anche ciò che non ricade nelle cose detraibili, vi guarderanno strano. “Ah, beh, si certo, non c’è problema a fatturare tutto.” Salvo poi continuare a proporvi varie possibilità di evasione.

Dire che “le tasse dobbiamo pagarle tutti” è un discorso che non attacca. O vi guardano con una faccia “e io sono Papa Giovanni Paolo II” o vi sentirete dire che loro le tasse le pagano, non sono mica evasori. E in questo caso non sta male piazzare: “Allora con fattura non dovrebbe essere un problema, no?”. Non c’è problema, non possono dirlo, ma rifiutare uno sconto del 10-20% a scapito della signora IVA bisogna essere dei fessi. La loro faccia parla chiaro.

Siamo passati ad altre argomentazioni. “Ci sono anche motivi di garanzia. Se lei mi fa il lavoro male e l’ho pagata in nero, io con chi mi lamento?” “Sì, certo, è una questione di fiducia. Io comunque sono onesto, se c’è qualcosa che non va rispondo sempre dei miei lavori. Oppure metto in fattura solo il materiale, così lei ha diritto alla garanzia.” E’ più forte di loro. Tutto fatturato è inconcepibile, deve essere un evento rarissimo. A questo punto penso che il problema non sia tutto del professionista. Non è solo l’artigiano l’evasore. Il primo evasore è il cliente. L’artigiano si adegua (con piacere), se vuole lavorare. Quando si presentano vari metodi di evasione a dei perfetti sconosciuti penso che ogni cliente chieda uno sconto a scapito della collettività. Anche quelli che poi si lamentano che sono sempre loro a pagare (leggi lavoratori dipendenti) e continueranno ad esserlo.

Penso che gli studenti di Giovanna Cosenza abbiano molto, molto lavoro da fare. (E anche Tremonti, ovviamente.)