Archive for marzo 2012

De gustibus /17

lunedì 5 marzo 2012

Merenda di oggi: focaccia della Mami farcita con sgombro sott’olio, maionese e… prosciutto. A seguire: patatine fritte alternate con torta al cioccolato fondente. (Una patatina e un morso di torta, una patatina e un morso di torta…)

Cena: Lacomizietta aveva poca fame. E’ stata leggera. Una bella spremuta d’arancia (rigorosamente con cannuccia, altrimenti non è possibile berla) e siccome aveva voglia di cose salate, si sono pucciate nel succo d’arancia delle patatine fritte. Buonissime!

[recensione] SpotPolitik. Perché la «casta» non sa comunicare

lunedì 5 marzo 2012

Autrice: Giovanna Cosenza
Titolo: SpotPolitik. Perché la casta non sa comunicare
Editore: Laterza (1 marzo 2012)
Brossura: 215 pagine
ISBN-13: 978-8842099109

Voto personale: 8
Avvertenza: Il Comizietto è stato citato fra i ringraziamenti. Non ho fatto nulla di particolare, se non comiziare nel blog di Giovanna, fra i commenti. La mia capacità di critica si è un poco annebbiata… :-)

Io: Il libro parla di comunicazione politica…
Lui: Ma che coraggio hai… non è una palla?!
Io: No, assolutamente. E’ chiarissimo, discorsivo, fila via liscio fino alla fine.
Lui: E di che parla precisamente?
Io: Si analizza la comunicazione politica degli ultimi anni e si evidenziano gli errori…
Lui: Una cosa tecnica, quindi.
Io: Sì, ma non ci sono concetti e paroloni incomprensibili. Ci sono esempi concreti e alternative comprensibili, sono descritti gesti e modi che capiamo tutti. Li capiamo sicuramente, visto che spesso certa comunicazione politica ci deprime, ma la Cosenza li porta anche alla nostra coscienza con estrema semplicità.
Lui: E che conclusioni trae?
Io: Che è necessario riempire di contenuti e di valori la politica e di investire nel modo di comunicare.
Lui: Cosa c’entrano i contenuti con il modo di comunicare?
Io: Se non hai idee, hai voglia a provare tecniche di persuasione! Chi persuadi con il nulla?
Lui: Quindi le cose sono intrecciate…
Io: Certo! Ma ci vuole anche una certa umiltà per capire che se uno ha cose interessanti da dire, deve investire tempo e soldi per dirle al meglio. Anche questo manca in Italia.
Lui: La cosa si sta già complicando. Sei sicuro che non sia una palla, il libro? Non ho voglia di cose difficili…
Io: Senti, se il tema non ti interessa, vivi felice senza il libro. Se invece vuoi capire perché ti viene l’orticaria appena vedi in TV XY, allora questo libro ti sarà utile senza farti venire il mal di testa.
Lui: Ok, magari gli do una sbirciata in libreria.

M5S inizio e fine

lunedì 5 marzo 2012

Ho sempre sperato che dal M5S nascesse qualcosa di nuovo, che si sganciasse da Grillo e sapesse muoversi da solo. Così non è stato, almeno fin’ora.

Galatea fa il punto della situazione e riassume in poche righe i motivi del fallimento:

Beppe Grillo e il problema del Non-partito

Sugli ebook

venerdì 2 marzo 2012

Come saprete dal post precedente sono un felice acquirente di un lettore di ebook da pochi giorni. Già prima dell’acquisto dicevo la mia sui libri elettronici, figuratevi ora!

Prima cosa da chiarire una volta per tutte: un ebook non è un libro, come non lo è un’iscrizione sulla pietra, come non lo è un rotolo manoscritto di pergamena. Un libro stampato ed un ebook sono due cose concettualmente e fisicamente diverse. L’uso dell’oggetto libro e dell’oggetto ebook possono sovrapporsi, nel senso che un libro di carta si può convertire in un libro elettronico, o viceversa, ma i due oggetti rimarranno diversi, si useranno in modo diverso e si scriveranno in modo diverso.

Per apprezzare appieno la differenza, però, non basta leggere un ebook (o un file contente testo) sul monitor di un pc. Non si può leggere un’opera di un certo respiro sul monitor di un pc, a meno di non spaccarsi gli occhi. Ci vuole un ereader (i nomi inglesi fanno schifo, ma li userò lo stesso, abbiate pazienza) e, sì, ci vuole anche un pc e una connessione a internet. Ecco, ora avete tutto l’occorrente per provare la differenza.

