Monet au cœur de la vie

Oggi, io e Lacomizietta, siamo andati a visitare la mostra di Monet alle Scuderie del Castello di Pavia. Non tantissimi quadri, ma interessanti e con didascalie esplicative comprensibili, anche in inglese per gli stranieri. La mia ignoranza in materia artistica è notevole, ma devo dire che anche io ho apprezzato la leggerezza e forza evocativa di Monet. La differenza con altri meno famosi e meno bravi si nota. Ho poi scoperto che Monet dipinse tantissimo, centinaia di tele, che oggi sono sparse in tutto il mondo e che non morì in povertà come altri meno fortunati.
Non ho capito alcune sale mistiche, dove un volto di uomo o di donna erano in un video, senza parlare, e in sottofondo venivano letti alcuni brani, immagino lettere o altri scritti di Monet o di altre persone a lui vicine. Effetto: monologo asincrono di Ghezzi su blob. Tipo di lettura riflessiva, pesante, assolutamente inadatta ai genitori con figli e nemmeno al visitatore sempre perennemente frettoloso e sovrappensiero che comunque è venuto lì per i quadri, non per altro. Beh, forse sono io che sono un po’ bestia… non so, però sono state stanze che ho saltato volentieri.

Ma veniamo alla logistica della mostra.
Nel prezzo del biglietto è compresa anche l’audioguida e, per chi è tecnologicamente progredito, c’è persino l’app da scaricare sul furbofono (o tavoletta) che ne fa le veci.
Se andate in macchina aggiungete al prezzo del biglietto quello del parcheggio. Portatevi dai 5 ai 10 euro in monete di piccolo taglio, perché i parchimetri non danno resto e dicono di funzionare col bancomat, ma poi, se siete fortunati come il sottoscritto, non è vero.
Se avete la bella idea di andare un sabato o festivo, magari dopo pranzo, fate i biglietti online o calcolate almeno un’ora di fila. La cassa è una e le persone che avranno la vostra stessa idea saranno tante.
Per chi ha bambini, si può prenotare il laboratorio artistico. Non so cosa serva prenotare, perché a noi nessuno ha chiesto nulla, l’entrata è libera e non è necessario il biglietto della mostra. Un animatore dirà poche cose sulla pittura di Monet e poi chiederà di disegnare ai pargoli copiando lo stile o un quadro di Monet. Portatevi un temperamatite. Le matite saranno per lo più spuntate. (Io odio le matite spuntate!) Ovviamente Monet ha preso spazio nel cuore artistico di Sua Grazia, e quindi lei ha prodotto una copia del Ponte di Waterloo in mezz’ora, opera che avrei potuto tranquillamente vendere come studio originale dell’artista, ma il formato A4 non sarebbe stato credibile.
Poi, se non fate tutto di fretta come abbiamo fatto noi, o avete un altro giorno libero da dedicare all’arte, potete andare, con lo stesso biglietto, a vedere la Quadreria dell’Ottocento e Collezione Morone dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia.

Voto: 7/10

Buona visione!

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