I “Ritchie” e i “Jobs”

Come solo i più informati di voi sanno, pochi giorni fa è morto Dennis Ritchie. Vi confesso la mia colpevole ignoranza: io non sapevo chi fosse. Sono parzialmente scusato dal fatto di non essere mai stato un programmatore e di non avere alle spalle studi specifici. Inoltre Ritchie viene descritto come uomo schivo. Per questo motivo pochissimi conoscono i meriti di Dennis Ritchie, ed è un vero peccato. Basta dare una rapida scorsa alla sua bibliografia su wikipedia per rendersi conto della grave perdita subita dall’umanità. E’ stato il nonno dell’informatica, essendo tra gli inventori dei sistemi Unix (quei sistemi che usate tutti i giorni senza saperlo) e del linguaggio di programmazione C (come credete si facciano tutte quelle finestrelle che si spostano da una parte all’altra dello schermo?).

Non scriverei queste note, se pochi giorni prima non fosse morto anche Steve Jobs.

Jobs è stato un abile uomo d’affari, dirigente e pubblicitario. Jobs era molto conosciuto. Ritchie no.

A questo punto mi viene in mente la suddivisione delle arti liberali e delle arti meccaniche del medioevo. O la più recente divisione fra cultura umanistica e cultura scientifica. Le prime generalmente sembrano portare onore e gloria urbis et orbis, le seconde sembrano portare l’oblio o al massimo al riconoscimento da parte degli addetti ai lavori. Ebbene, questa suddivisione del lavoro e dell’intelletto, questa sperequazione della gloria (e del denaro), penso sia una delle cose più tristi e ingiuste che l’umanità abbia creato. Non voglio togliere meriti ai “Jobs”, vorrei, al contrario, che i “Ritchie” fossero famosi quanto i “Jobs”.

Inoltre ricordo che i “Jobs” senza i “Ritchie” non esisterebbero, mentre i “Ritchie” non hanno bisogno dei “Jobs” per esistere.


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