Archive for novembre 2011

Governo Monti

giovedì 17 novembre 2011

Non sappiamo cosa succederà con questo governo. Però alcune cose si possono dire:

1) dicono che non ci siano inquisiti, condannati, eccetera
2) i ministri paiono competenti e di alto profilo
3) un governo prevalentemente di destra, moderato, cattolico
4) sarà difficile che questo governo faccia peggio del precedente: dovrebbe lavorare il doppio
5) Monti ha dimostrato che un governo dignitoso si può fare anche qui in Italia

Segnalo due letture:

Il Boss
di A. Bisin
(leggere assolutamente i commenti)

Com’è stata Anna Maria Cancellieri a Bologna
di G. Cosenza

Che noia, che barba…

martedì 15 novembre 2011

Il Papi si sta rasando. Lacomizietta lo controlla da vicino. Molto da vicino.

Figlia: Papi, lo sai che farsi la barba è molto noioso?
Papi: Mmm?
F: Perché non si può nemmeno parlare, quando la si fa.

(Deve essere per questo che non ama lavarsi i denti. E comunque canta, mentre se li lava. O parla.)

Normalità

lunedì 14 novembre 2011

Le cose stanno lentamente tornando alla normalità, in casa Comizietti. La moderazione ai commenti è stata tolta. Siatene degni. :-)

A cosa serve?

domenica 13 novembre 2011

La cosa più inutile che esista: la poesia. Ma in una frase si racchiude un comizio:
« Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza. »
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno XXVI, 119-120)

Prendo spunto da Amedeo Balbi e Popinga rispondere alla domanda: cosa serve studiare matematica, fisica e qui aggiungerei storia medievale?

La risposta è abbastanza semplice: per ogni idiota che oggi studia cose inutili, ci sono folle che vivono meglio grazie agli studi inutili di ieri. Quando Fourier perse tempo a inventare le serie che prenderanno il suo nome, non credo avesse in mente il lettore mp3 e nemmeno la TAC. Quando Einstein si spremeva le meningi su quella cosa inutile che era la relatività generale, non credo avesse in mente il GPS, quell’aggeggio che ti indica la strada che devi fare per andare in quel paese. E così via. La cosa importante tuttavia è che ci sia uno studio fine a se stesso: per scoprire il mondo, per ricercare la bellezza, per giocare, perché sì. Senza questo studio non c’è modo di sperare in qualche novità.

Una volta gli uomini di potere sapevano che avere a palazzo un intellettuale che pensava a cose inutili era segno di prestigio e alla fine ci guadagnavano sempre. Poi al potere ci si arrivò per censo e il censo si poteva avere con le cose utili, da vendere domani. Se il neoricco arrivava al potere senza aver studiato un minimo di storia, altra cosa inutile, tagliava i fondi a qualsiasi studio non immediatamente redditizio. E poi si trovava col PIL fermo ed era colpa della congiuntura mondiale, degli alieni e dei cinesi. Come una bestia: mangiato dai predatori, e non sa perché. Gli sono sbucati all’improvviso dalla siepe.

E ritorniamo all’inizio. Se ti chiedi a cosa serve studiare, forse vivi come un bruto. Cioè, sei una poco bestia.

Ad un passo

domenica 13 novembre 2011

Se in tutti questi anni, o anche solo in questi ultimi mesi, si fosse costruito qualcosa di vagamente credibile, come opposizione… e invece nulla. Dopo Silvio il nulla. Questa è la sua peggiore eredità e la nostra (come popolo) più grande colpa.

Però, dai, magari questa fine ridarà animo a chi le cose le sa fare. Speriamo bene.
Buona notte.

Aggiornamento 13/11/2011:
Alcune letture:

Una vita con B
Politico, impresario, presidente di calcio, venditore di sogni, comico, playboy. Vent’anni passati (per lavoro) a seguire l’ascesa di Berlusconi
di M. Gramellini
Il concetto: “La sinistra doveva smettere di sostenere che l’italiano medio era vittima di Berlusconi. L’italiano medio era solo un Berlusconi più povero.”

Altan: “I miei ventun anni col Cavalier Banana”
di S. Fiori
dice Altan: “Uno degli effetti più perniciosi del berlusconismo è che tutto è scivolato al livello più basso. E questo ci riguarda tutti: alla fine non siamo diversi dagli altri.[…]”.

Patente e sigarette
di nonunacosaseria
Il concetto: “l’eredità positiva del berlusconismo […] si limita a due riforme […]: la patente a punti e il divieto di fumare nei locali aperti al pubblico o nei luoghi di lavoro.”

Io toglierei la patente a punti.

Trovate le differenze

mercoledì 9 novembre 2011

Corriere:
Donna 55enne trovata morta in casa il giorno del suo compleanno, è giallo
(Per il corriere la fonte è l’Ansa.)

Repubblica:
Donna di 55 anni muore in casa – dubbi sulle cause del decesso
(Per repubblica (C)Riproduzione riservata)

Il giorno:
Trovata morta in casa – Ferite e porta aperta – E’ un giallo

Dopo aver letto la notizia sul corriere ho cercato sul sito dell’ANSA. Non ho trovato nulla, ma ammetto che ho alcuni problemi di refresh dall’ufficio. Magari voi siete più

La gattina Valentina e il giardino – Seconda versione

giovedì 3 novembre 2011

C’era una volta una strega che era molto invidiosa della ricchezza del Re di Gorop. Per appropiarsi delle monete d’oro del re, ideò uno stratagemma. Trovò una sosia della Principessa Mariagrazia e la convinse ad attuare il suo piano. Sonia, così si chiamava la sosia, andò al castello, convinse la Principessa a scambiarsi i vestiti e quando entrò nella stanza il Re, buttò fuori dal castello sua figlia, solo perché era vestita da povera.

Mariagrazia andò nel bosco dietro le colline che vedeva dalla sua stanza del castello e trovò una casa abbandonata. La sistemò e con pochi mezzi di fortuna si dette al ricamo e ai lavori a maglia. Per vivere vendeva le sciarpe che produceva.

Ma nel regno viveva anche una fatina buona, che venne a sapere delle condizioni di Mariagrazia e decise di aiutarla.

Accadde che la Principessa si stufò di starsene triste e sola nella casetta del bosco. Allora un bel giorno andò in un bellissimo negozio dove c’erano dei bellissimi gatti neri e bianchi; andò avanti finché non raggiunse un bellissimo gatto bianco e nero; andò alla cassa, pagò il gatto e se ne andò via.

Finché un bel giorno la ragazzina decise di chiamare il suo gatto con un nome che a lei piaceva tantissimo: il nome era Valentina. Un bel giorno il gatto, reso magico dalla fatina, le disse: “Bellissima Mariagrazia, vuoi avere  un altro po’ di denaro?”. “Sì, grazie!” le rispose la Principessa.

Il gatto andò in una grotta sottomarina, dove c’era un tesoro disperso da un galeone affondato dopo una tempesta di tanti anni fa. Riempì il sacco di monete d’oro e ritornò da Mariagrazia. “Grazie mille!” disse la Principessa. “Ora penso che tu possa vivere pacificamente.” le disse la gattina. “Sì”, le rispose la ragazzina. E vissero per sempre felici e contenti.

(C)2011 Lacomizietta, Tutti i diritti sono riservati.
Adattamento e trascrizione: Ilcomiziante detto “il Papi”

C’è grossa crisi

giovedì 3 novembre 2011

Un piccolo segnala dalla periferia:

Perchè ce l’hanno tutti con me?
de La Panettiera