Archive for dicembre 2011

Neologismi /27

sabato 31 dicembre 2011

Per i coniugi il divorzio è una possibilità.
Per i figli Lacomizietta ha inventato il paporzio.
(Dovrebbe esserci anche il mamorzio.)

M’illumino di storie

venerdì 30 dicembre 2011

Questa mattina Lacomizietta mi ha tirato fuori una frase che è una poesia:

Se non m’immergo in una storia
non c’è più luce nei miei occhi.

Poiché sono malaticcio, la sua fiamma è rimasta accesa con tre (monelleria!) puntate di Star Trek.

(C)2011 Lacomizietta. Tutti i diritti riservati.

Non so quello che faccio

giovedì 29 dicembre 2011

Sono una Comizietta e scrivo le cose senza sapere quello che voglio scrivere. In bocca al lupo. Ciao!

Clienti folli

giovedì 29 dicembre 2011

I clienti delle librerie sono completamente folli.

Quelli del Disagiato non leggono libri eppure passano in libreria. Un vero mistero.

Quelli di Marino Buzzi sono più vari, ma anche loro non scherzano.

La Divina Commedia

mercoledì 28 dicembre 2011

La Divina Commedia è un’opera difficile. Difficile perché scritta con l’italiano del 1300, difficile perché scritta in poesia e la poesia è più difficile della prosa, difficile perché fa riferimento a fatti e conoscenze popolari all’epoca, almeno fra le persone colte, e oggi sconosciute ai più. Eppure la Commedia è diventata Divina pochi anni dopo la pubblicazione ed è rimasta tale fino ad oggi e nessuno pensa di degradarla a semplice Commedia. Perché? Perché parla di un viaggio fantastico nell’aldilà, un viaggio allegorico, un viaggio educativo, un viaggio che ognuno di noi può leggere come vuole; ed è questa la sua grandezza: ogni volta che si legge la Divina si trova qualcosa e siamo nel 2011 e ancora c’è chi vi trova tesori: una descrizione, un modo di dire, un sentimento, una lezione, un’intuizione, un suggerimento, una cosa meravigliosa, una magia. Per arrivare a tanto tesoro bisogna faticare e molto, ma la Divina non delude mai.

Benigni, con le sue lezioni, riesce molto bene a trasmettere la magia dell’opera. Forse non è molto preciso ed è  sconclusionato in alcuni passaggi, ma una volta finito di ascoltarlo si ha tanta voglia di prendere la Divina Commedia e iniziare a studiarla per bene. Si ha voglia di rileggerla e di scavarla a fondo. Ed è quello che periodicamente faccio. Riascolto Benigni e inizio a ristudiare Dante.

Questa cosa della lettura della DC è iniziata nell’aprile del 2009 e periodicamente ritorna. Sono al canto 27esimo dell’Inferno.

Lacomizietta, ovviamente, vedendo che il Papi fa una cosa difficile deve imitarlo e allora il Papi, quando risveglia questa sua passione, deve leggere i versi (quanto è difficile leggere la Divina!) di qualche canto senza interruzioni, anche se Lacomizietta non capisce nulla, e dopo, solo se richiesto, può spiegare ciò che ha letto.

Poi, sia benedetto, c’è chi ha illustrato l’opera. Come sapete i libri senza illustrazioni sono poco appetibili per i bambini e Lacomizietta non fa eccezione. Poiché possiedo la versione pubblicata da Rapubblica nel 2009 illustrata da Gustave Doré, questa versione è ideale per Sua Perfezione. E quindi stamattina, prima di colazione, per circa un’ora, abbiamo visto le incisioni di Doré e il Papi, al volo e con una certa solerzia, doveva dare le seguenti informazioni: chi era ritratto e quale punizione era raffigurata. E se il Papi non era abbastanza veloce, veniva adeguatamente redarguito. (Papi, sto aspettando… Non avevi detto che l’avevi già letta questa parte? Il Papi si è anche innervosito un poco.) Altro che interrogazione dello Scorfano ai suoi alunni!

E poi Lacomizietta ha detto che voleva leggere tutta l’opera e ha iniziato a leggerla.

Papi: Ma ci capisci qualcosa?
Figlia: Non disturbare. Prima leggo, poi se non capisco ti chiedo.

E intanto il primo canto è stato letto e non ha chiesto nulla, anche se ne abbiamo parlato in passato. Non so cosa abbia capito o cosa sia rimasto… però intanto ha letto.

Nei giorni l’ho interrogata in proposito:
Papi: Ma ti piace la Divina Commedia?
Figlia: Sì, è bella.
P: Ma cosa ti piace?
F: E’ bella e basta…
Incalzata e per far contento il Papi: – E’ una storia un poco paurosa, ma non troppo. A me piacciono le storie di paura.

PS: la Divina è gratis ed è anche in audiolibro.
PS2: Questa è una possibile risposta al Disagiato che vede genitori che chiedono libri inadatti per i loro figli.

