Archive for marzo 2012

Congiuntivite

venerdì 30 marzo 2012

Non è escluso che io qualche volta torno”, fra 20 e 26 secondi del secondo video.
Questa frase mi rimbomba dentro… e comincio ad avere seri dubbi sull’uso del congiuntivo, perché ormai nelle ipotetiche è in disuso, almeno nella lingua parlata. Speriamo che non torna.

Sugli ebook /2

giovedì 29 marzo 2012

Scrivevo qui che “Le differenze fra libro ed ebook influenzano la lettura, il modo di scrivere e i contenuti.“, ma non sapevo come argomentare questa mia affermazione. Per fortuna c’è chi riesce ad esprimersi meglio di me e ha idee più chiare:

ebook tra textum e strani lettori forti
di fabrizio venerandi

Sottoscrivo verbatim.
(via disagiato e scorfano)

La candela touch

mercoledì 28 marzo 2012

Ho come l’impressione che sia un’operazione marchettara:

Ecco Kindle Touch, ma non è ancora l’anti-iPad
Si può pre-ordinare anche in Italia a 129 euro
di M. Sideri

1) Un ereader come il Kindle sta ad un iPad come un batterio sta ad un asteroide. Sono due cose diverse che fanno cose diverse e quindi il nostro Kindle dovrà aspettare un poco prima di essere un anti-iPad. E infatti nell’articolo si legge: ” Se vi aspettate un tablet passate ad altro.”

2) Lo schermo touch non è una novità. Altri ereader lo hanno da tempo. L’unica novità, semmai, è il prezzo. Ma per fare paragoni bisogna vedere anche altri aspetti: v. punto 3 e 4.

3) Il Kindle Touch continua a non supportare il formato epub. L’unico (?) formato open per gli ebook. Ecco spiegato il prezzo più basso: vi legano mani e piedi al formato del loro punto vendita.

4) Sono interessanti le clausole di licenza del Kindle. Leggete al punto 4 il paragrafo “informazioni ricevute”. O il punto 2 “il vostro comportamento”. Altri motivi per ribassare il prezzo.

Dove sarebbe la notizia?

[ebook] Altri Robot

mercoledì 28 marzo 2012

Titolo: Altri Robot
Autore: Uriel Fanelli
Genere: Fantascienza
Nr. Pagine: 503
edizione elettronica gratuita, edizione cartacea disponibile a pagamento (info sul precedente link).
Voto personale: 8

Ammetto che ho avuto fino ad oggi un grande pregiudizio: la fantascienza italiana – no grazie. L’ho evitata come evito gli scocciatori che si incontrano per strada o ti suonano alla porta di domenica mattina. E’ quindi con questo stato d’animo che ho iniziato a leggere questo ebook, giusto perché era gratis, giusto perché avevo da collaudare il nuovo lettore di ebook e giusto perché l’autore ha un blog in cui fa di tutto per essere antipatico. Ecco, il mio pregiudizio l’ho dovuto subito mettere da parte.

L’opera è una raccolta di racconti (è la raccolta di due raccolte, per la precisione) con lo stesso protagonista, Uriel. E’ ambientato a Bologna e dintorni all’inizio del 2200. Uriel è un uomo (inteso come essere umano) modificato geneticamente e trasformato in un ermafrodita. Il suo lavoro è catturare e distruggere robot impazziti. Le storie hanno una venatura di giallo. Se la cosa vi fa pensare alle storie asimoviane sui robot e al personaggio Susan Calvin, siete nel giusto. Ma l’autore ha preso solo spunto dai robot di Asimov: i suoi robot, il protagonista e il mondo futuro sono originali e interessanti. Si parla di sessualità e di identità di genere e con un ermafrodita come protagonista la cosa diventa interessante. Si parla di religione e di politica e un futuro lontano permette nuove prospettive sulla nostre idee religiose e politiche.

Linguaggio semplice, esplicito, inadatto ad anime sensibili e bacchettone, riesce con poche parole a visualizzare l’ambiente e la situazione in cui si muovono gli attori del racconto. Con colpi di scena e novità in ogni racconto la lettura fila veloce verso la fine e si vorrebbe volentieri continuare.

Qui potete leggere l‘intervista all’autore. Intanto ho iniziato la sua seconda opera: Cibo.

Buona lettura!

