Una lettera al Papa (e a Scalfari) /2

Mentre il Papa e Scalfari parlano dei massimi sistemi, noi mortali abbiamo a che fare con problemi più concreti. Ma veniamo al punto e facciamo un brevissimo passo indietro.

Io e la Mami de Lacomizietta veniamo entrambi, chi più chi meno, da famiglie cattoliche e quindi abbiamo avuto tutti i sacramenti e catechismi prescritti dalla Chiesa Cattolica, ora di religione compresa e Messe alla domenica. Entrambi, in età adulta, per motivi vari e personalissimi, ci siamo allontanati dalle prescrizioni della Chiesa e abbiamo preso le distanze da un certo modo di intendere la religione. Non abbiamo nulla contro la religione Cattolica e le religioni in genere, pensiamo anzi che la religione sia un aspetto importante della vita di ognuno e che ognuno abbia il diritto di seguire la propria strada in questo ambito. Per questo motivo Lacomizietta ha, fin da subito, seguito l’ora di alternativa a scuola. Pensiamo infatti che non abbia molto senso dedicare un’ora alla settimana, in questa età, alla religione Cattolica, per quanto soft e bene sia svolta dalle insegnanti. Pensiamo che Lacomizietta debba avere tutto il tempo per crescere e farsi un’idea propria su questo argomento delicato. Certo, noi metteremo a disposizione le nostre convinzioni e le nostre conoscenze, con la certezza, però, che saprà crearsi un percorso nuovo e originale in questa materia.

Sulla carta, ovviamente, il diritto all’esonero è scritto a chiare lettere. Quei mangiapreti dell’UAAR dicono anche che i soldi per gli insegnanti di religione comprendono anche quelli di alternativa. (Aggiornamento: qui le FAQ dell’UAAR) Se ci sono i primi, ci sono anche i secondi. La pratica, però, segue una via diversa. Lacomizietta è l’unica fra quattro quarte a non fare l’ora di religione. Tutti ferventi cattolici? No, la maggior parte (ma questa è un’illazione nostra) semplicemente non vuole disagi. Quindi per lei, quest’anno, non c’è l’insegnante di alternativa, con grande disagio della preside e delle altre insegnanti.

Lei, dopo aver valutato con noi i pro e i contro delle soluzioni possibili, ha deciso di continuare a non seguire l’ora di religione. Sarà parcheggiata, di volta in volta, in classi diverse. Lacomizietta ha deciso di prendere questa situazione come un’avventura. (Dimostrando una maturità decisamente superiore a quella degli adulti.)

Noi, da parte nostra, non abbiamo fatto tutto quello che avremmo potuto. Già dalla prima avevamo pensato di fare una campagna anti ora di religione per aumentare gli alunni di alternativa e creare una massa critica utile per trovare un’insegnante. Per motivi vari non l’abbiamo fatto. Questo non toglie che il diritto di avere un’insegnante di alternativa rimanga, anche se Lacomizietta è l’unica fra circa 100 alunni.

Ora, caro Papa Francesco e caro Scalfari, cosa ne pensate di questa cosa? Ha senso iniziare l’ora di religione cattolica alla scuola materna? Ha senso scrivere sulla carta che si può chiedere l’esonero e trovarsi da soli senza un’insegnante? A questa età, questo aspetto della vita di una persona, non dovrebbe essere demandato esclusivamente alla famiglia? (Personalmente penso che la religione sia come la patente, si può abbracciare dopo i 18 anni.) Non erano proprio i primi cristiani che riservavano agli adulti la scelta di seguire gli insegnamenti di Gesù? Che fine ha fatto quella tradizione? Cosa motiva battezzare i bambini appena nati ed educarli a tutte le formalità del credo in tenera età? Abbiamo un Dio tanto misericordioso che per uno stupido sacramento non formalizzato ci sbatte all’inferno anche se ci siamo comportati bene tutta una vita o siamo morti troppo presto per essere colpevoli di qualcosa? Caro Scalfari, non crede che siano queste le domande prioritarie da fare al Papa?

Buona riflessione.

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3 Risposte to “Una lettera al Papa (e a Scalfari) /2”

  1. Davide Says:

    Stessa cosa, in pieno centro di Reggio Emilia (una volta roccaforte rossa).
    Il sottoscritto con tutti i sacramenti, allontanatosi seriamente dalla religione (e a modo mio, tengo a distanza pure la spiritualità facile del “Dio c’è e me lo immagino a modo mio”); consorte di religione ebraica, non praticante.
    Ovvio che la piccola (anni 8) a scuola non frequenti l’ora di religione. Le è stato spiegato che il papà non ci crede proprio, lui crede in quella grossa esplosione chiamata BigBang, mentre la mamma crede in un Dio simile a quello dei nonni paterni, ma in modo diverso anche dai nonni materni (!!!).
    Se non altro, la confusione ha chiarito il punto fondamentale che è che ognuno su questo soggetto debbia avere un sentire proprio.

    A scuola: tutti a far religione tranne la nostra e un paio di altri alunni di religione mussulmana. In prima, andavano con l’insegnante in seconda classe, ad origliare lezioni di inglese (se non altro a qualcosa serviva, dato che si tratta più che altro di vocabolario).

    L’anno scorso, religione è stata piazzata nel rientro pomeridiano. Come risultato, anche i bimbi che l’ora avrebbero dovuto farla, non andavano a scuola. Mia figlia e i due bimbi mussulmani, quando partecipavano al rientro pomeridiano, non sapevano dove metterli. Hanno organizzato un corso alternativo di ginnastica al pomeriggio apposta per loro: alla quarta assenza consecutiva dell’insegnante assegnata, abbiamo rinunciato.
    Interessante comunque notare che quando religione è stata piazzata al pomeriggio, tanti degli altri genitori di fede cristallina, i bimbi a scuola non li hanno mandati.

    Quest’anno forse mia moglie andrà a scuola a far lezione di inglese ai bimbi che non fanno religione, e di ebraico alla ns. piccola.
    Bisognerà vedere che cosa ne penserà la dirigente del plesso.

    E poi mi chiedono perché mi arrabbio quando si parla di religione cattolica.

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  2. eDue Says:

    Religione?

    Leggi il P.S.: http://edue.wordpress.com/2013/09/17/heavy-rotation/

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    • ilcomizietto Says:

      Edue, so quanto ami la religione… Però ognuno ha diritto di divertirsi come vuole :-)

      Per quanto mi riguarda, se mi si dà una scelta esigo che sia reale e non fittizia.

      Il Papa farebbe bene ad occuparsi di queste cose perché molte defezioni fra i cattolici sono dovute *anche* a queste situazioni che generano ingiustizia e quindi frustrazione, vergogna e risentimento.

      I laici farebbero bene ad occuparsi di queste cose per ovvi motivi.

      Cosa faccia Dio quando noi non ci saremo più, è un tema interessante, ma lo lascerei alla speculazione individuale. O al massimo agli appassionati.

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