Il Pacco Quotidiano

venerdì 23 dicembre 2011

Un commentatore de Ilfattoquotidiano si è stufato di segnalare errori al giornale e di prendere scarpate.

Allora ha aperto un blog:

Il Pacco Quotidiano

Da consultare.
(Ci sono emozioni forti e linguaggio diretto.)

Il trasloco e gli Universi Paralleli

giovedì 22 dicembre 2011

Come i più assidui lettori sanno, Lacomizietta non sempre vive in Questo Universo. Il cambio di appartamento, sebbene non seguito da un cambio di vita e di abitudini – abbiamo solo cambiato scala all’interno dello stesso condominio – sapevamo che sarebbe stato per lei un concetto difficile da elaborare. Per questo le spiegammo mesi prima che avremmo venduto la nostra vecchia casa e ne avremmo preso una nuova, con una stanza in più tutta per lei.  Sempre con lei andammo a vedere il nuovo appartamento, per avere una sua opinione e per esser sicuri che fosse chiaro il concetto. La parte de Lacomizietta che frequenta Questo Universo sembrava aver capito tutto, ma l’altra?

Arrivati al 23 giugno, il giorno prima di vendere la vecchia magione, iniziammo a svuotare la sua stanza da tutti i giochi.

Figlia: Mami, ma perché porti via tutti i miei giochi?
Mami: Comizietta, è il trasloco. Dobbiamo mettere tutte le cose negli scatoloni per spostarli nell’altra casa!
F: Ma perché? Chi viene qui?
M: Vengono i signori che hanno comprato la nostra casa.
F: Ma non potevano stare a casa loro? Io sto bene qui!

Seguì un breve pianto che la Mami seppe estinguere in poco tempo. Informata anche la parte de Lacomizietta degli Universi Paralleli che avremmo cambiato casa, il sereno tornò subito nei suoi occhi e continuò a giocare come se nulla fosse.

Poi il trasloco, il lungo esilio nelle case dei nonni, la ristrutturazione, lo spostamento delle cose dal box, in cui erano parcheggiate, alle nuove stanze.

Ma non tutta Lacomizietta era stata informata del passaggio. Nei primi giorni di residenza nella nuova casa:

Figlia: Mami, quando torniamo a casa nostra?
Mami: Comizietta! Questa è casa nostra!
F: Ma questa non è la mia stanza!
M: Questa è la tua stanza. E presto arriveranno i mobili per mettere tutte le tue cose. Anzi, li andremo a comprare assieme. Ti va?
F: Ma posso scegliere io i colori?
M: Certo.

E così anche l’ultimo Universo Parallelo fu informato del trapasso.
(Speriamo.)

Idiosincrasie /7

giovedì 22 dicembre 2011

Non auguratemi mai “Buon Tutto”. Sono allergico all’espressione.

L’indispensabile /9

giovedì 22 dicembre 2011

“HO APPENA FATTO SESSO”.
ECCO L’APP PER DIRLO A TUTTI

Ma anche qui.

Qualcuno proponeva anche la versione per le pratiche onanistiche.
(Per EDroidi e iCosi)

Tassonomia del dono

mercoledì 21 dicembre 2011

In famiglia i regali non sono vincolati in nessun modo alle ricorrenze. Facciamo i regali quando ne abbiamo voglia. I familiari sanno e accettano. Lacomizietta, ovviamente, è nei nostri cuori e non passa mese che non riceva almeno un pensiero dal suo Papi o dalla sua Mami. Ma sappiamo che Lacomizietta ha una sua idea di regalo. Ieri sono venuto a sapere che Lei non riceve mai regali.

Papi: Ma come?! Due settimane fa ti ho regalato due libri e sabato scorso la rivista con i poster degli animali. Quelli non sono regali?
Figlia: No, Papi, quelli non sono regali.
Papi: E cosa sono allora?

Ne è venuta fuori una tassonomia del dono. Ve la propongo per vostra conoscenza, sia mai che vogliate fare un Regalo a Lacomizietta.

Al livello più bassto sta la Monelleria. Si tratta di oggetto:
1) non sorpresato
L’oggetto non è una sorpresa per il ricevente. Magari avete concordato il dono o lo avete comprato assieme.
2) non paccatto
L’oggetto non è confezionato con carta regalo. Fondamentale la luccicosità della carta e il fiocco. La confezione è forse più importante del contenuto.
3) non festato
Ci deve essere una cerimonia di consegna, ovvero una festa. Niente festa, niente Regalo.

Al livello superiore sta la Sorpresa. Si tratta di oggetto:
1) sorpresato
2) paccato
3) non festato

Ed infine il Regalo. Trattasi di dono:
1) sorpresato
2) paccato
3) festato

Ne consegue che il Papi e la Mami, durante l’anno, fanno moltissime Monellerie, alcune Sorprese e praticamente nessun Regalo. Se vogliamo fare Regali a Lacomizietta dobbiamo usare le feste comandate, cominciando dal compleanno e dal Natale. E così sia.