[libro] L’ultimo teorema

Autori: Arthur C. Clarke, Frederik Phol
Titolo: L’ultimo teorema (The Last Theorem)
Editore: Mondadori, Urania
Altro: anno 2012, p. 308, 4,90 €, Traduzione: Flora Staglianò

Voto: 6/10

Mi è difficile valutare questo libro. Il romanzo mi è piaciuto e sono arrivato fino alla fine senza intoppi, però devo ammettere che la storia manca di consistenza. Ci sono narrazioni che non si intrecciano e sembrano indipendenti le une dalle altre; il finale sembra tagliato improvvisamente e la cosa è verosimile visto che questa è l’ultima opera di Clarke prima di morire. Forse Phol non se l’è sentita di concluderlo o armonizzarlo da solo, anche perché non è più un giovincello.

E’ difficile spiegare queste sensazioni senza divulgare la trama. Mi limiterò al minimo indispensabile: la storia è ambientata nello Sri Lanka e Ranjit Subramanian è un giovane tamil appassionato di matematica e iscritto all’università di Colombo. La sua ossessione è la dimostrazione dell’ultimo teorema di Fermat, teorema già dimostrato nel 1995 da Andrew J. Wiles, ma che non soddisfa il giovane Ranjit per via della sua complessità (la dimostrazione, in effetti, è un bel tomo comprensibile solo a pochi adepti). Ovviamente Ranjit troverà una dimostrazione alternativa e molto più semplice di quella di Wiles e questo gli darà fama e gloria, anche senza aver terminato gli studi universitari. Nel frattempo, i Grandi Galattici, alieni misteriosi e presuntosi, dopo aver visto l’umanità alle prese con l’energia atomica e vista la propensione ad uccidersi da sola per via della sua violenza decide di cancellare la Terra dalla faccia dell’universo. Ma loro non si sporcano le mani e mandano altre specie aliene come sicari. Quando i sicari saranno ad un passo dal nostro sterminio… Ecco, succederanno cose, ma l’ultimo teorema di Fermat non avrà nessun ruolo, e, a dire il vero, nemmeno Ranjit (semmai sua figlia Natasha). Incastrati in questi eventi ci sono altre (dis)avventure di Ranjit, anche queste del tutto aliene dagli alieni (perdonatemi…) se non nelle ultimissime pagine.

Nel frattempo si parla di ascensori spaziali (idea cara a Clarke), di alieni strani (Clarke – Phol), di politica planetaria, di pace, di religione e anche un poco di sesso, in modo molto semplice e ingenuo.

Lo consiglio solo se siete appassioni di fantascienza e/o dei due autori. Altrimenti lasciate perdere.

Buona lettura.

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