Dico cose ovvie, ma le cose che abbiamo sotto gli occhi spesso non le vediamo:

1) i file degli ebook non pesano. (Ve lo dice uno che ha spostato qualche quintale di libri per il trasloco.) Occupano forse dello spazio nel vostro hard disk, ma un file di testo ormai è una goccia d’acqua nell’oceano che abbiamo a disposizione in ogni dispositivo elettronico. Potreste portarvi dietro la biblioteca di quartiere in pochi grammi di peso.

2) gli ebook sono facilmente copiabili (alla faccia dei DRM).

3) gli ebook sono facilmente pubblicabili in rete (da qui la necessità di un pc o altro dispositivo collegabile in rete. Alcuni ereader fanno tutto da soli!). Ovvero chiunque può scrivere qualcosa e crearsi il suo ebook e convincere qualcuno a leggerlo. Questo pone già il primo problema: la qualità del testo non è garantita da nessuno. E la prima buona notizia: è più facile esprimersi e far sapere al mondo quello che si vuole dire.

4) gli ereader consentono di ricercare velocemente una parola nel testo dell’ebook, di tradurla e di fare una veloce ricerca in rete (l’indice analitico non ha, forse, più senso).

5) se l’ebook è fatto bene, si può saltare in vari punti dell’opera attraverso link appropriati. (v. bibliografia, note, sommario.)

6) l’ebook può essere aggiornato, corretto e sostituito a prezzi irrisori.

7) gli ebook sono molto sensibili all’evoluzione tecnologica. Secondo problema: fra 100 anni i nostri ebook saranno ancora leggibili? E fra 1000?

8) senza energia elettrica e mezzi per la lettura (ereader) gli ebook non sono leggibili.

Queste sono le principali differenze fra un ebook e un libro. Le differenze fra libro ed ebook influenzano la lettura, il modo di scrivere e i contenuti. Ma questa affermazione non l’argomenterò oltre, non oggi. Comprate un lettore, scaricatevi alcuni ebook e vedrete da voi. Modifica, questa differenza, anche il modo di percepire il testo scritto: sempre accessibile, manipolabile, copiabile e consultabile.

Conseguenza di quanto sopra, chi afferma che “per la letteratura […] il supporto è secondario” (Nicola Lagioia) dimostra di non aver capito bene la differenza fra un ebook e un libro.

Il fatto che in un presente prossimo venturo leggeremo la Divina Commedia su un ereader non significa che questa lettura fosse quella immaginata da Dante. Dante ha pensato e scritto l’opera per usarla in altro modo e noi stiamo, in qualche modo, tradendo l’idea originale. Potremmo leggerla su un manoscritto? No, ovviamente. Da molti anni ci siamo abituati a leggerla su un libro stampato e non potremmo fare diversamente, come domani non potremo fare a meno di leggerla su un ereader, ma i lettori la percepiranno in modo diverso. Questa cosa è inevitabile.

Per un pelo (di gatto)

giovedì 1 marzo 2012

Ieri sera LadyD, l’amica del cuore de Lacomizietta, è stata a cena da noi. Il Papi, appena tornato dal lavoro mette sul fuoco una pentola d’acqua per cuocere la pasta, cosa sempre richiesta in casa Comizietti. Finita la cottura, apparecchiata la tavola, e richiamate per due volte le bimbe, non ottengo nessun risultato. Continuano imperterrite a giocare in camera, immerse nel loro mondo fantastico. Al che chiedo alla Mami di intervenire. Finalmente si muovono.

In bagno mentre si lavano le mani:

LadyD
: Ma perché se tua Mamma ti dice una cosa tu la fai subito e se te la dice il tuo Papi no?
Lacomizietta: Ti dico un segreto. A mia Mamma voglio un pochettino più bene del Papi, ma piccolo, che non lo vedi col metro.
LadyD: E senza metro?
Lacomizietta: Neanche. E’ piccolo [=sottile?] come il pelo di un gatto.

Sulla lettura e sull’editoria elettronica

giovedì 1 marzo 2012

Segnalo alcune idee che altri hanno espresso prima di me e meglio di come avrei fatto io (e mi hanno risparmiato un paio di comizi). Tratto dal blog di Luca Calcinai:

Battere la pirateria editoriale?
ovvero 6 semplici cose per diventare editori di ebook.

Leggere? Sembra facile…
ovvero ci sono 3 modi di leggere un testo.

Lettura?
ovvero per ogni tipo di lettura ci vuole lo strumento giusto.