Peacereporter si spegne

Prima e-ilmensile versione cartacea, poi il relativo sito internet. A fine luglio hanno chiuso entrambi.

Informazione curata da emergency, sempre attenta alle storie degli ultimi e ai temi della pace, della guerra e dell’integrazione fra i popoli, sembra non abbia retto al libero mercato. Sinceramente non ci credo. Avevano un patrimonio di lettori fedelissimi e motivati, pronti anche a qualche sacrificio economico pur di avere un’informazione diversa. E’ invece verosimile che non siano stati capaci di attrarre altri lettori che non fossero già simpatizzanti dell’associazione. Oppure che non abbiano trovato un modello di vendita efficace. Per esempio: ha ancora senso un mensile di carta così curato graficamente? E se sì, non dovrebbe forse costare molto di più? L’assenza di una versione digitale agevole può essere determinante quando si ha a che fare con il mercato dell’informazione, per quanto malato sia. Sono scelte che si pagano carissime.

Emergency dovrebbe prevedere nelle sue spese, non solo ospedali, ma anche informazione. Senza di essa, infatti, tutto il lavoro dell’associazione non avrebbe senso. Chi non viene raccontato non esiste.

Io speriamo che riaprano.

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