Tolleranza letteraria

Oggi sono stato in libreria, in centro a Milano. Luogo pericolosissimo per uno come me, che legge molto più lentamente di quanto acquisti. Ancora più pericoloso da quando mi sono accorto che ho un numero consistente di arretrati. Mi sono limitato a Zorro, di Isabel Allende, che avevo iniziato ma poi è fuggito con la ex moglie. Era in super offerta, come non farlo rientrare in casa?

Ma non è di questo che volevo scrivere. Volevo raccontarvi che in libreria ho visto cose che voi umani… Per esempio le sfumature non sono state candeggiate. Ora sono in formato economico. Poi ci sono le modelle che scrivono poesie. Calciatori, presentatrici e presentatori, pornostar, cantanti, aspiranti politici di punta, chiunque abbia una qualche visibilità scrive e pubblica. Non nel suo strapuntino di blog, in digitale, per non disboscare la nota Foresta Amazzonica e non disturbare il prossimo. No, no, pubblica in libreria tomi pesanti di cellulosa e inchiostro! Queste persone hanno qualcosa di interessante da dire? Lo scrivono particolarmente bene? Sono temi che rimarranno nella storia dell’umanità? Non so. Su alcuni dubito fortemente. Di altri ho la certezza che no. Però loro pubblicano. Su carta.

Allora mi sono detto: e io? Cosa ho di meno di Pirlo, di Renzi o di Rocco Siffredi, a parte che non so giocare a calcio, so fare una migliore politica e ce l’ho più corto del suo? Mi mancano forse dei soldi per pagarmi un editor o un ghost writer; in compenso via mail mi arrivano già delle proposte per allungarmelo. Ma io non pretendo di entrare in libreria. Io ci tengo alla Foresta Amazzonica e i soldi per allungarmelo un editor non li ho. Quindi peggio per voi. Se mi verrà voglia di scrivere opere di fantasia vi toccherà fare da editor, critici letterari o cambiare blog.

Sapevatevelo.

PS1: Oppure, se i prezzi saranno ragionevoli, potrei andare in una casa di tolleranza letteraria.

PS2: se siete in crisi onanistico ormonale e volete dare una svolta letteraria ai vostri tormenti erotici, non comprate le sfumature. Ora in libreria c’è una professionista che almeno conosce l’argomento: Sasha Gray.  (Poi mi fate sapere se vale il prezzo del biglietto.)

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3 Risposte to “Tolleranza letteraria”

  1. Alessandro C. Says:

    Non hanno un cazzo da dire e fanno pseudoletteratura poco interessante per pseudolettori poco interessanti.
    Anch’io mi son chiesto spesso cosa avessi di diverso rispetto a… lasciamo perdere, va…

    Ho appena scoperto il tuo blog, mi piace un sacco. A presto!

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  2. Alessandro C. Says:

    però pubblicare su carta igienica non sarebbe male.

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