[film] Hysteria

mercoledì 28 marzo 2012

Titolo: Hysteria
Paese: Regno Unito, Lussemburgo
Anno: 2011
Durata: 100 min
Genere: commedia romantica
Regia: Tanya Wexler
Sceneggiatura: Jonah Lisa Dyer, Stephen Dyer, Howard Gensler
Voto personale: 7

Il film racconta in modo romanzato della nascita di un oggetto che oggi è catalogato fra i giocattoli erotici: il vibratore. Qualcuno insinua che oggi il suo uso sia molto diffuso, e, altra cosa curiosa, in alcuni stati americani la vendita è illegale. Ma se oggi il vibratore suscita sorrisi imbarazzati, scandalizza o apre le porte ad un immaginario lussurioso, quando nacque nulla di tutto ciò passava per la testa degli inventori ed utilizzatrici. Gli sbalzi d’umore femminili, catalogati col nome di isteria, venivano ricondotti ad un problema ginecologico e la cura era quella che noi oggi chiamiamo masturbazione, che al tempo si praticava manualmente in uno studio medico, senza suscitare nulla di erotico nel medico che la praticava. Il vibratore elettromeccanico suppliva alla fatica del medico e fu così fino al 1920, quando del vibratore se ne appropriò l’industria pornografica. Siccome appariva in pornografia non poteva essere più considerato un supporto medico.

La storia del vibratore testimonia la nostra (intesa come cultura occidentale) percezione del corpo, del corpo femminile in particolare, e della nostra  sessualità. Le donne nell’Inghilterra vittoriana non erano padrone del loro corpo e del piacere sessuale. Il punto è: cosa è cambiato oggi? Siamo veramente più liberi o abbiamo sostituito le vecchie gabbie con altre?

Mentre il vibratore entrava a far parte della nostra vita domestica, i medici impiegarono alcuni anni a capire la psicologia femminile. L’isteria come patologia fu definitivamente cancellata dai manuali medici nel 1987.

Ultima annotazione: il film è una commedia romantica abbastanza semplice. Se vi aspettate scene ad alto (o anche basso) contenuto erotico, avete sbagliato film.

Un approfondimento su ilPost.

Ma tu sei pronto?

martedì 27 marzo 2012

Leggo oggi su larepubblica.it:

Monti: “Se il Paese non è pronto il governo potrebbe non restare”

Io proporrei di rivoltare la frase:

Monti: “Se non sono in grado di governare ottenendo il consenso dai partiti e dai cittadini, lascio il posto a chi è più bravo.”

Perché altrimenti sembra che Monti sia una specie di Sacerdote della Salvezza e noi dei poveri credenti che dovremmo seguirlo, pena il suo abbandono nella Nostra Valle di Lacrime. Non è così: è Monti che deve servire noi, non il contrario.

Cose da maschi e cose da femmine

martedì 20 marzo 2012

In questo post Loredana Lipperini dà spazio ai dubbi di una mamma di una bambina che vuole mettersi lo smalto sulle unghie.

Questione interessante, perché ci sono passato anch’io. Poi però la determinazione de Lacomizietta e la saggezza de La Mami hanno prevalso e mi sono accorto di una cosa. Gli adulti vedono con gli occhi degli adulti, ma i bambini no. Per i bambini (maschi e femmine) lo smalto sulle unghie è un gioco. C’è a chi piace e a chi no. Alle femmine piacerà di più perché vedono altre femmine che lo fanno e quindi si chiederanno perché io no e la mamma/nonna/sorella/zia sì? Il problema è che ci sarà qualche maschio attratto dalla cosa e ci sarà subito un adulto a dirgli che queste cose per lui non sono adatte e non si  fanno. Ecco lo stereotipo che si manifesta e che viene insegnato. Stereotipo degli adulti, ovviamente, non dei bambini. Il problema non è lo smalto a scuola. Il problema è: lo smalto possono metterlo anche i bambini? Se sì, sarà un gioco divertente, se no sarà l’educazione allo stereotipo di genere.

Ai bambini piace crearsi un’identità di genere, come fanno gli adulti del resto, e dividono i giochi in giochi da maschi e giochi da femmine. Un gioco anche questo a cui va dato spazio. Infatti quando è ora di giocare veramente ognuno gioca con ciò che ama e le divisioni rimangono sullo sfondo. A meno che non intervenga un adulto, ovviamente. Non bisogna impedire i bambini di fare le distinzioni di genere. Bisogna impedire che diventino muri invalicabili.

