Decrescite più o meno felici

E’ da un po’ che gira questo tema, il tema della decrescita. Per ultima ne ha parlato Galatea. Nel frattempo mi sono chiarito le idee.

1) Il presupposto che la decrescita sia necessaria per i limiti delle risorse naturali è una stupidaggine. Non che i limiti delle risorse naturali non ci siano. Il petrolio, con nostra buona pace, prima o poi finirà. E’ che i limiti di oggi non sono quelli di domani. L’evoluzione tecnologica sposta i limiti delle risorse attuali in continuazione, ne cancella di vecchi e ne crea di nuovi. Prima dell’avvento dell’elettronica di consumo molti metalli rari necessari oggi per i circuiti erano senza valore. Oggi sono oro. Domani chissà. Ieri il petrolio era una strana sostanza oleosa usata da pochissimi. Oggi è oro. Domani non ne avremo probabilmente bisogno. Ieri i cavalli erano oro. Oggi sono un passatempo per pochi (e li troviamo nelle polpette!). Di esempi se ne possono fare a migliaia.

2) Oggi la nostra società è altamente inefficiente. Stiamo usando le attuali risorse in modo molto stupido. Ciò ha delle conseguenze ambientali notevoli, anche a livello globale, vedi effetto serra. Così facendo ci stiamo segando il ramo su cui siamo seduti. Il nostro ramo. Perché la vita sulla Terra continuerà anche senza di noi. La vita è sopravvissuta a catastrofi molto più grandi di quella umana.

Se decrescita significa usare meglio le risorse attuali per inquinare meno, allora la decrescita sarà sicuramente felice. Usare un poco di più la bicicletta non può farci altro che bene e ci fa risparmiare sulla palestra.

Se decrescita significa vagheggiare un mondo bucolico fatto di orti sotto casa e piatti lavati a mano (sapete che lavando i piatti a meno consumate molta più acqua di una buona lavastoviglie?) allora non ci siamo. Qualcuno avrà sicuramente l’orto, ma perché gli piacerà e se lo potrà permettere. Con l’orto personale non si sfamano 7 miliardi di persone. Qualcuno dovrebbe lasciare questo mondo e nell’immaginario bucolico non ci sono astronavi, c’è solo l’aldilà. E’ questo che vogliamo?

Per decrescere (nei consumi) felicemente c’è solo un modo: crescere nella ricerca scientifica e tecnologica e avere le idee chiare di quello che vogliamo e facciamo.

Tag: , ,

2 Risposte to “Decrescite più o meno felici”

  1. Roberto Cena Says:

    La decrescita è necessaria e può essere anche felice, come ci si accorge leggendo il libro di Latouche. Il vero problema è che il nostro pianeta è sfiancato da miliardi di umani, l’Italia è vergognosamente sovrappopolata (60 milioni, l’obiettivo che si poneva Mussolini) e che l’irrompere di Cina e India nella manifattura, nell’agricoltura e nel commercio mondiale è, per le dimensioni colossali del fenomeno, un fenomeno INEDITO nella storia della povera Terra. Chi ha risorse intellettuali DEVE comprendere che l’unico modo di sopravvivere PER I NOSTRI FIGLI è per mezzo di una Rivoluzione (maiuscolo) che deve iniziare immediatamente. E’ solo la pigrizia che permette di ignorare questi fatti e sostenere che le risorse terrestri sono disponibili e abbondanti. Il risveglio di chi non riduce velocemente i propri bisogni sarà terribile.

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: