Del perché saperlo prima non serve

Sapere che fra 6-24 ore (fra 6 o 24?) ci sarà un terremoto in una determinata zona (quanto vasta?) e di una certa intensità (quale intensità?) non ci aiuta un gran che. Cosa si potrebbe fare? Stiamo tutti in giardino per 24 ore? E se poi non succede nulla? E se il patatrac accadesse alla 25esima ora? Alla terza previsione mancata tutti continuerebbero la loro normale vita quotidiana. Per essere utile la previsione dovrebbe essere molto precisa: ci sarà un terremoto di magnitudo Z nel posto X all’ora Y, e i dati dovrebbero avere margini di errore molto ristretti. (Ricordiamo poi che la scala Richter è logaritmica, quindi 5.8 non è quasi 6. Il terremoto da 6 ha sprigionato il doppio dell’energia di quello da 5.8.) Soprattutto non dovrebbe sbagliare mai. Ripeto: alla terza previsione farlocca nessuno darebbe ascolto all’avvertimento. Fermare le nostre attività per probabilità scarse e imprecise non costerebbe solo molto in termini economici, ma anche in stress emotivo.

Quello che invece serve sempre (non solo per i terremoti) è la prevenzione e sapere cosa fare durante le emergenze: costruire bene e avere una macchina dei soccorsi efficiente. Poi magari non lasciare gli istituti di ricerca pieni di precari sottopagati potrebbe contribuire per capire meglio la natura che ci circonda.

Comunque, se voi credete sia possibile prevedere i terremoti (oggi) e i giapponesi, non si sa come mai, non ci credono, allora siete pronti a credere a tutto. Io, per esempio, ho un motore a curvatura nel mio box. Chi avesse dei cristalli di dilitio mi mandi una mail.

Ah, dimenticavo: subito dopo un terremoto, non attaccatevi al telefono per informare il mondo che c’è stato il terremoto e voi state bene. I telefoni, nelle emergenze, servono a chi ha bisogno, non a chi sta bene. Lo so che è difficile, ma trattenersi, in certe occasioni, potrebbe salvare vite umane.

Aggiornamento: dicevo che sapere prima in modo approssimato non serve. c.v.d.

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7 Risposte to “Del perché saperlo prima non serve”

  1. eDue Says:

    Non solo, ma volendo predire “un” terremoto, si va a colpo sicuro, vsito che ogni giorno ce ne sono a centinaia non percepibili.

    Mi ricorda il famoso trucco del mago che prevedeva il sesso dei nascituri, segnando il contrario di quanto comunicava verbalmente su un registro: se azzeccava la parte orale era un grande, se no, faceva controllare sul registro ai genitori che erano loro a ricordare male.

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  2. Sfigati 2.0 | eDue Says:

    […] P.S.: non avevo e non ho né titolo né intenzione di parlare del terremoto né dei terremoti, ma se avessi voluto, avrei scritto questo1. […]

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  3. Gianc. Says:

    …ma supponendo per assurdo che cio’ fosse possibile, si risolverebbe solo una parte del problema: Si scappa fuori per tempo, ci si mette in una comoda posizione panoramica con la sedia e si assiste tranquillamente allo spettacolo del paese che viene giu’ in un turbinio di polvere. Puff, via centri storici, capannoni industriali, strade impraticabili, viadotti impercorribili. Non si piangeranno certo i morti e siamo tutti contenti, ma allo stato dei fatti non ci si salva da una decina di anni in, se va bene, casette provvisorie e disoccupati, perche’ il mio posto di lavoro e’ venuto giu’, ringraziando il cielo senza far morti.

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  4. Aliceland Says:

    Non è che sia pronta a credere a tutto, infatti alla prevedibilità dei terremoti non ci credo…. comincio però a credere che tu abbia un “motore a curvatura” nel tuo box e che sia in cerca “dei cristalli di dilitio” … e notare che ho messo le virgolette da citazione perché non ho la più vaga idea di cosa siano entrambi. Lo so, potrei googolare ma sono pigra, ammetto la mia ignoranza!!

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  5. Aliceland Says:

    :-D

    AAAAhhhh, ora capisco perché non capisco!!!! Io guardavo Goldrake e Jeeg Robot d’acciaio (il massimo della fantascienza per me)

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