E quindi Lacomizietta da qualche anno si mette lo smalto sulle unghie e da sempre si mette i braccialetti, le collane e tutti quegli accessori femminili che le piacciono tanto. Fa le divisioni di cose da maschio e da femmina e se ne dimentica all’istante quando il suo interesse e la sua curiosità prevalgono.

Noi cerchiamo di non insegnare stereotipi (Ma ci divertiamo a fare le distinzioni! E’ bello dividere le cose da maschi e da femmine! Come il gioco cose di destra e di sinistra.) e soprattutto facciamo vedere tutti i giorni che le cose da maschio le possono fare le femmine e viceversa.

Lacomizietta in questo percorso impara e ci educa: non possiamo decidere noi il colore dello smalto che si mette!

Aggiornamento 21/03/2012:
Mi sono accorto, leggendo i commenti del post della Lipperini, che il mio comizio non dice nulla di particolare. I commenti invece lasciano trasparire la paura, direi il terrore, di vedere i propri figli omologati agli stereotipi della nostra società. Anzi, peggio: c’è la paura, direi il terrore, di non poter cambiare il corso degli eventi, non incidere in nulla nell’educazione dei figli. Molti si aggrappano alla scuola come ultimo baluardo per un cambiamento. (Nella politica non ci spera più nessuno.) Ho la sensazione che la pressione culturale e sociale sia enorme e costringa molti di noi ad avere comportamenti e atteggiamenti che non sentiamo nostri, soprattutto nelle questioni di genere. C’è una richiesta disperata di aiuto nei commenti. Mi ha colpito molto.

La fine del mondo è vicina

giovedì 15 marzo 2012

C’è scritto tutto qui:

buone fedi e supporti
di lo Scorfano

dove si parla di questa cosa (fonte Corsera):

In alternativa alcune parti del capolavoro andrebbero espunte dal testo
«Dante antisemita e islamofobo. La Divina Commedia va tolta dai programmi scolastici»
L’accusa di Gherush92 organizzazione di ricercatori consulente dell’Onu

con link alla fonte originale e ottimi commenti (fra cui il mio, per chi avesse sete di un breve comizio).

Domande /20

martedì 13 marzo 2012

I bambini fanno domande. Lacomizietta fa domande di teologia. Alle 7 di mattina di una domenica quasi primaverile.

1) Ma veramente Gesù ha resuscitato una persona?

2) Ma è possibile che un bambino voglia più bene a Gesù che alla propria Mami e Papi?

3) L’anima di Gesù può leggere i nostri pensieri? (Vorrei vedere l’anima di Gesù dal vero!)

Tutto questo senza frequentare il catechismo, senza ora di religione a scuola e senza frequentare parrocchie e altre cose cattoliche.

La persona deputata a rispondere alle domande di teologia è la Mami, che però non ha dato il suo nulla osta per la pubblicazione delle risposte. Risposte stupende e adattissime ad una bambina di sette anni. Se fate un’offerta abbastanza alta, magari si convince. Ma sarà difficile. Su questo cose è incorruttibile.

Finestre!

giovedì 8 marzo 2012

Cari Lettori, do la lieta novella, il gaudente annuncio: abbiamo gli infissi nuovi e perfettamente funzionanti!

(E’ impazzito per caso?)

No, non sono impazzito, lasciatemi raccontare: abbiamo ordinato le nuove finestre a luglio e dovevano essere pronte a settembre. Lo stronzo (non è un’offesa, ma un termine tecnico per descrivere l’individuo) a cui abbiamo affidato i lavori ce le ha messe su a fine novembre e ci ha lasciati col lavoro a metà e per di più fatto male.

Tempi tecnici per capire cosa fosse meglio fare e a chi affidare di nuovo il lavoro e siamo arrivati ad oggi. Sono sei mesi esatti da quando siamo entrati nel nuovo appartamento, otto dal suo acquisto. Dopo sei mesi di finestre chiuse con lo spago, buchi tappati con stracci, cartoni al posto dei cassonetti e tanti altri disagi, sono arrivato ad oggi che tiravo giù la tapparella e piangevo dalla felicità. (Premi il pulsante su e la tapparella fa vrrrrrrrrr e va su. Poi cambi pulsante e vrrrrrrrr, va giù.) Il fine settimana mi siederò davanti ad ogni finestra e starò in adorazione almeno un’ora per ciascuna. Non avrei mai pensato che un infisso montato a regola d’arte potesse rendere così felici.

Buona notte!