La noia

Questa estate è successo questo: quattro colleghi che erano in ferie sono tornati al lavoro prima del termine, “perché a casa sono da solo e non so cosa fare.” Ora, il nostro lavoro non è particolarmente creativo ed entusiasmante, a meno che gestire archivi finanziari e creare i relativi report, con nomi di cose di cui non sapete assolutamente nulla, non sia per alcuni di voi particolarmente interessante. Quindi non sono tornati al lavoro perché il lavoro è strafigo (e strapagato). Sono tornati perché non sanno annoiarsi. Non sanno stare da soli.

Io spero che nessuno dei miei lettori sia mai rientrato prima dalle ferie per noia. Perché io avrei volouto prenderli a sberle quei colleghi. Avrei voluto piangere. Mi hanno offeso. Io questa estate non mi sono fermato un attimo e non sono andato in vacanza; io a casa ho ennemila lavori da terminare; io non reputo possibile annoiarsi quando sono in ferie; io reputo quelle persone orribili e morte dentro.

Anzi, penso che annoiarsi sia fondamentale per creare, per riposarsi, per affrontare il mondo. No, non sto parlando della noia dei report finanziari. Quella è una noia “attiva”, non mi interessano i report finanziari eppure li devo fare. Sto parlando della noia “passiva”, quella che deriva dal non dover far nulla di necessario e importante. Ci sono volte che, quando sono libero da impegni, entro in uno stato paradossale di sovrabbondanza di idee, di cose inutili che potrei fare, che mi viene il mal di testa. Ho troppe idee e poco tempo libero da dedicare alla noia. Io ho il problema opposto dei miei colleghi. Per questo li odio.

3 Risposte to “La noia”

  1. Thumper Says:

    Li odio anch’io

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  2. aliceland Says:

    Ecco io magari NON li odio, ma mi fanno pena, questo sì!
    ;-)

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